Riceve lo sfratto, disoccupato si uccide. Il vicesindaco Sassi: “Il diritto di proprietà non vale una vita umana”

23/6/2014 – Sconvolgente tragedia questa mattina, intorno alle 9,30, in via Fratelli Rosselli a Reggio Emilia, poco prima del parco Mantegna venendo dal centro. È l’ennesima tragedia della disperazione, che si è consumata in una tranquilla zona residenziale della città. Ma di certo la prima a causa di uno sfratto.

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Un uomo di 64 anni, Erio Boldrini, si è gettato dalla finestra di un appartamento della palazzina al numero 5, rimanendo ucciso sul colpo. Il gesto estremo dopo che un ufficiale giudiziario ha suonato al suo campanello per notificargli il decreto di sfratto esecutivo.

L’ufficiale era arrivato insieme al padrone di casa, e avrebbe dovuto ratificare un atto di consegna spontanea dell’immobile. Boldrini si è intrattenuto con loro davanti all’ingresso della palazzina, poi è tornato nell’appartamento mentre l’ufficiale è rimasto ad attendere con un altro collega per l’inventario.

Tornato in casa, un’ultima occhiata alle cose di una vita e il pensionato, sopraffatto dalla disperazione, si è avviato con decisione verso la finestra e si è lanciato nel vuoto proprio mentre gli altri stavano salendo le scale. Sono entrati in casa perché Boldrini aveva lasciato la chiave sulla toppa. Dopo pochi istanti la terribile scoperta.

Anzichè finire in mezzo alla strada, ha preferito togliersi la vita. Il suicida era un agente di commercio senza lavoro, e viveva da solo. Da tempo si dibatteva in difficoltà economiche. Aveva due figlie, che vivono con le loro famiglie in altre zone.

Quando sono arrivati i mezzi del 118, insieme ai carabinieri che hanno effettuato i rilievi del caso, il poveretto era già morto.

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IL VICESINDACO SASSI: “SIAMO PROFONDAMENTE SCOSSI. SUBITO UN TAVOLO PER TENERE SOTTO CONTROLLO GLI SFRATTI PER MOROSITA'”

“La tragedia accaduta stamattina in via Fratelli Rosselli scuote profondamente l’Amministrazione comunale e tutti coloro che hanno a cuore la vita umana. Non è sufficiente esprimere alla famiglia del signor Erio Boldrini il cordoglio di noi tutti.

Allo stesso modo non conta, in questo momento, elencare le risorse che negli ultimi anni sono state investite a sostegno delle famiglie in condizione di emergenza abitativa.

E’ il tempo in cui bisogna dire a chiare lettere che il diritto di proprietà non può valere più della vita di una persona. Ciascuno deve interrogarsi sulla solitudine di tante persone nell’affrontare fasi difficili della propria vita.

L’attenzione delle istituzioni deve dunque essere rivolta alla condizione di sofferenza sociale di parte rilevante della nostra comunità. Gli effetti della crisi economica, a cominciare dalla disoccupazione di lungo corso che colpisce tante persone, hanno mutato la fisionomia del Paese e anche della nostra città. Ci sono problemi nuovi, che hanno il volto antico della povertà, che devono essere affrontati non solo sul piano politico ed economico ma anche culturale.

Bisogna combattere ogni barriera discriminatoria che soffoca la condizione di povertà e fragilità sociale nella vergogna.

L’Amministrazione comunale sarà impegnata, fin dai prossimi giorni, a potenziare le politiche di sostegno alle famiglie in condizione di emergenza abitativa a cominciare dall’individuazione di nuove risorse.

Più nello specifico ho avuto modo di contattare il presidente del Tribunale di Reggio Emilia, dottor Francesco Caruso, e di concordare con lui la necessità d’istituire immediatamente un tavolo di confronto interistituzionale che monitori l’esecuzione degli sfratti per morosità e individui ogni azione possibile per governare una questione sociale, che non può essere lasciata alla mera applicazione di norme a tutela della proprietà.

Matteo Sassi, vicesindaco di Reggio Emilia, assessore al Welfare”

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