Made in Reggio, la Germania è il nostro miglior cliente. L’Europa torna a trainare l’export

19/6/2014 – Torna ad essere il vecchio continente la locomotiva che traina le esportazioni reggiane, che con la crescita del primo trimestre 2014 hanno ridato un po’ di ossigeno all’economia locale.

Rispetto al primo trimestre dell’anno passato le vendite all’estero sono cresciute del 5,2%, raggiungendo i 2,2 miliardi di euro. I dati, analizzati dallUfficio Studi della Camera di Commercio, confermano il tendenziale miglioramento dell’economia reggiana nella quale tutti gli indicatori congiunturali – produzione, fatturato e ordini – sono tornati al segno positivo.

Fra i dati più significativi, dunque,  la crescita delle esportazioni verso l’Europa, che negli ultimi trimestri non rappresentavano più del 70% del totale, mentre nei primi tre mesi del 2014 – con 1,6 miliardi – raggiungono il 74,3%; l’incremento, rispetto allo stesso periodo del 2013, è del 6,4% (quasi 100 milioni di euro).

A trainare la crescita è in parte la Francia, nostro principale acquirente con 322,7 milioni (+2,7%), ma soprattutto la Germania che, con un incremento del 12,3%, importa prodotti reggiani per 317,1 milioni, 35 milioni di euro in più rispetto al primo trimestre dell’anno passato. In aumento del 10,6% le vendite di “made in Reggio Emilia” nel Regno Unito (da 137,3 a 151,9 milioni); passa da 116,7 a 123,7 l’esportato in Spagna che registra così un +6%.

A fronte della crescita registrata in questi quattro paesi (che, con 915,4 milioni, acquistano da Reggio il 55,7% del venduto nel Vecchio Continente) si rileva la contrazione dell’export verso la Russia (-2,4%) e la Turchia (-6,5%).

Di segno positivo le esportazioni verso l’Asia che, passando da 220,6 a 232,4 milioni, registrano un +5,3%. Sono infatti in crescita gli andamenti dei principali acquirenti asiatici di prodotti reggiani: Cina (+3,8%), Giappone (+4,4%), Hong Kong (+2,3) e India (+19,8%). Relativamente alla Cina, la bilancia commerciale mostra un saldo negativo pari a 76,8 milioni infatti, a fronte di 46,1 milioni di esportato, Reggio acquista merce per 122,9 milioni, valore in aumento del 27,4% rispetto ai primi tre mesi del 2013.

In crescita l’export verso l’America (da 211,3 a 227,5 milioni, +7,7%), mentre sono di segno negativo le vendite verso l’Africa(da 94 a 78,5 milioni, -16,5%) e verso l’Oceania (da 32,4 a 31 milioni, -4,4%).
Registrano un andamento positivo la maggior parte dei settori dell’industria manifatturiera reggiana.

Il metalmeccanico, che da solo rappresenta più della metà dell’esportato, nel primo trimestre 2014 raggiunge 1,12 miliardi, il 5,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2013; il sistema moda passa da 377,5 a 383,8 milioni, con un incremento dell’1,7%. Il ceramico che, con 241,4 milioni, occupa il terzo posto in provincia di Reggio Emilia per volume di export, registra un +13,2%. In controtendenza le vendite all’estero di prodotti del settore gomma-plastica, che si riducono del 5,7%, e legno-carta (-4,7%).

La provincia di Reggio Emilia si colloca al terzo posto in regione – dopo Bologna e Modena – per valore di esportato e contribuisce, per un 17,1%, a far sì che l’Emilia-Romagna, che registra un incremento tendenziale del 5,9%, sia tra le regioni che forniscono un contributo rilevante alla crescita dell’export nazionale.

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Rispondi

    19/06/2014 alle 15:36

    Ottima notizia ! Non sara’ la notizia dell’intrigio internazionale, e non ha un gran risalto, ma la valenza che ha pubblicando lo sviluppo economico Reggiano e’ rilevante.
    porre l’attenzione su questi dati e’ piu’ “igienico” che non porre l’attenzione su altre cose pessime. il ruolo del cronista e’ pure questo, cioe’ rendere pubblico tutti gli intrighi, ma certamente leggere di economia fa meglio.
    E certamente porre l’accento su questi temi economici alla fine paga. Mentre le solite polemiche (esempio trasmissione “La Gabbia”) non paga!

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