Cassa integrazione in deroga, tremila reggiani rischiano il licenziamento a settembre

24/7/2014 – Un centinaio di lavoratrici e lavoratori reggiani hanno partecipato al presidio che si è tenuto nella giornata di martedì 21 Luglio davanti a Piazza Montecitorio a Roma. I presidi, organizzati da CGIL CISL UIL Nazionali (un secondo presidio è previsto nella giornata di oggi, giovedì 24) hanno l’obiettivo di sollecitare il Governo a finanziare la cassa in deroga per tutto il 2014.

Si richiede inoltre di cambiare radicalmente il decreto sulla modifica dello strumento della deroga attualmente alla firma del Governo, che limiterebbe a 8 mesi nell’anno la possibilità di utilizzo della cig in deroga a partire già dall’anno in corso.

L’accordo sottoscritto con la Regione Emilia Romagna lo scorso 30 Giugno, proroga l’utilizzo delle cassa integrazione in deroga fino al 31 Agosto 2014, ma le lavoratrici e i lavoratori coinvolti dalle sospensioni, già in attesa da 6 mesi del pagamento delle prestazioni da parte dell’INPS, a queste condizioni cioè senza fondi governativi a disposizione,  resteranno senza reddito per ancora molte settimane.

Sono 32.00 le lavoratrici e i lavoratori coinvolti in Emilia Romagna, senza lavoro e senza reddito e con il rischio concreto di trovarsi licenziati da Settembre, vanificando in questo modo l’obiettivo, sinora perseguito dalle istituzioni e dalle parti sociali regionali, di mantenere vivi i rapporti di lavoro e salvaguardare il sistema produttivo.

A Reggio Emilia sono circa 3.000 le lavoratrici e lavoratori coinvolti dall’utilizzo della cassa in deroga, dipendenti per la maggior parte di piccole e piccolissime imprese di tutti i settori, da quelli manifatturieri al commercio ai servizi. Tra questi ci sono lavoratori dipendenti di grosse imprese in difficoltà, una fra tutte la Newlat.

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Una risposta a 1

  1. Carlo Rispondi

    25/07/2014 alle 13:49

    Se non ci si decide in ogni città, specie a Reggio Emilia, a costituire un public company holding di partecipazione che organizza un cospicuo capitale ed interviene in nuove o vecchie imprese partecipando alla capitalizzazione(a certe condizioni) la disoccupazione si sta trasformando in tragedia. Cosa aspettano CCIAA, Fondazione Manodori, Istituzioni pubbliche ecc. per promuovere tale inziativa ? Si associano alla proteste ed aspettano il Messia ? o ci si rimbocca le maniche? Se non hanno idee aprano un dibattito alla ricerca di proposte e progetti.
    Carlo Baldi

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