La crisi non frena frodi creditizie con furto d’identità: 26 mila casi in Italia e 175 a Reggio

5/6/2014 – Nel 2013 i sistemi di rilevazione del fenomeno messi a punto da CRIF hanno consentito di rilevare complessivamente più di 26.000 frodi creditizie, con un incremento del +8,3% rispetto all’anno precedente e perdite economiche che sfiorano i 162 milioni di euro. Di queste 1.452 si registrano in Emilia Romagna e 175 a Reggio Emilia.

Le frodi creditizie – ovvero gli atti criminali che si realizzano mediante furto di identità e il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni con l’intenzione premeditata di non rimborsare il finanziamento e non pagare il bene – pesano sempre di più sul credito al consumo: infatti, malgrado la crisi e la conseguente contrazione dei volumi sia della domanda di finanziamenti sia del credito erogato alle famiglie italiane, le frodi creditizie non hanno visto arrestare la dinamica di costante aumento e, al contrario, la loro incidenza sul numero di finanziamenti erogati ha fatto registrare un ulteriore crescita rispetto agli anni precedenti.

Questi i dati principali emersi dell’ultima edizione dell’Osservatorio CRIF sui furti di identità e le frodi creditizie, che fotografano un fenomeno purtroppo in costante crescita anche perché il ladro di identità può riuscire a reperire fondi in maniera molto meno rischiosa rispetto, per esempio, alle rapine in banca.

Degli oltre 26.000 casi rilevati sull’intero territorio nazionale, 1.452 si sono verificati in Emilia-Romagna, che si è posizionata al 7° posto di questa poco invidiabile classifica, in crescita di una posizione rispetto al ranking 2012.

Nello specifico, Bologna ha ottenuto il primato della regione, con 296 frodi creditizie, seguita da Modena, con 264 casi, Reggio Emilia (175) e Parma (147).

Le province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna contano invece circa 120 casi ciascuna, seguite a breve distanza da Ferrara, con 113 casi. Quest’ultima provincia, però, è quella che in regione ha fatto segnare l’incremento più eclatante, con un +70,7% rispetto alla precedente rilevazione.

All’estremo opposto della classifica si colloca Piacenza che, con 99 casi, è risultata la provincia dell’Emilia-Romagna meno colpita.

Il profilo delle vittime

L’analisi di CRIF sulla distribuzione delle frodi per sesso delle vittime evidenzia che quasi i due terzi (il 62,6% del totale, per la precisione) sono uomini. Nel corso del 2013 si registra, però, una sensibile crescita delle donne vittime di frode, con un +8,2% rispetto al 2012.

Osservando invece la distribuzione delle frodi per classi di età, in linea con quanto era stato rilevato anche nel corso del 2012 la fascia nella quale si rileva il maggior incremento percentuale è quella degli under 30 (+26,1% del totale, seppur in calo rispetto al corrispondente periodo 2012). La classe di età che tuttavia ha fatto registrare il maggior incremento è quella tra i 51 e i 60 anni (+9,2%, con una quota pari al 14,9% del totale), seguita dagli over 60 (con un +6,0%).

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