L’ultimo discorso di Errani: standing ovation da sinistra e destra, come se la condanna fosse una quisquilia

23/7/2014 – Musi lunghi, un’autodifesa appassionata e col groppo in gola dell’ex governatore Errani, che ha consegnato le dimissioni da governatore, decretando così la fine anticipata della legislatura regionale, e una standing ovation di due minuti, con quasi tutta l’assemblea regionale in piedi. Come se a lasciare fosse un padre fondatore della patria emiliano-romagnola.

È quanto accaduto ieri mattina nell’ultima seduta dell’assemblea di via Aldo Moro, dove fra gli applausi interminabili sono sgorgati ruscelli di lacrime soprattutto dai banchi del Pd. Un moto spontaneo di omaggio al governatore condannato, che ha coinvolto anche il centro-destra. Con l’unica eccezione di Fabio Filippi, il consigliere regionale
FI di Casina, rimasto ostentatamente seduto.

Standig ovation, dicevamo, di slancio e di cuore, come se la
condanna di Errani a un anno di carcere per falso ideologico

in uno dei processi per i contributi alla cooperativa Terremerse (all’epoca guidata da Giovanni Errani, fratello dell’ormai ex governatore) fosse un trascurabile incidente di percorso, una quisquilia, magari un brutto sogno già dimenticato.

Come se tutto fosse destinato a contininuare come prima. Una standing ovation “imbarazzante e anomala”, è stato detto, che la dice lunga sulla politica del doppio binario rispetto alla questione morale.

Nella seduta Vasco Errani ha pronunciato un discorso carico d’orgoglio e di passione, rivendicando con puntiglio i
risultati della sua gestione, che sfiora i quindici anni. Ha annunciato le sue dimissioni e le ha rassegnate materialmente
subito dopo la chiusura della seduta, l’ultima seduta, e i malinconici saluti.

Le dimissioni dopo la condanna – ha detto fra l’altro Errani – sono state “una scelta ferma, mai in discussione, convinta e meditata. Questo perché per me, sopra ogni altra cosa, viene l’istituzione. Se avessi fatto diversamente non avrei corrisposto alla mia idea di politica e di governo. Ho comunicato le mie dimissioni che presento qui in assemblea e che dopo firmerò”.
Prossimo appuntamento alle elezioni d’autunno (p.l.g.)

IL DISCORSO DI VASCO ERRANI

BOLOGNA – “Siamo ciò che abbiamo fatto, le azioni concrete, i risultati e ovviamente anche i limiti. L’Emilia-Romagna è una grande regione, che ha saputo distinguersi nei sentimenti e nelle scelte”. È uno dei passaggi del saluto che il presidente Vasco Errani ha portato in occasione dell’ultima seduta dell’Assemblea legislativa, annunciando che consegnerà oggi stesso alla presidente dell’Assemblea la lettera di dimissioni, che avranno effetto da domani.
Errani ha ricordato le ragioni che hanno motivato la sua scelta di dimettersi – da presidente della Regione e da ogni altro incarico – resa nota subito dopo la sentenza della Corte d’Appello. “Ho voluto distinguere con nettezza e senza incertezza tra me e le istituzioni. È stata una scelta ferma, convinta e meditata, che non ho  mai messo in discussione, perché per me sopra ogni altra cosa viene l’istituzione. Se avessi fatto diversamente, non avrei corrisposto alla mia idea di politica e di governo”.
“In questa vicenda – ha affermato – sono in ballo l’onore, l’onestà e la trasparenza, che considero prerequisiti essenziali per chi fa politica”. Quindi ha rivendicato la correttezza del proprio operato, confidando che emergerà a conclusione del processo giudiziario in Cassazione. “Ho sempre espresso – ha aggiunto – pieno rispetto e fiducia nella magistratura e nella giustizia e così continuerò a fare, senza se e senza ma: questa era la mia intenzione quando inviai la relazione, e in questi difficili mesi non ho mai pensato né dichiarato qualcosa di diverso”.
Riformismo e innovazione
“Non esiste un modello Emilia-Romagna – ha proseguito – né tanto meno un modello Errani, esiste invece una regione, la nostra, che è una grande regione con una grande anima. La retorica del modello è statica, ferma, rigida, guarda indietro e non avanti, invece governare significa promuovere un cambiamento permanente, ed è ciò che abbiamo cercato di fare in questi anni. I risultati ottenuti non sono mai stati frutto del lavoro di un uomo solo, ma di tutte le persone e le capacità che costituiscono la vera ricchezza della nostra terra. Una terra che sono certo saprà essere all’altezza delle molteplici sfide che ha davanti”.
Le sfide (da quella digitale alla trasformazione ecologica, ai cambiamenti demografici e antropologici), dovranno essere portate avanti attraverso l’innovazione e il riformismo: “Un riformismo, lo ricordo con orgoglio, che è nato proprio in questa terra, con la  cooperazione: quando due falegnami si sono messi a lavorare insieme non erano mossi soltanto da un bisogno materiale, ma da un’idea più alta del lavoro, capace di guardare in prospettiva futura”. 

