Nuove norme anti-corruzione, cooperative in allarme. “Un pasticcio che blocca gli appalti”

9/7/2014 – Secondo le cooperative, senza distinzioni di categorie e collocazioni politiche è caos nel procedure degli appalti, con ripercussioni pesantissime sia sui Comuni che sulle imprese fornitrici degli enti pubblici.

La denuncia e firmata dall’Alleanza Cooperative Italiane di Reggio Emilia (Agci, Confcooperative e Legacoop) dopo i provvedimenti che si sono accumulati a fine giugno: “Una serie di norme – sottolinea la centrale unica cooperativa – in diversi casi contraddittorie, ma soprattutto prive di presupposti minimi per la loro applicabilità, cui si associa la totale assenza di norme transitorie che evitino il blocco degli appalti pubblici”.

L’ACI, al proposito, richiama le norme che prevedono che tutti i comuni non capoluogo debbano procedere all’assegnazione di lavori e all’acquisizione di beni e servizi nell’Ambito delle Unioni dei Comuni, dove esistenti, o costituendo appositi accordi consortili tra i Comuni.

“A differenza di quanto previsto inizialmente – spiega l’Alleanza Cooperative Italiane di Reggio Emilia – l’obbligatorietà è stata improvvisamente estesa anche ai Comuni con più di 5.000 residenti, che nella stragrande maggioranza dei casi non sono riusciti ancora a consorziarsi nella nostra provincia, con il conseguente rischio immediato (la norma è in vigore dal 1° luglio) di un blocco di ogni appalto”.

“A questo primo impedimento – prosegue l’ACI – si aggiunge anche la definitiva entrata in vigore – sempre dal 1° luglio – del nuovo sistema di verifica dei requisiti dei possibili fornitori delle pubbliche amministrazioni, le cui falle sono tanto evidenti da impedire alle imprese di presentare i documenti utili alla partecipazione alle gare, con difficoltà non minori per le stazioni appaltanti”.

“Le verifiche – spiega l’Alleanza delle Cooperative – sono state improvvisamente accollate ad un ente (Anac) che già aveva appena assunto in carico le questioni della legalità legate agli appalti Expo e, ovviamente, non è ancora in grado di svolgere queste ulteriori funzioni”.
“Con queste nuove normative – osserva l’ACI – siamo, oltretutto, in presenza dell’inapplicabilità di tutte le norme che consentono l’affidamento diretto, da parte dei Comuni, di lavori, servizi e forniture di importo inferiore ai 40.000 euro”.

Due, allora, le richieste dell’Alleanza Cooperative Italiane di Reggio Emilia: “la proroga del precedente sistema di verifica dei requisiti  sui concorrenti e l’immediata modifica delle norme riguardanti le modalità di acquisizione di beni e servizi da parte dei Comuni”.

“L’alternativa – concludono le centrali cooperative – è non solo il caos, ma anche il completo blocco degli appalti, con ripercussioni gravi e facilmente prevedibili sia sulle imprese che sui servizi dei Comuni”.

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