Più soldi, permessi e previdenza integrativa nei contratti firmati alla Emak e a Interpump. Esulta la Fiom

19/7/2014 – Due contratti aziendali non memorabili, tuttavia di notevole valore rispetto ai tempi che viviamo, sono stati firmati tra azienda e sindacati alla Emak di Bagnolo e alla Interpump di Calerno (la società leader fondata da Fulvio Montipò e quotata in Borsa).

Ne ha dato notizia dopo alcune settimane la Fiom provinciale: “In entrambi i casi tutti contenuti della “carta rivendicativa della Fiom” sono pienamente recepiti, annullando gli effetti delle intese separate di settore non condivise dalla Fiom”.

I riconoscimenti salariali tra aumenti (piccoli) e premi di produzione (consistenti) e incremento dei servizi, sono nel complesso consistenti.

“Nell’azienda di Bagnolo – sottolinea il sindacato di Landini – delle maggiori realtà europee per la produzione di macchine per la cura del verde che occupa oltre 400 dipendenti, si completa l’aumento strutturale della retribuzione fino a raggiungere la quota di 72 euro mensili a regime a far data da gennaio 2016. Viene inoltre riconosciuto un premio di risultato di 6 mila 550 euro a copertura del quadriennio di vigenza e una indennità di prestazione individuale pari ad ulteriori 1.050 euro massimi erogabili.

L’accordo prevede il pagamento integrale dei trattamenti di malattia senza le penalizzazioni introdotte dall’accordo nazionale sottoscritto da Fim e Uilm e il ripristino delle titolarità contrattuali dei lavoratori su straordinari e flessibilità dell’orario di lavoro che non saranno comandabili unilateralmente dall’azienda. Viene inoltre previsto un rafforzamento della previdenza integrativa, del monte-ore dei permessi disponibili e viene ampliato il campo di intervento sui temi della salute, della sicurezza e della organizzazione produttiva”.

Alla Interpump di Calerno, azienda leader mondiale per la produzione di pompe che occupa oltre 350 persone, l’accordo – riferisce sempre la Fiom – “prevede un Premio di risultato pari a 8 mila 500 per 4 anni cui si aggiunge una indennità di prestazione individuale pari a 1.500 euro massimi erogabili. Viene aumentata la retribuzione strutturale mensile di 20€ al 1° gennaio 2015 (in aggiunta ai 40€ già erogati nel periodo 2010-2013) cui si aggiungeranno ulteriori 30€ a regime in due tranches entro il 1° gennaio 2018″.

Sono sottoscritti tutti i punti della “carta rivendicativa”, dal pagamento della malattia senza penalizzazioni ai vincoli sulla gestione dell’orario di lavoro. Viene inoltre definito un “bacino” per la progressiva stabilizzazione del lavoro precario. Vengono, infine, concordate migliorie sull’ambiente di lavoro, il vestiario, la mensa e relativamente alle indennità per gli autisti.

Entrambi gli accordi sono stati approvati a stragrande maggioranza dai lavoratori.

“Pensiamo che siano accordi molto rilevanti per il loro contenuto specifico, per gli avanzamenti che comportano sulla condizione di chi lavora, per il significato politico di contrasto e di alternativa alle intese separate sottoscritte a livello nazionale, per il ruolo giocato dai delegati che è stato decisivo”: così Marco Righi e Savio Ruggeri, che hanno rispettivamente seguito le trattative.

“Stiamo procedendo bene – aggiunge il segretario provinciale Valerio Bondi – visto che nell’ultimo anno e mezzo abbiamo sottoscritto intese sul territorio per oltre 8.500 addetti con contenuti economici e negoziali di assoluto valore, tanto più se li raccordiamo alla fase politica ed economica che stiamo attraversando”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *