Vigne Valorose
Una serata da vini estremi alla cantina di Canali con lo Sfursat di Nino Negri, il Passito di Hauner e altri eroi

18/6/2014 – Venerdì 20 Giugno cala il sipario sulla rassegna “Il Lambrusco si fa evento” con un ultimo momento enologico di grande pregio: “Vigne Valorose”, ore 19.30, alla Cantina di Albinea Canali. Si tratta di un progetto di promozione di quella viticoltura realizzata in luoghi impervi, lontani dalle vie di comunicazione e spesso difficili da raggiungere.

A volte si tratta di minuscoli fazzoletti di terra strappati alla montagna, alle rocce, al mare sui quali stanno abbarbicate poche vigne coltivate. Vigne che grazie alla passione ed alla ostinazione di alcuni vignaioli sono in grado di regalarci vini rari e carichi di storia. Produzioni di poche migliaia di bottiglie ma proprio per questo preziose che sempre più trovano estimatori affezionati.

Le vigne valorose sono quelle situate su terreni con forti pendenze (superiori al 30%), o che si spingono sopra ai 500 metri, oppure come alle Cinque Terre distribuite su terrazze, o vigneti su piccole isole. Nel nostro paese abbiamo molti esempi di questi esempi, basta pensare ai rilievi del Trentino-Alto Adige, della Valle d’Aosta, dell’isola di Pantelleria, della Sardegna, della Valtellina, della Costiera Amalfitana, della Costa Viola, delle Cinque Terre delle pendici dell’Etna. E anche al vino dell’isola Palmaria, in via di recupero da pochi anni. Anche fuori d’Italia abbiamo presenze di vigneti i luoghi estremi come nella Valle del Douro, nella Galizia, alle Canarie o a Cipro, dove ci si spinge a coltivare ben oltre i 1500 metri di altitudine.

Ma nelle ”Vigne Valorose” bisogna includere quelle degli ultimi vignaioli georgiani che continuano a vinificare nei kvevri, il metodo più antico conosciuto per la produzione del vino: si tratta di orci d’argilla interrati, come lo erano i dolia romani per la conservazione dell’olio d’oliva. Circa cinquemila anni fa questo procedimento si diffuse a partire dalla regione del Caucaso in tutto il mondo. Le brocche di argilla più antiche hanno circa 7000 anni e sono molto simili agli attuali kvevri. Esistono numerosi reperti archeologici nella zona mediterranea, la cui varietà nella forma e nella grandezza corrisponde alla varietà funzionale nell’uso di queste brocche.

Vigne Valorose è infine anche un progetto di promozione turistica perchè parliamo di vini in grado di trasmettere il valore delle emozioni dei paesaggi che evoca la loro stessa denominazione di origine.

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IL PROGRAMMA DI VIGNE VALOROSE

Il programma della serata con inizio alle 19.30 prevede un ampio buffet  al quale seguirà alle 20.30 la presentazione della cantina Nino Negri e qualche dissertazione intorno ai vitigni valorosi ed ai paesaggi che li ospitano.

Quindi  inizierà un vero e proprio viaggio sensoriale di degustazione di vini rigorosamente valorosi  che qui andiamo ad elencare

Cuvée Carlo Negri Metodo Classico

Vino Spumante di qualità, prodotto dalle uve Nebbiolo (Chiavennasca), Chardonnay e Pinot Nero, con la fermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale classico. Autentica specialità di Nino Negri, elegante ed aristocratico.

Ca’ Brione Terrazze Retiche di Sondrio IGT

Un raro esempio di un bianco valtellinese. Alle uve bianche Sauvignon e Chardonnay, portate ad un leggero appassimento, ed ad uve Incrocio Manzoni, vengono aggiunte anche le uve di Nebbiolo (Chiavennasca), vinificate “in bianco”. Il mosto fermenta e matura per 8 mesi in barriques di rovere francese, metà nel legno nuovo e l’altra metà in quello di secondo passaggio.

Sfursat Nino Negri Valtellina DOCG

Ottenuto da uve Nebbiolo (Chiavennasca) in purezza, raccolte a mano nelle zone del Valtellina e Valtellina Superiore. Le uve, lasciate ad appassire per 3 mesi, vengono vinificate “in rosso” con una lunga macerazione. Dopo una breve sosta in acciaio, il nuovo vino matura in parte in botti di rovere francese da 32 e 57 hl per circa 22 mesi.

Fracia Valtellina Superiore DOCG

Le uve, quali Nebbiolo (Chiavennasca), Pignola e Pinot Nero, della sottozona Valgella, in località Fracia, vengono vinificate “in rosso” con una macerazione medio-lunga. Il vino nuovo resta in acciaio alcuni mesi poi sosta per 18 mesi in fusti di rovere di Slavonia.

Chardonnay Cuvèe Bois Valle D’Aosta D.O.P. LES CRETES (Aymavilles AO)

Vitigno: Chardonnay 100%, uva a bacca bianca, selezione policlonale di Borgogna; zona di produzione Frissonnière di Saint Christophe (AO), Les Crêtes di Aymavilles (AO). Età anni 15.

Terreno: Morenico, sciolto, sabbioso, in pendenza con esposizione sud e sud-est e nord -est. Altitudine 550/750 metri s.l.m.

Vinificazione: Pressatura soffice, fermentazione in legni francesi da 300 lt. (Allier, Tronçais) tostati con metodo tradizionale e/o previa idrolizzazione a vapore, a garanzia del miglior equilibrio legno/vino. Affinamento “sur lies”, “bâtonnages” continui di 10 mesi. Affinamento di 8 mesi in bottiglia presso il produttore.

Magliocco ROSSOVIOLA, CANTINE VIOLA (Saracena all’interno del Parco del Pollino) CS Calabria

Il Magliocco è un vitigno a bacca nera di antica coltivazione, appartiene alla famiglia dei Magliocchi, vitigni dal grappolo piccolo come un pugno o maglio (da cui il nome), dai quali differisce però per diversi caratteri. Si adatta bene ai climi caldi ed asciutti, specialmente in terreni sciolti e profondi che garantiscano un’adeguata riserva idrica, dove manifesta un elevato vigore vegetativo ed una media tolleranza alla principali malattie crittogamiche.

Magliocco Rossoviola – Cantine Viola

Descrizione: L’ azienda Viola, che pratica una viticoltura con metodo biologico, famosa per il Moscato Saraceno dal 2011 ha iniziato la produzione da magliocco del Rossoviola. E’ un vino che dopo aver fatto una macerazione in acciaio sperimenta un affinamento in barriques di Allier, affinamento che dura nove mesi e l’elevazione in bottiglia per altri sei mesi.

Malvasia delle Lipari Passito D.O.C. HAUNER (S. Marina Salina Isole Eolie Messina)

Carlo Hauner, bresciano di origine boema, arriva per la prima volta alle isole Eolie nel 1963 e, innamoratosi di quelle terre, negli anni ’70 finisce per trasferirsi a Salina. Lì arriva il secondo colpo di fulmine; la Malvasia, un’uva antica (si hanno testimonianze della sua presenza sul territorio già dal I sec a.C.), dolce e profumata che i contadini eoliani raccolgono a metà settembre, quando è giunta a perfetta maturazione, e che per due settimane lasciano asciugare al sole, affinando una tecnica rimasta quasi invariata nei secoli. Il risultato è quello che Dumas padre definiva come il vino più eccezionale che avesse assaggiato nella sua vita.

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