Il bilancio delle cose fatte
Ascolto, dialogo, confronto; non mediazione fine a se stessa ma decisioni assunte per costruire una sintesi, che non può mai rappresentare un interesse di parte: “Questo – ha detto Errani – è ciò che ho imparato nei lunghi anni da presidente e ciò che, assieme ai miei assessori, ho utilizzato come metodo di lavoro. E sintesi è qualcosa che spinge tutti noi ad essere migliori di ciò che siamo e di ciò che pensiamo”.
Lavoro, ambiente, messa in sicurezza del territorio, gestione del terremoto e ricostruzione, formazione, sanità: durante il suo intervento il presidente ha ripercorso ciò che è stato fatto durante il mandato.
“In questi anni abbiamo salvato migliaia e migliaia di posti di lavoro ed evitato che la crisi economica si trasformasse in una crisi sociale devastante. Dobbiamo esserne orgogliosi. Abbiamo cambiato la formazione, scegliendo la traiettoria più ambiziosa, quella dell’alta formazione: la nostra è la regione dei politecnici, poli d’eccellenza a livello nazionale. Poi la sanità: se oggi abbiamo un sistema sanitario nazionale universalistico è un grande merito di questa regione, perché il patto della salute è nato qui, per cercare di cambiare il modo di governare la sanità in Italia. Chi dice che siamo la regione dei servizi sociali e pubblici sbaglia, siamo la regione dove il welfare è di comunità, un sistema integrato che ha come unico obiettivo quello di dare servizi di alta qualità alle persone”.
Errani ha ricordato anche i provvedimenti adottati per la competitività delle imprese e la trasformazione ecologica e tecnologica dell’economia. Poi la gestione del terremoto: “Abbiamo tracciato una strada nuova per l’Italia per la trasparenza, la lotta contro il crimine organizzato e il metodo di lavoro. Quando il percorso sarà ultimato, potrò unirmi come cittadino alla valutazione che si farà: cioè che abbiamo ricostruito il territorio meglio di come era prima del sisma del 2012. C’è ancora tanto da fare, ma la mia scelta di dimettermi non farà perdere nemmeno un giorno di lavoro”. Avere un nuovo commissario, che sarà nominato dal Governo, “non costituirà un problema, perché non c’è mai stato un uomo solo al comando e tutto è stato fatto assieme ai sindaci, alle amministrazioni, ai dirigenti, ai tecnici, ai professionisti, ai volontari, che voglio ringraziare ancora una volta”.
Ha poi ricordato come le classifiche condotte a livello nazionale e internazionale (ad esempio da Ue, Ocse, Oms) collochino sempre l’Emilia-Romagna tra i primi posti. “Dati che sono di conforto al nostro operato e confermano che l’Emilia-Romagna non è in crisi e saprà affrontare le sfide che l’attendono, a partire da quella delle riforme istituzionali. Dovrà essere una Regione capace di federare territori, comunità, dinamiche sociali. Partendo dalle Unioni comunali, dalle aree vaste, dalla città metropolitana per creare un sistema integrato in grado di superare la logica della divisione territoriale e di avere la forza di competere nel mondo globalizzato. Questa regione saprà farlo, e anticipare di qualche mese le elezioni non costituirà un problema”.

