Falsi contratti di lavoro per ottenere i permessi di soggiorno: cinque denunciati

10/6/2014 – L’Ufficio Immigrazione della Questura di Reggio Emilia ha denunciato un egiziano, “titolare” di una finta impresa edile, e quattro presunti dipendenti, tre tunisini ed un marocchino. A loro le finte assunzioni costavano almeno 1.500 euro l’una.

I quattro dipendenti denunciati avevano presentato la domanda di soggiorno all’Ufficio Immigrazione reggiano, corredando la richiesta con contratto di lavoro stipulato con l’azienda fantasma.

Gli accertamenti esperiti sulla ditta facevano emergere che questa era in attività da circa tre anni e che negli ultimi mesi erano stati 14 i cittadini extracomunitari assunti, però al fisco italiano non esisteva traccia di questa “florida” impresa, tantomeno vi era traccia di una sola busta paga, al riguardo i presunti dipendenti dichiaravano che i pagamenti avvenivano in contante, ma non erano in grado di indicare né i luoghi dove lavoravano né le mansioni svolte, inoltre la sede dell’azienda risultava essere un tranquillo condominio del quartiere Santa Croce.

L’Ufficio Immigrazione riusciva, dopo diversi tentativi, a contattare il datore di lavoro al telefono il quale dichiarava di trovarsi all’estero e che sarebbe rientrato nel giro di pochi giorni; in realtà si rendeva irreperibile.

Lo stesso, evidentemente appena ravvisato di essere stato
scoperto, licenziava repentinamente i quattro dipendenti, avvalendosi di uno studio commerciale che ne curava la tenuta amministrativa.

Si sarebbe poi scoperto che i finti contratti di lavoro costavano agli interessati circa 1.500,00 euro.

A. A. R. E. S., egiziano 42enne, veniva denunciato per aver predisposto falsa documentazione attestante rapporto di lavoro inesistente; K. Y. marocchino 33enne, Z. K. tunisino 30enne, T. L. tunisino 39enne e B. B. A. tunisino 28enne venivano denunciati per aver utilizzato tali falsi documenti ai fini del rilascio del permesso di soggiorno.

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