Consorzio offre lavoro a Francesco Grande Aracri: ma è un trucco per aggirare la sorveglianza

8/7/2014 – Pur di alleggerire il regime di sorveglianza speciale a cui è sottoposto il fratello del boss Manuzza, la famiglia ha costituito un consorzio edile in piena regola. E’ la conclusione a cui è giunto il Tribunale di Reggio Emilia, che con motivazioni che non lasciano margine a dubbi, ha respinto la richiesta di ridurre le misure cautelari a carico di Francesco Grande Aracri, 60 anni, fratello – appunto – di Nicolino Grande Aracri, boss della cosca cutrese di Reggio.

Francesco Grande Aracri, con una domanda avanzata al Tribunale, aveva rappresentato l’opportunità di lavoro offertagli da un’impresa edile di Cremona impegnata in un cantiere di Gualtieri.

Dal 28 dicembre 2013, a seguito delle indagini condotte dal reparto investigativo dei Carabinieri di Reggio Emilia, Francesco Grande Aracri è sottoposto al regime della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di Brescello. Inoltre ha subito il  sequestro cautelativo di beni per circa 3 milioni di euro. Di conseguenza, il sorvegliato speciale ha chiesto un alleggerimento del regime, per poter lavorare.

Ma dagli accertamenti svolti dai Carabinieri, è emerso che il consorzio edile con sede legale nel cremonese, gestito da un congiunto dello stesso Francesco Grande Aracri,  è stato costituito successivamente ai provvedimenti della magistratura e da soggetti controindicati, taluni anche con precedenti per associazione mafiosa.

Alla luce di tali elementi il Tribunale reggiano ha vanificato il tentativo di alleggerire la misura di prevenzione a cui è sottoposto il fratello di “Mano di gomma”.

(p.l.g.)

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