Ringraziamenti
“Ringrazio tutti gli uomini e le donne della politica, delle istituzioni e della società per il dialogo sincero e schietto che in questi anni abbiamo realizzato e per le testimonianze di stima, affetto e umanità ricevute in questi giorni di dolore e amarezza. Un’umanità che ho sentito viva intorno a me e intorno a noi, e che ho interpretato come il frutto dell’esperienza fatta. Ho visto riconosciuto e apprezzato il mio modo di intendere la politica e il servizio alle istituzioni. Per questo dico che non avrò mai nostalgia di una poltrona, perché il valore di una persona non sta in ciò che fa, ma in ciò che è”.   
Errani ha ringraziato il Governo per il lavoro compiuto per il terremoto e l’alluvione e durante il percorso di riforme istituzionali; i prefetti, gli organi dello stato, i sindaci, le autorità religiose, i giornalisti; i colleghi della Giunta “ai quali – ha ricordato – non ho mai fatto tanti complimenti, perché penso che per un amministratore il problema più importante sia quello che ha davanti, non quello che ha già risolto”.
Poi ha ringraziato i consiglieri regionali “per la collaborazione e il senso di responsabilità che hanno dimostrato, al di là delle appartenenze politiche, scegliendo di approvare in questi giorni atti molto importanti per l’intera comunità”. Un pensiero è stato rivolto anche ai collaboratori regionali, “che ogni giorno si impegnano per la cosa pubblica e il bene comune”.
Il passaggio finale è stato dedicato alla pace: “Ciò che sta accadendo in Ucraina e in Medio Oriente è grave e pericoloso. Occorre l’iniziativa di tutti, dei Governi, dell’Europa, del mondo, degli organismi internazionali, di tutti gli uomini e le donne di buona volontà per fermare le armi”. 
Poi le parole conclusive rivolte ai cittadini dell’Emilia-Romagna: “Grazie a tutti e a tutte voi, per avermi consentito di fare una straordinaria esperienza, ben al di là delle mie personali capacità. Un’esperienza di cui sarò sempre orgoglioso e riconoscente. Grazie di cuore e con il cuore. Lavorerò sempre, non importa da dove, per il bene comune”.

Sul sito della Regione www.regione.emilia-romagna.it è disponibile disponibile l’intervento integrale del presidente Vasco Errani in Assemblea legislativa.

(fonte: ufficio stampa della Regione)

***
I COMMENTI POLITICI

BEPPE PAGANI: GRAZIE ERRANI, I TUOI SUCCESSORI EREDITERANNO UNA GRANDE STORIA

“Dopo 15 anni al governo della Regione Emilia Romagna si è conclusa stamattina l’avventura di Vasco Errani. Un’avventura che ho avuto la possibilità di condividere in questi ultimi quattro anni.
Nel discorso che il Presidente Errani ha pronunciato accomiatandosi dalla Assemblea sono state richiamate le emozioni le difficoltà che hanno caratterizzato questi anni e il grande sforzo che la Regione ha compiuto per dare risposte puntuali alle emergenze e ai bisogni della comunità emiliano romagnola.

Anni segnati dalla inedita e gravissima crisi economica che ha
colpito migliaia di aziende e centinaia di migliaia di lavoratori e famiglie.

