In difesa di PinPon asinello stracarico e maltrattato. Denunciato il padrone francese

28/6/2014 – Il proprietario dell’asinello Pinpon, un francese di 72 anni, che dichiara di essere partito da Santiago di Compostela in Spagna e di essere diretto a Roma dal Papa, è stato fermato e denunciato per maltrattamento. L’asino è stato avvistato dalla responsabile dell’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” di Viareggio, Fabiana Russo, presso la pineta di Ponente e insieme alle Guardie Ambientali Italiane di Lucca e ai Vigili Urbani di Viareggio è riuscita ad ottenere il sequestro.

asino piccola

Racconta Fabiana Russo: “Nel pomeriggio ero nella pineta con il mio cane e ho avvistato un povero asino carico che riposava. Al tipo che lo usa a mo’ di camion, un po’ bevuto, ho provato a far capire che forse era meglio far riposare senza zavorra il povero “camion ” vivente… ma ha detto che doveva raggiungere Pisa in serata via pineta! Ho contattato immediatamente le Guardie Ambientali e i Vigili Urbani e abbiamo notato subito la presenza sul corpo del povero asino di numerose piaghe da decubito causate sicuramente dal carico. Ora l’asinello sarà sequestrato per almeno 10 giorni in attesa di un sequestro definitivo.

Aggiunge Walter Caporale, presidente dell’Associazione Animalisti Italiani: “PinPon è vittima dell’indifferenza umana. Come è possibile che nessuno abbia provveduto a fermare quest’uomo prima? Nulla è più grave di fare finta di non vedere. L’indifferenza rende gli umani complici degli abusi e delle prepotenze sui più deboli della società: donne, malati, gay, bambini, animali. Siamo ancora lontani dall’essere un paese civile e siamo ancora più lontani dall’ottenere giustizia per gli animali.

Il mio rimprovero va non solo a chi è designato al controllo (ASL, Forze dell’Ordine, Sindaci, Associazioni animaliste), ma ad ogni singolo cittadino. Per segnalare un reato non è necessario che intervengano le associazioni, occorre denunciare immediatamente il maltrattamento. Se si vede un bambino maltrattato non si chiede certo l’intervento di Amnesty International o Save the Children. In merito all’accaduto i nostri uffici legali sono già al lavoro”.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *