Ha quasi mozzato la testa la moglie, poi ha messo il coltello tra le mani di lei. Un’orgia di sangue davanti al figlioletto

4/7/2014 – “Papà ha chiesto alla mamma di dargli un bacio. Lei si è avvicinata con la testa e lui l’ha colpita con un coltello”. Sono le parole pronunciate davanti agli inquirenti dal figlioletto di appena 4 anni di Fermo Manzotti, l’imprenditore di 46 anni di Arceto, sofferente di depressione, che il 18 giugno scorso ha ammazzato la moglie polacca Teresa Misa, 36 anni, infierendo selvaggiamente su di lei con una dozzina di pugnalate sino quasi a decapitarla. Una violenza inaudita, avvenuta sulla Opel Zafira di Manzotti, al mattino presto, a Chmilowie, in Polonia. Manzotti, che era in difficoltà economiche e assumeva psicofarmaci per curare la depressione, si era stabilito con la famiglia nel 2013 a Nova Deba, poco lontano da Chmilowie.

Nel sedile posteriore dell’auto c’era il bambino, come scrivono giornali e siti web polacchi, che ha assistito a un’orgia di sangue che la polizia ha definito “insostenibile” per tutti, a maggior ragione per un piccolo di 4 anni,
costretto ad assistere all’assassinio della mamma da parte del padre, probabilmente impazzito.

Ora emerge che la scena del delitto è stata alterata: il coltello, al momnto dell’intervento degli agenti, era tra le mani di lei. Si ritiene che Manzotti abbia tentato in questo modo di sviare le indagini: in questo senso anche le ferite autoinflitte (si è tagliato le vene a più riprese) potrebbero essere un tentativo di depistaggio.

Da qualche giorno Manzotti, rimasto a lungo in coma farmacologico, è stato trasferito dall’ospedale di Tarnobrzeg al carcere, dove è sottoposto ad arresto provvisorio per tre mesi. Rischia l’ergastolo, se la sua difesa non riuscirà a dimostrare l’infermità mentale.

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3/7/2014 – Un imprenditore edile di Arceto, Fermo Manzotti, ha ucciso la moglie polacca Teresa Misa con dodici coltellate, in auto, davanti al figlioletto di 4 anni, e poi ha tentato di togliersi la vita.

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La tragedia si è consumata il 18 giugno a Tarnobrzeb, dove l’imprenditore, che ha 46 anni, si era trasferito con la famiglia dopo la nascita del terzo figlio. L’uomo, che per alcuni giorni è stato tenuto in coma farmacologico nell’ospedale polacco dove è ricoverato, è accusato di omicidio e ha chiesto di essere ascoltato dal magistrato.

Gli agenti della polizia hanno trovato la giovane donna con la gola squarciata: vicino c’era il marito, che dopo averla accoltellata più volte ha tentato di uccidersi tagliandosi le vene. Un omicidio avvenuto sotto gli occhi di uno dei figli della coppia.

Sconcerto nella frazione di Arceto e nello scandianese, dove molti conoscevano Fermo Manzotti per la sua passata attività di imprenditore edile, e dove qualcuno si ricorda anche della donna assassinata, che aveva fatto da badante al padre dell’uomo. I due, dopo il matrimonio avvenuto in Polonia nel gennaio del 2013, un’unione dalla quale erano nati tre figli, si erano trasferiti nella Pre Carpazia. A parte amici e parenti, poche le notizie che arrivavano ad Arceto sulla vita della famigliola, lui 46 anni, lei 32.

Quella che è arrivata adesso è sconvolgente: un delitto atroce, davanti agli occhi di uno dei figli, su di un’auto, una Opel Zafira, portata in una zona isolata. Un assassinio seguito da un tentativo di suicidio. Ma, mentre la donna è stata quasi decapitata, il che implica l’uso di un robusto coltello (che però non sarebbe ancora stato trovato), Manzotti, per tentare di uccidersi, avrebbe usato un coccio di vetro. Uscito dal coma farmacologico, l’imprenditore ha detto di non ricordarsi nulla di quanto è avvenuto quel tragico 18 giugno scorso.

Le notizie disponibili sono quelle che, con la riservatezza imposta dalle leggi di Varsavia, sono uscite sui giornali e sui siti web polacchi: lui che carica in auto la moglie e uno dei figli per portarla al lavoro, a circa una decina di chilometri di distanza, poi devia invece verso un luogo isolato, chiede alla moglie di baciarlo e mentre lei si protende estrae un’arma e le taglia il collo, davanti agli occhi del bambino. Il piccolo fugge terrorizzato, e dà l’allarme.

Manzotti, intanto, ferito e sanguinante per il tentativo di suicidio, riesce a raggiungere un’abitazione per chiedere aiuto. Ma fa spavento, e nessuno gli apre. Torna sui sui passi e si abbatte vicino a un fossato. Qui viene ritrovato e soccorso poi dalla polizia polacca.

Il motivo che ha scatenato questa tragedia resta al momento oscuro. Sembra che Manzotti, in difficoltà economiche, soffrisse di periodi di depressione, e che la moglie intendesse lasciarlo. Ma sono al momento solo ipotesi rimbalzate da quanto hanno scritto i giornali polacchi e da voci che circolano ad Arceto.

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