Lotta al cancro, Papa Francesco
ha scritto al professor Cavalieri: ecco la lettera

di Pierluigi Ghiggini 

1/7/2014 – Quasi non ci sperava più, il professor Ercole Cavalieri, nella risposta di Papa Francesco. Invece è arrivata il 3 maggio dalla Segreteria di Stato vaticana, la risposta alla lettera che in gennaio lo scienziato originario di Campagnola Emilia e la sua collaboratrice storica, dottoressa Eleanor Rogan, avevano indirizzato al Santo Padre da Omaha, Nebraska, per denunciare “l’affare cancro” che muove una quantità sterminata di miliardi in tutto il mondo, e per invocare un sostegno alle loro ricerche in atto da decenni e che già hanno condotto a una certezza: le forme più diffuse di cancro trovano il più delle volte la medesima origine nel malfunzionamento del metabolismo degli ormoni estrogeni, ed esistono sostanze a basso costo, di cui tutti potrebbero beneficiare, per bloccare sul nascere il meccanismo di attivazione di questi tumori. Una lettera dai toni analoghi era stata indirizzata al presidente Barack Obama, ma questa non ha ancora ottenuto risposta.

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Si può dunque immaginare la gioia di Cavalieri e Rogan quando hanno aperto la busta su carta intestata della Segreteria di Stato e hanno letto la missiva con cui il Sostituto arcivescovo Angelo Becciu ha trasmesso l’incoraggiamento, l’interessamento e soprattutto le preghiere di Francesco. Il testo della lettera è pubblicato sul Giornale di Reggio in edicola questa settimana.

«Sua Santità Papa Francesco – scrive il Sostituto – mi ha chiesto di ringraziarvi per la vostra lettera del 22 gennaio scorso che, insieme alla documentazione di accompagnamento, gli è stata trasmessa attraverso il Nunzio apostolico negli Stati Uniti. Sua Santità vi è grata per avere condiviso la vostra ricerca con lui e ha apprezzato la preoccupazione con cui gli avete scritto… Ho l’onore di trasmettervi le preghiere del Santo Padre con i migliori auguri per il vostro importante lavoro nel campo della ricerca e della prevenzione del cancro, e per i vostri sforzi nei confronti dei fratelli e delle sorelle bisognosi».

La lettara della Segreteria di Stato, a nome del Papa,  al professore Cavalieri e alla dottoressa Rogan

La lettera della Segreteria di Stato, a nome del Papa, al professore Cavalieri e alla dottoressa Rogan

Intanto la monografia scientifica su The Molecular Etiology and Prevention of Estrogen-Initiated Cancers, l’ultima firmata da Cavalieri e Rogan a coronamento di decenni di ricerche, saggi e conferenze scientifiche, è stata trasmessa al Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari per le “debite considerazioni”.

In gennaio, mentre la monografia veniva pubblicata nella collana scientifica Molecular aspects of Medicine, Cavalieri e Rogan hanno scritto il loro appello al Pontefice, sintetizzando le loro scoperte nel campo della prevenzione dei tumori, in primis il cancro al seno, all’utero, alla prostata e il linfoma non-Hodgkin, ma denunciando nel contempo il taglio dei fondi alla ricerca sulla prevenzione.

«A ogni livello ci sono persone di potere che non vogliono vedere ridimensionato l’affare cancro. Queste forze hanno ridotto le nostre possibilità di continuare questa ricerca vitale e d’implementare la prevenzione a basso costo per le popolazioni di tutto il mondo… Siamo riusciti a dimostrare fermamente che l’attivazione metabolica degli estrogeni può portare a derivati che reagiscono il Dna. Abbiamo dimostrato anche che il danno arrecato al Dna gioca un ruolo critico nell’iniziazione di molti tipi prevalenti di cancro… La prevenzione potrà essere realizzata usando specifici integratori che nel prossimo futuro saranno aggiunti al cibo».

Da qui l’appello a Francesco perché “un gruppo di persone speciali” possano lavorare “con noi per implementare la prevenzione del cancro in tutto il mondo”.

Ciò che si può dire oggi, è che il tema è più che mai all’ordine del giorno nella comunità medica e scientifica, come nelle grandi istituzioni internazionali.
Gli studi pionieristici di Cavalieri, cominciati negli anni ‘60 quando il ricercatore partito da Campagnola scrisse al Nobel Kelvin Klein, che lo volle con sé a New York, hanno dato l’avvio a una mole impressionante di ricerche in tutto il mondo, specialmente in questi anni e soprattutto da quando Cavalieri e Rogan hanno individuato nel resveratrolo, molecola ricavata dall’uva e da altre piante, un agente decisivo nella prevenzione del cancro.

