Diagnosi sbagliata, tumore finisce in metastasi: l’avvocato Pagliani ottiene la riapertura delle indagini. La vittima inseguita dagli errori sanitari

17/7/2014 – Il giudice Angela Baraldi di Reggio Emilia ha ordinato la riapertura delle indagini su un clamoroso errore sanitario avvenuto al Santa Maria Nuova. Si tratta di un tumore diagnosticato con ben 14 mesi di ritardo a causa dell’errata lettura di un vetrino.

Ciò ha comportato l’aggravamento del male, con lo sviluppo di metastasi e molte sofferenze in più per la vittima, la signora Cinzia Bartoli. Più di vent’anni fa la donna fu vittima di un altro errore medico, sempre al Santa Maria Nuova: il chirurgo che la operò per una cisti ovarica dimenticò nell’addome un sospensorio intestinale, e dovettero riaprirla dopo quattro giorni. La scandalo finì sul palco del Costanzo Show.

Spiega la vicenda l’avvocato Giuseppe Pagliani: “Da oltre un anno siamo intervenuti a tutela della signora Bartoli, che il primo marzo 2013 sporgeva denuncia querela nei confronti di alcuni medici dell’Arcispedale S. Maria Nuova poiché nell’ottobre del 2011 – nonostante si fosse sottoposta agli accertamenti che le erano stati prescritti – i sanitari intervenuti non riscontravano la neoplasia in essere”.

“Solo da un successivo esame effettuato nel dicembre 2012 – aggiunge Pagliani – sul medesimo vetrino e sui campioni prelevati a suo tempo, emergeva che il tumore esisteva già nell’ottobre 2011, diversamente dal primo referto”.

Intanto la neoplasia era andata in metastasi, e la signora Bartoli ha dovuto subire un intervento chirurgico oltre a cicli di chemioterapia “con successivo e conseguente profondo stato di deperimento psico-organico”.

Da una perizia di parte emerge che “le gravi conseguenze e i rischi alla salute della sig.ra Bartoli appaiono strettamente riconducibili a metastasi conseguenti alla neoplasia non tempestivamente segnalata ed aggredita; per evitarli sarebbe stata sufficiente una corretta iniziale lettura del vetrino”.

Dunque, questa mattina la dottoressa Baraldi ha respinto la richiesta di archiviazione del procedimento nei confronti dei medici, mentre ha disposto una integrazione delle indagini a carico della Procura. In particolare – spiega ancora Pagliani – la Procura ha stabilito che venga disposta entro 6 mesi la CTU medica (consulenza tecnica) per approfondire le nostre richieste in merito alla responsabilità dei sanitari e al protocollo applicato dai medici dell’Arcispedale Santa Maria Nuova”.

“Occorre evidenziare che la signora Bartoli non è nuova a casi di responsabilità da parte dei sanitari dell’ospedale reggiano – aggiunge il legale -: il 10 marzo 1993 è già stata vittima di un grave errore compiuto dallo stesso Arcispedale S. Maria Nuova quando, durante un’operazione di asportazione di cisti ovarica, i sanitari dimenticarono nel suo addome un sospensore intestinale e una garza-filo magnetica”. Dovettero rioperarla dopo 4 giorni per rimuoverli.

Cinzia Bartoli fu invitata al Costanzo Show e la notizia ebbe una risonanza nazionale.

(p.l.g.)

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