Reggiani alla fame. La Cgil chiede un fondo anti-povertà. “Il Comune ci metta due milioni”. Ecco le proposte

8/7/2014 – Accordo anti-sfratti, disponibilità temporanea di alloggi privati per la prima accoglienza, rinnovo delle intese per rateizzare le bollette Iren, buoni sostitutivi o sconti sugli abbonamenti ai bus, lavori di utilità sociale in cambio di un sostegno economico, buoni-pasto, buoni-spesa e campagne di sconti.

Sono solo alcuni dei punti di un piano di contrasto alla povertà che la Cgil di Reggio Emilia, insieme al Sunia (sindacato inquilini) e alla Federconsumatori, hanno proposto al comune di Reggio Emilia. Il piano, nato dopo il suicidio di una persona sfrattata dall’appartamento dove viveva da 30 anni, e che ha preferito gettarsi dalla finestra anzichè finire sulla strada, è stato presentato oggi. La Cgil chiede che sia attivato con risorse, circa due milioni di euro, da reperire in occasione del prossimo assestamento di bilancio.

Qualche anno fa nessuno avrebbe neppure immaginato il bisogno di una iniziativa del genere a Reggio. Ma questa è la dura realtà di una crisi che ha ridotto alla fame molte famiglie che sino a pochi anni fa vivevano dignitosamente.

Ecco i punti del piano CGIL contro la povertà

ALLOGGIO

– Accordo anti- sfratti col Comune di Reggio Emilia e Acer, da rinnovare,  potenziare ed estendere ai proprietari locatori privati;

– Uno strumento sostitutivo del Fondo Nazionale ABI per la sospensione dei mutui prima casa, coinvolgendo gli istituti di credito presenti su piazza;

– Rinnovo degli accordi per la rateizzazione delle bollette IREN ed estensione ad altri operatori operanti su piazza;

– Modifica dei regolamenti ERP per favorire l’accesso ed il subentro negli alloggi liberi, lo spostamento degli assegnatari nella tipologia di alloggio più adatto, individuazione di soluzioni idonee ad accompagnare fuori dagli alloggi ERP gli assegnatari in decadenza per raggiunti limiti di reddito;

– Immediato utilizzo del cd. “ISEE istantaneo”  per la rideterminazione dei canoni Acer, in applicazione dell’Art. 34 LRER 24/2013;

– Aumento della dotazione e delle garanzie prestate dall’Agenzia per l’Affitto;

Acquisizione della disponibilità temporanea di alloggi privati non occupati da destinare all’aumento dell’offerta di emergenza / prima accoglienza.

SOSTEGNO AL REDDITO

– Rinnovo dell’Accordo per l’anticipo degli ammortizzatori sociali;

– Buoni sostitutivi biglietti e/o sconti sull’abbonamento per l’utilizzo del trasporto pubblico locale;

– Migliorare l’efficacia e coordinare la “presa in carico” dei soggetti da parte tra gli Sportelli Sociali ed il Centro per l’Impiego e tra loro e gli altri soggetti utili per la conoscenza e la gestione delle problematiche;

– Attivazione dell’offerta di micro-credito / prestito d’onore in collaborazione con Fondazione Manodori e Banca Etica;

– Attivare progetti di prestazione di attività utili alla comunità locale contestualmente all’intervento con aiuti economici e/o di beni e servizi erogati dal Fondo, attraverso il coinvolgimento di associazioni di volontariato, 3° settore, cooperative di tipo “B”, allo scopo di evitare la percezione di esclusione sociale dei soggetti.

ALIMENTAZIONE

– Convenzione con esercizi commerciali per scontistica e condizioni di favore dedicate ai soggetti in difficoltà;

– Disponibilità agli sportelli sociali di buoni-pasto e buoni-spesa;

– Coordinamento in capo all’Ente locale, sistematizzazione e potenziamento del sistema di raccolta e distribuzione delle derrate non più commerciabili.

– L’efficacia delle misure concordate dipende anche da una vasta campagna informativa che metta in condizione i potenziali beneficiari di conoscere le possibilità disponibili, un coordinamento tra i vari soggetti che eviti il rimando dei richiedenti da uno sportello all’altro e da momenti periodici di monitoraggio di quanto erogato e di eventuale correzione degli strumenti e delle procedure adottate.

La Cgil chiede inoltre «l’apertura presso il Municipio di uno sportello di ascolto su tutte le materie relative alle utenze e più in generale alle tematiche del consumo ed alle nuove povertà (proposta fatta ed accettata in occasione dell’incontro con i candidati Sindaci)».

Contestualmente il sindacato sottolinea «l’esigenza di un confronto per la definizione del regolamento del Nuovo ISEE, in particolare per le rette dei servizi socio-assistenziali».

«L’interlocutore per la creazione del Fondo e la successiva predisposizione degli strumenti proposti è in primo luogo il Comune di Reggio Emilia – sottolinea la Cgil – che deve gestire i necessari tavoli tecnici». Da qui la richiesta di un «incontro urgente per convenire le modalità attuative di quanto sopra proposto».

Il perdurare della crisi evidenzia la necessità di mettere in campo tutte le azioni possibili volte a salvaguardare la quantità e la qualità dei servizi ed a sostenere i cittadini, le cittadini e le famiglie in difficoltà. Il recente drammatico gesto di un cittadino soggetto a sfratto dalla propria abitazione testimonia che è necessaria una risposta rapida, concreta ed adeguata da parte della comunità reggiana: in primo luogo le istituzioni, ma anche delle realtà economiche e della società civile.

La CGIL di Reggio Emilia avanza una proposta per l’attivazione di poche, concrete misure per contrastare la disperazione delle persone impoverite dalla crisi economica, senza dimenticare i necessari interventi strutturali sulle politiche abitative, socio-sanitarie, educative  e di orientamento nel mercato del lavoro locale, che richiedono tempi più lunghi ed, in parte, diversi interlocutori .

Si tratta della costituzione, nella parte corrente del Bilancio di Previsione 2014 del Comune di Reggio Emilia, di un FONDO PER IL CONTRASTO ALLA POVERTÀ ED AL DISAGIO ECONOMICO-SOCIALE, da effettuarsi – al più tardi – in occasione del primo assestamento di bilancio, dotato delle risorse necessarie (indicativamente € 2 ml.) che possano venire utilizzate con procedure tempestive, di carattere emergenziale, dagli Assessorati e dai Servizi per fare fronte alle situazioni di grave malessere sociale causate dalla impossibilità da parte di un numero sempre maggiore di cittadini di far fronte alle spese per beni e servizi essenziali.

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Una risposta a 1

  1. carlo Rispondi

    08/07/2014 alle 18:10

    Ottimo. Bravi CGIL e Comune. Vediamo ora di predisporre anche un progetto che permetta gradualmente di incrementare l’occupazione nella nostra città. Ritengo che ci possano essere le condizioni.
    Carlo Baldi

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