L’addio della città, del mondo cattolico e di due generazioni a Francesco Vallery. Commozione indicibile in S. Prospero

23/7/2014 – In un clima di commozione indicibile che ha coinvolto tutti, oggi pomeriggio la città ha dato l’ultimo saluto all’ingegner Francesco Vallery, 41 anni, annegato per un destino maledetto a Roccamare, sul litorale toscano di Castiglion della Pescaia, dove si trovava in vacanza. Lavorava a Roma in Finmeccanica, dove era molto stimato e destinato a una carriera più che brillante.

In una chiesa di San Prospero gremita in ogni angolo da giovani e anziani, il rito funebre è stato celebrato dal Cardinal Camillo Ruini insieme al vescovo emerito Adriano Caprioli e a numerosi sacerdoti, fra i quali don Emilio Landini, amico della famiglia Vallery, e don Giuseppe Dossetti.

Nel tempio dei reggiani c’erano tanti amici e coetanei di Reggio (anche Nicolò e Marcello Bonferroni, presenti lunedì alla tragedia consumatasi davanti alla spiaggia di Roccamare), molti colleghi di Finmeccanica arrivati da Roma, e tanti, davvero tanti amici della famiglia Vallery: esponenti del
mondo cattolico, imprenditori, famiglie, politici che hanno condiviso e condividono col padre Luciano la militanza prima nella Dc, poi nell’Udc e nel Pdl, e ora nell’Ndc. Primo fra tutti il senatore Franco Bonferroni con la famiglia, l’on. Emerenzio Barbieri, Claudio Bassi, Fabio Filippi e molti altri. Impossibile ricordarli tutti.

Davanti alla bara, impietriti, la mamma Germana e il papà Luciano, la nipotina, la sorella Veronica in lacrime (che alla fine ha trovato la forza di ringraziare tutti dall’altare) e gli altri famigliari.

C’erano davvero, oggi pomeriggio nel tempio dei reggiani, due generazioni di impegno cattolico. Alla preghiera dei fedeli numerosi giovani si sono alternati al microfono per ricordare l’amico perduto, e la sua personalità ricca, di uomo colto, pieno di qualità, ironico e sempre pronto a una serata in compagnia, impegnato a fondo nel lavoro, dove primeggiava, sempre con il sorriso e pronto a soccorrere gli altri nel momento del bisogno.

Prima del rito di commiato, ha preso la parola Marco Basilio a nome dei colleghi di Finmeccanica, che ha tracciato un ricordo vivido e toccante dell’amico defunto.

Al termine della celebrazione il cardinal Ruini e gli altri sacerdoti hanno confortato a lungo i genitori di Francesco. Il porporato poi ha lasciato San Prospero (la chiesa di cui era stato parroco prima di essere chiamato a Roma da papa Wojtyla) insieme a Franco Bonferroni e Tarcisio Zobbi.

Francesco Vallery ora riposa al cimitero Monumentale.

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2 risposte a L’addio della città, del mondo cattolico e di due generazioni a Francesco Vallery. Commozione indicibile in S. Prospero

  1. Luciano Vallery Rispondi

    27/07/2014 alle 18:52

    Per noi cambia poco ma Francesco è ormai certo che non è morto annegato ma per un aneurisma improvviso

    • Stefania Tiezzi Rispondi

      01/08/2014 alle 23:37

      Anche se non lo conoscevo, faccio le mie condoglianze.

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