Anni in cui la Regione ha messo in atto politiche innovative e coraggiose che hanno “salvato” migliaia di uomini e donne che rischiavano di essere definitivamente espulsi dal sistema produttivo e sostenute nella crisi le imprese della nostra regione.
Anni, inoltre, caratterizzati da un devastante terremoto e da un’alluvione, che hanno messo ulteriormente in ginocchio la nostra Regione. Problemi diversissimi, con approcci e soluzioni completamente diverse ma che hanno costretto la politica regionale, in primis il governatore Errani poi tutta la giunta e i consiglieri, a mettersi in gioco, ad inventare soluzioni nuove, a spendere tempo ed energie per trovare soluzioni concrete.
In quest’ultima legislatura, come ha ricordato Errani in aula, è stata approvata la riforma della formazione professionale, dei politecnici e dell’alta formazione che sta consentendo a centinaia di ragazzi e ragazze l’ingresso nel mondo del lavoro con qualifiche e conoscenze appropriate. Tutto ciò è frutto anche della attività della commissione che ho presieduto lavorando a fianco dell’assessore Patrizio Bianchi.
Oggi il Presidente lascia una Regione che è al vertice nelle classifiche del benessere, agli indici di istruzione, di qualità della vita, di utilizzo virtuoso dei fondi europei, di qualità sanitaria, tra le altre, che ha saputo rialzarsi da una tragedia come quella del terremoto.

I successori di Errani erediteranno una grande storia, che dovranno sapere interpretare con politiche innovative per rispondere al grande cambiamento che ci sta avvolgendo, ma anche con una umanità di cui troppo spesso la politica è carente. Beppe Pagani, consigliere regionale Pd”.

DEFRANCESCHI, CAPOGRUPPO CINQUESTELLE: “SPETTACOLO INDECOROSO IN QUESTI GIORNI DI FINE IMPERO”

“Invece di affittarsi un tendone alla Festa dell’Unità, il Pd sceglie l’Assemblea legislativa per dar modo al presidente decaduto di fare il suo ultimo show e raccogliere l’imbarazzante standing ovation di quasi tutta l’aula, opposizione compresa.

In barba a qualunque regolamento oggi in aula, occupata dal Partito Democratico, è stato impedito ai consiglieri di parlare, replicare, esprimersi, mentre sono stati consentiti applausi solitamente stoppati con la massima severità in questa stessa sede, quando a farli erano semplici cittadini.
In questo giorno di fine impero di Errani abbiamo assistito a un spettacolo indecoroso per le istituzioni. Qualcuno ha avuto l’ardire di sostenere che “umanamente si meritava il sostegno”.

Ma qui l’umanità non c’entra nulla, saranno i suoi a stargli vicino umanamente. Qui si fa politica, e si rispettano le istituzioni, anche con la simbologia. E io non applaudo un condannato. Per nessun motivo e chiunque esso sia”.

FABIO FILIPPI: È CADUTO IL SOVRANO

“Oggi si chiude un ciclo, l’uomo che per quindici anni ha retto le sorti del sistema politico-istituzionale emiliano-romagnolo depone con onore le armi.

In aula si alternavano emozioni e demagogia. Passione e propaganda hanno caratterizzato l’intervento di Vasco Errani nella sala colma dell’Assemblea della Regione Emilia-Romagna.

Errare è umano, è successo a tanti leader di sinistra come di destra, non ci meravigliamo, anche perché, come diciamo noi reggiani, la meraviglia si attacca…

Oggi l’Emilia Romagna non è più un esempio per l’Italia e le regioni limitrofe: il governo regionale cade per un caso di falso ideologico, il sistema cooperativo, da sempre abbondantemente foraggiato dall’amministrazione regionale, è in evidente crisi, colossi rossi sono falliti e molti altri
rischiano la stessa sorte, in più, i dati sull’economia regionale sono peggiori rispetto alle realtà vicine, i progetti di filiera in ambito agricolo hanno creato numerosi problemi alle imprese escluse da questo modello voluto fortemente dallo stesso Errani, la montagna è stata abbandonata e il turismo rivierasco, nonostante i cospicui aiuti, non sta attirando nuovi visitatori.

