Aggredisce a colpi di catena la ex e il suo amico. Paura a Miss Anguria, arrestato persecutore di 61 anni

28/7/2014 – Miss Anguria rosso sangue. La scena di violenza che ieri sera ha suscitato non poco trambusto nel centro di Novellara, nel pieno della festa di Miss Anguria gremita di gente, conferma che con la maturità non è detto che l’uomo diventi più saggio. Anzi, spesso peggiora.

Un uomo di 61 anni, col cervello annebbiato dalla gelosia, ha aggredito con una catena da bicicletta la sua ex, il suo fidanzato e la madre di lei che passeggiavano tranquillamente nella festa.
È accaduto intorno alle 22 di ieri sotto i portici di piazza dell’Unità d’Italia.

Il 61enne era seduto a un bar quando alla vista della sua ex , si è avventato contro di lei e la madre, comprendole di improperi. Il ragazzo si è parato di fronte all’uomo per
proteggere le due donne, ma non c’è stato niente da fare.
Come una furia ha divelto la catena da una bicicletta ferendo le due donne alle testa e in varie parti del corpo. Poi ha affrontato il giovane, continuando a picchiare. I malcapitati, sanguinanti, sono stati soccorsi da alcuni passanti, mentre
l’aggressore, che da tempo perseguita la ex, è stato arrestato

dai Carabinieri e posto ai domiciliari presso la sua abitazione, in attesa del processo per direttissima.

È da tempo che l’uomo perseguita la ex e le persone che in qualche modo hanno a che fare con lei. Tale comportamento, segnalato a più riprese all’Autorità Giudiziaria da parte dei Carabinieri di Novellara, aveva determinato nei confronti dell’uomo provvedimenti giudiziari a tutela dell’incolumità delle vittime. Per questo motivo gli era vietato avvicinarsi all’abitazione e al posto di lavoro della donna e di sua madre. Inoltre era obbligato a mantenersi ad una distanza superiore ai 200 metri da loro.

Il mancato rispetto di questi provvedimenti, inoltre, aveva indotto il giudice a emettere a suo carico anche il provvedimento cautelare dell’obbligo giornaliero di presentarsi alla P.G. Come abbiamo visto, tutto ciò non è bastato. Vedremo cosa deciderà il giudice di Reggio.

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