La ceramica Majorca ha chiesto il concordato, ma c’è un’istanza di fallimento. Trattative febbrili

15/7/2014 – È una vera corsa contro il tempo per salvare la ceramica Majorca di Bosco di Scandiano, che il 7 luglio ha presentato al Tribunale di Reggio domanda di concordato, a seguito di un’istanza di fallimento per un credito di 102 mila euro presentata dalla ceramica Menestrello.

Da più di quaranta giorni i 70 dipendenti, che chiedono il saldo di quattro mensilità arretrate, presidiano i cancelli dello stabilimento, e sabato mattina si sono presentati numerosi in comune a Scandiano in maglietta rossa su cui c’era scritto:”Dove sono finiti i nostri soldi?” e “Ceramica Maiorca vergogna”.

In municipio una delegazione di amministratori hanno incontrato prima la proprietà e poi i rappresentanti dei lavoratori.
Per il Comune c’erano il sindaco Alessio Mammi e i tre capigruppo consiliari Paolo Meglioli (Pd), Massimo Bassi (5 Stelle) ed Elena Diacci (centro-destra), con altri consiglieri di maggioranza.

Dopo aver parlato con l’amministratore delegato della Majorca, Corrado Manelli, hanno incontrato un gruppo di lavoratori guidati da due sindacalisti Filctem-Cgil.

Le posizioni fra azienda e sindacato restano distanti, in un clima costante di tensione anche di fronte ai cancelli. Pesa il fallimento delle trattative per la cessione del reparto commerciale, accordo che secondo l’azienda sarebbe fallito per la mancata firma della della Cgil. Il sindacato ribatte che era prevista l’assunzione di soli otto dipendenti, e che comunque il suo parere positivo non era vincolante.

L’obiettivo principale del Comune e delle forze politiche è trovare imprese disponibili a entrare nella Majorca.
Ma, vista la situazione, si lavora anche a una sorta di piano per ricollocare i dipendenti in altre imprese.

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