Il modello Emilia non ha sfondato, da oggi si volta  pagina”.

GIOVANNI FAVIA: STANDING OVATION FUORI LUOGO E ANOMALA, HO PROVATO IMBARAZZO

“Questa mattina, durante il discorso di addio del Presidente Errani in Assemblea, abbiamo assistito ad uno spettacolo imbarazzante. Non mi aspettavo certo che ad Errani (condannato) venissero lanciate le monetine, ma due minuti di applausi (rigidamente vietati dal regolamento) e standing ovation sono stati assolutamente fuori luogo. Ovviamente la presidenza ha vietato il dibattito affinché nessuno potesse contestare il Presidente.

In questo modo la grave condanna ricevuta da Errani è stata esorcizzata dalla standing ovation del Consiglio regionale quasi per intero, che ha di fatto assolto politicamente il Presidente. Opposizione inclusa.
Non credevo ai miei occhi. Una Regione che dopo 15 anni di era Errani vede tutti gli indicatori economici sociali ed ambientali peggiorati se non crollati.

La sanità pubblica interessata da scandali continui e con la presenza dei privati in aumento, di fatto smantellandola. Ma la lista dei misfatti sarebbe lunga. Per quale motivo un opposizione dovrebbe applaudirlo?
Viene da pensare che dietro quell’applauso dell’opposizione vi fosse il sincero ringraziamento per aver garantito una gestione consociativa del territorio o, per meglio dire, di aver lasciato a tutti una fetta della torta della cosa pubblica.

Non è stato il finale di un film che il PD sta girando da 15 anni, ma l’uscita di scena del suo attore protagonista. Il copione purtroppo non è destinato a cambiare. Anzi. ” Giovanni Favia, Consigliere indipendente Regione Emilia-Romagna.

TAVOLO REGIONALE IMPRENDITORIA: SIAMO RICONOSCENTI A ERRANI, AUGURI DI UN FUTURO RICCO DI SODDISFAZIONI

” Il Tavolo Regionale dell’Imprenditoria (a cui aderiscono 15 Associazioni che rappresentano quasi 340.000 imprese ed oltre 845.000 addetti), esprime al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani riconoscenza per l’impegno umano, politico e amministrativo che ha profuso in questi anni a favore dello sviluppo socio-economico della Regione.
I rappresentanti del Tavolo confermano l’apprezzamento per il lavoro svolto da Errani e per la correttezza dimostrata in tanti anni alla guida di quella che è oggi una delle regioni più avanzate e solidali d’Europa.
Risultati favoriti anche dall’impegno dello stesso Errani nei suoi diversi ruoli, come Presidente della Giunta, Presidente della Conferenza delle Regioni e Commissario per la ricostruzione.
Le Associazioni Imprenditoriali regionali hanno apprezzato il ricorso al metodo della concertazione sociale e l’utilizzo degli strumenti della programmazione negoziata (in particolare con l’istituzione del Tavolo per il patto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva), attraverso i quali Errani ha saputo favorire la crescita del sistema imprenditoriale, accompagnarlo nella crisi, assicurare le risorse necessarie ed avviare nel miglior modo possibile la ricostruzione dopo il terremoto.
Tutto ciò perseguendo l’interesse generale della comunità, per garantire la coesione sociale e la tenuta del sistema, precondizioni indispensabili per lo sviluppo del tessuto imprenditoriale. Principi e metodi che ci auspichiamo possano trovare la giusta considerazione anche da parte del futuro governo regionale.
Il Tavolo Regionale dell’Imprenditoria, rinnovando la sua stima nei confronti di Vasco Errani, formula i migliori auguri per un futuro ricco di ulteriori soddisfazioni”.

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