I report scientifici ormai si contano a migliaia e proprio di recente hanno imboccato con decisione la strada indicata dallo scienziato italiano.
Fra le più recenti va segnalata la pubblicazione dei risultati di una ricerca condotta da università e ospedali di Taiwan sul cancro al seno: un gruppo di undici ricercatori è giunto alle stesse conclusioni di Cavalieri e Rogan sul ruolo degli estrogeni nel cancro al seno, citando ampiamente i loro articoli.

Ercole Cavalieri nel suo studio a Omaha, Nebraska

Ercole Cavalieri nel suo studio a Omaha, Nebraska

Ancora più di recente, parliamo di un paio di mesi fa, i ricercatori del TSRI- The Scripps Reasearch Institute dell’università della Florida hanno confermato le scoperte sul resveratrolo con uno studio rilanciato dai media di tutto il mondo. Il dottor Kendall Nettles e i suoi colleghi spiegano che il resveratrolo esercita una funzione di controllo della risposta infiammatoria del corpo “creando un legame con il recettore degli estrogeni, senza stimolare tuttavia la proliferazione cellulare estrogenica”.

Ciò perchè il resveratrolo – sostiene lo studio di imminente pubblicazione su Life, pubblicazione scientifica sostenuta da Howard Huges Medical Institute, Max Planck Society e Wellcome Trust– «è un’efficace inibitore della proteina pre-infiammatoria interleuchina 6». Secondo Nettles e i sui colleghi, questa sostanza può costituire un modello per progettare nuovi farmaci, anche se si pone il problema di individuare nuove sostanze ancora più efficaci una volta assimilate dal corpo umano.

Inoltre non si può trascurare la ricerca coordinata dal dottor Raffaele Frazzi, del laboratorio di Biologia Molecolare del Santa Maria Nuova, sull’efficacia del resveratrolo nel contrasto al linfoma non-Hodgkin.

In realtà siamo di fronte a una vera e propria ondata di ricerche che potrebbe abbattere una volta per tutte il muro opposto alla prevenzione a basso costo. E infatti – dato che tacere e insabbiare non basta più – scattano le contromisure.

Una di queste – a dimostrazione del conflitto culturale tra scienziati – è uno studio della Johns Hopkins University uscito da poco su Jama International Medicine. Esso tende a dimostrare la falsità della “leggenda” secondo cui alcuni alimenti contenti resveratrolo (in primo luogo il vino rosso) non fanno diminuire il rischio di morte e di malattie cardiache. Lo studio, compiuto fra il 1998 e il 2008 e basato su un campione di 783 persone residenti nel Chianti (dove si presume che il consumo di vino rosso sia elevato), conclude che il livello di resveratrolo non ha diminuito le probabilità di morte rispetto a chi nelle urine non aveva traccia di questa sostanza.

La ricerca è stata presentata come smentita al “falso mito del resveratrolo”. Ma si è trascurato il fatto, forse volutamente, che i dosaggi del resveratrolo necessari per una risposta terapeutica, sono ben più elevati di un paio di bicchieri di “quello buono”. Per ottenerla, ciascuno di noi dovrebbe bere non meno di 140 bottiglie di vino rosso al giorno. Per contro non risulta che ai contadini del Chianti siano state date capsule di resveratrolo in dosaggi farmaceutici.

Del resto, lo ha fatto notare Andrea Poli, direttore scientifico della Nutrion Foundation of Italy, sul Corriere della Sera: «La ricerca indica che il resveratrolo ai dosaggi ottenibili con un’alimentazione normale non è protettivo – ha chiarito – Andrebbe però studiato l’effetto di dosaggi farmacologici, superiori a quelli alimentari, che in vitro hanno mostrato effetti interessanti».

E’ singolare tuttavia che la Johns Hopkins abbia investito le proprie risorse per una ricerca durata dieci anni sulle urine dei contadini del Chianti, mentre non si riesce ancora a trovare un finanziamento per sperimentare la sostanza sull’uomo, una volta per tutte, a dosaggi terapeutici.
Intanto il resveratrolo spopola, ma a caro prezzo, nel business tutto francese della cosmetica anti-age. Ancora una volta prevale il dio denaro.
E’ per questo che l’incoraggiamento e le preghiere di Papa Francesco sono, è il caso di dirlo, provvidenziali.

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La lettara della Segreteria di Stato, a nome del Papa,  al professore Cavalieri e alla dottoressa Rogan

La lettera della Segreteria di Stato, a nome del Papa, al professore Cavalieri e alla dottoressa Rogan

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    02/07/2014 alle 20:24

    Una preghiera vada anche per i migranti morti ieri e oggi durante gli sbarchi.

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