Eroina fumata a 16 anni, sballo sintetico comprato su internet, cocktail micidiali. Sempre più droga a 16 anni

8/7/2014 – E’ in crescita esponenziale l’uso di droghe fra i giovanissimi, grazie anche a una sorta di abitudine sociale che coinvolge le diverse generazioni, e alle famiglie sempre più “distratte”.

L’allarme lo hanno lanciato ieri il capo della mobile di Reggio Emilia, Domenico De Iesu, e il direttore del Sert, il medico Roberto Bosi. De Iesu ha dato conto dell’attività svolta, contro lo spaccio al minuto, nei primi cinque mesi dall’anno: un’attività che si è svolta, oltre che nelle zona del centro considerate a rischio, anche in locali per giovani e nelle scuole.

In questi 136 servizi sono stati arrestati per spaccio 18 persone (6 italiani, 10 stranieri e 2 donne), e 27 sono state denunciate a piede libero. Come assuntori sono stati segnalati 16 italiani e 3 stranieri. Di eroina ne sono stati sequestrati 1,450 chili, di coca un etto, 2,2 chili di hascisc, 230 grammi di marijuana e 43 grammi di Mdma, la droga sintetica.

Sembra, da quanto hanno raccontato alcuni giovani, che sia facile procurarsela via internet. A un giovane il postino ha recapitato in cassetta semi di marijuana. Avrebbero potuto germogliare anche lì, se avesse ritardato a ritirarli.

Continua il ritorno del consumo di eroina, e l’età dei consumatori si abbassa fino ai 16 anni. Questa droga non viene più assunta in forma “maledetta”, con il rituale della siringa, ma fumata. Questo la fa ritenere più sicura, e la diversa e più comoda modalità non è estranea alla sua diffusione. Nonostante l’aumento dei consumi, e contravvenendo a una legge di mercato, il suo prezzo continua ad aumentare. Ma i guadagni maggiori, ha sottolineato De Iesu, per gli spacciatori provengono soprattutto dalle droghe leggere.

Le quali, ha ricordato Bosi, notoriamente non sono innocue nella fase della crescita, dell’adolescenza, anche se il dibattito sul legalizzarle o meno è in questo momento uno dei problemi meno importanti, tra quelli che realmente stanno schiacciando il nostro paese. Secondo una ricerca annuale europea effettuata annualmente tra gli studenti, tre su quattro hanno assunto almeno una volta la droga, e il 17% di questi, una percentuale crescente, è a rischio di continuare su questa strada.

Per questo è importante che i genitori tengano bene gli occhi aperti: se sono distratti in altre cose, rischiano di non accorgersi dei segnali di disagio dei loro figli, e di trovarsi di fronte a situazioni già compromesse.
De Iesu, al proposito, ha citato un caso pietoso, uno dei tanti: una ragazza di buona famiglia, studentessa universitaria, che si prostituiva a spacciatori in cambio di droga.

E’ stata trovata in via Turri, e poi portata al centro di prevenzione che funziona nell’ex sanatorio Spallanzani. “Una struttura che funziona – ha sottolineato Bosi – ma che è poco conosciuta da noi. Eppure i colleghi italiani ce la invidiano. In questo centro, che ora ha dimensione regionale ed anche nazionale, sono passate circa 14mila persone. In fatto di prevenzione e poi riduzione del rischio a Reggio non siamo all’anno zero, ha sottolineato, ed è importante che questi servizi siano mantenuti”.

In questa attività l’importanza è in lavoro in rete, una rete che comprende anche le forze dell’ordine: il Sert non segnala ovviamente le persone, ma segnala i fatti che avvengono nel mondo della droga, l’evoluzione dei fenomeni. E tra questi c’è il rischio dei miscugli che possono rivelarsi micidiali: chi compra droga al mercato nero non sa esattamente cosa compra; nell’hascisc mettono lucido da scarpe o collanti, a droghe “normali” possono essere aggiunti oppiacei.

Il tossicodipendente che fa l’alchimista, che assume miscugli che non può conoscere, diventa così anche cavia dei propri intrugli.

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