Ladro scalognato. Evade dai domiciliari, ruba uno smartphone ma “incrocia” la proprietaria in Questura

8/7/2014 – Ruba un cellulare da 300 euro, va in Questura per rispondere a una convocazione, ma nella sala d’attesa c’era anche la derubata: il telefono all’improvviso squilla, e lei riconosce la sua suoneria. Un sabato mattina storto, quello di un tunisino con numerosi precedenti, evaso dai domiciliari e passato in pochi minuti dalla Questura di Reggio al carcere della Pulce.

Nella mattinata di sabato scorso l’Ufficio Volanti procedeva ad un controllo domiciliare a carico di un cittadino tunisino in regime di arresti domiciliari in esecuzione di un’Ordinanza del Tribunale di Roma. Questi a un primo controllo non si trovava in casa, mentre ad un successivo passaggio era presente.

Gli Agenti circa un’ora dopo ripassavano una terza volta, ma anche questa volta il detenuto non era in casa: vi era la sola madre. A quel punto, dopo aver atteso invano il rientro, e dopo qualche tentativo a vuoto, riuscivano a contattarlo su un’utenza cellulare; tacendo sulla loro presenza in casa sua, i poliziotti gli chiedevano dove si trovasse. Lui ha risposto: “Sono regolarmente  in casa”, e gli agenti lo hanno invitato a recarsi in Questura per degli atti da notificargli.

Verso le ore 12.50 il tunisino si è presentato all’ingresso principale della Questura di Via Dante, e proprio in quel momento il cellulare si è messo a squillare. La suoneria, molto particolare, ha richiamato l’attenzione di una ragazza che era appena giunta in Questura per sporgere denuncia di furto del proprio Samsung S3, e che si trovava nella sala d’attesa dell’ufficio denunce, proprio alle spalle del tunisino.

La giovane, riconoscendo la suoneria come uguale alla sua, è uscita dalla saletta e ha visto lo straniero con in mano il suo cellulare bianco rubatole venti minuti prima all’interno dell’istituto G. Chierici, dove in mattinata aveva sostenuto l’esame di maturità.

Al Chierici, la  studentessa aveva appoggiato il cellulare, dal valore di circa 300 euro, sopra una sedia e tenendolo in vista. A un certo punto lei stessa aveva visto entrare il ladro “con l’aria di uno che cercava qualcuno”, tanto è vero che la ragazza gli ha chiesto se avesse bisogno di qualcosa e lui ha risposto che cercava un’amica impegnata negli esami.

La ragazza poi ha voltato le spalle, perdendolo di vista. Ma quando si è girata il suo cellulare era sparito, insieme allo sconosciuto. La vittima ha così raccontato tutto agli agenti che accompagnavano lo straniero nell’ufficio del Capo Turno, ove a Houssem Eddine Sayari, tunisino di 22 anni, con precedenti oltre che a Reggio Emilia anche nel Lazio, in Toscana e in Romagna, venivano contestati i reati di evasione e furto.

L’uomo è stato subito trasferito in carcere.

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