Frodi finanziarie, la GdF va alla guerra. In 5 mesi scoperte evasioni Iva per 28 milioni

24/6/2014 – Evasioni Iva per 28 milioni di euro, scoperti 22 evasori totali, 31 persone deferite alla magistratura per reati fiscali, proposti sequestri di beni per 7 milioni di euro. Nove persone sottoposte a accertamenti nell’ambito della lotta alle mafie, 22 persone denunciate per frodi sui fondi comunitari per un valore superiore a un milione di euro, 181 ispezioni antiriciclaggio.

Sono impressionanti le cifre dell’attività della Guardia di Finanza di Reggio, guidata dal colonnello Ippazio Bleve, nei primi cinque mesi del 2014. Su tutto l’operazione Octopus, 41 indagati e una dozzina di arresti, che ha portato alla scoperta dell’incredibile giro di fatture false per un controvalore di 33 milioni di euro e un’evasione fiscale di 13 milioni, giro alimentato da una dozzina di società-cartiere insediate tra Roma e Napoli, con inqueitanti rapporti con il crimine organizzato.

Queste cifre sono state riferite oggi nel corso della cerimonia (“sobria” sottolineano le Fiamme Gialle) tenuta nella caserma “Ten. Gen. Achille Borghi”, sede del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, per il 240° anniversario della fondazione del Corpo.

L’attività svolta dalle Fiamme Gialle reggiane nel corso dei primi 5 mesi del 2014 – sottolinea un comunicato – evidenzia significativi risultati  in tutti i settori operativi, con particolare riferimento ai fenomeni maggiormente lesivi per il bilancio dello Stato, quali le frodi tributarie, l’evasione fiscale, domestica ed internazionale, e l’economia sommersa.

Nella circostanza sono state consegnate anche le ricompense di carattere morale ai militari che si sono particolarmente distinti in servizio.

Veniamo alle cifre.

“In materia di IVA sono state constatate sottrazioni di imposta pari a 28.000.000 di euro.

Le persone denunciate alla magistratura per reati fiscali sono state 31.

Per rendere più efficace l’azione di contrasto alla criminalità economica, sono state avanzate proposte di sequestro “per equivalente” per oltre 7 milioni di euro.

E’ continuato il contrasto ad un fenomeno molto diffuso che riguarda l’emissione e l’utilizzo di fatture fittizie. Si tratta di un meccanismo fraudolento che consente a molti operatori di non dichiarare redditi ovvero di dichiararne in misura inferiore all’effettivo, facendo figurare costi e crediti iva inesistenti.

Nel corso dei primi cinque mesi dell’anno, sono stati accertati 30 casi di emissione o annotazione di fatture fittizie per un ammontare complessivo di 13 milioni di euro. Dati che – sottolinea la nota – non comprendono quelli relativi alla recente operazione “OCTOPUS”. 

Sono stati scoperti «22 evasori tra totali (soggetti completamente sconosciuti al fisco), e paratotali (soggetti che omettono di dichiarare oltre il 50% dei ricavi/compensi conseguiti). I settori economici prevalentemente interessati dal fenomeno dell’evasione totale sono stati quelli dell’edilizia per il 50%, dei servizi per il 21% e del commercio per il 21%».

«Sul fronte della prevenzione all’evasione diffusa o “di massa” la presenza si è concretizzata in 1.013 controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali, con una percentuale di irregolarità del 20%. A seguito delle reiterate violazioni di mancata emissione di scontrini e ricevute fiscali, sono state eseguite 6 chiusure di esercizi commerciali.

La tutela della spesa pubblica è strettamente connessa e complementare alla lotta all’evasione fiscale. Non a caso, essa costituisce per la Guardia di Finanza obiettivo strategico prioritario, al quale viene rivolta la medesima attenzione riservata al contrasto dell’illegalità nel settore tributario.

L’importanza della tutela della spesa pubblica è ancora più evidente se rapportata al contesto economico attuale in cui, pur in presenza di timidi segnali di ripresa, permane la necessità di reperire sempre maggiori risorse necessarie a soddisfare le esigenze di rilancio del tessuto imprenditoriale e di sostegno a sempre più larghi strati della società che versano in condizioni precarie».

Da qui 16 operazioni di contrasto alle frodi comunitarie «che hanno portato all’individuazione di oltre 1 milione di euro di indebite percezioni di contributi ed alla denuncia di 22 persone. Nei confronti dei soggetti che beneficiano di contributi e prestazioni sociali agevolate, erogate dagli enti locali a nuclei familiari a basso reddito, sono stati effettuati 11 controlli, di cui 3 con esito irregolare, per prestazioni non spettanti.

Continua lo sviluppo di attività delegate dalla Corte dei Conti, finalizzate all’individuazione di episodi di mala gestio e di distrazione di risorse pubbliche. In materia di danni erariali sono stati accertati 514.000 euro derivanti da frodi a danno del Bilancio Nazionale.

Nell’ambito dell’attività finalizzata alla repressione della contraffazione, sono stati sequestrati 113 prodotti (tra componenti meccaniche, accessori e capi di abbigliamento recanti marchi contraffatti e/o privi di marchio “CE”).

Sono stati svolti 181 interventi tra ispezioni antiriciclaggio e approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette e sviluppi investigativi. Diverse sono state le situazioni in cui sono stati individuati fenomeni illeciti rilevando n. 10 violazioni.

Fondamentale è il monitoraggio dei flussi finanziari in quanto consente di seguire le tracce di tutti i reati (societari e finanziari, usura, estorsione e riciclaggio) che generano profitti, ricostruendone il percorso ed individuandone i reali mittenti e i beneficiari, tenendo costantemente presente che i fondi di origine illecita, vengono impiegati ovunque sussista una conveniente remunerazione del capitale, alterando spesso le ordinarie “regole del mercato”.

La tutela del sistema economico significa, in primo luogo, impedire il reinvestimento di capitali “sporchi” nel processo produttivo.

Il contrasto alla criminalità organizzata è stato rivolto principalmente all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati. Al riguardo sono state sviluppate investigazioni patrimoniali che hanno interessato 9 posizioni soggettive che si sono concluse con la proposta di sequestro delle individuate patrimonialità.

Il contrasto al lavoro sommerso investe la sicurezza economico-finanziaria affidata alla Guardia di Finanza. Il lavoro nero, infatti, danneggia sia i lavoratori sia il Paese. I 18 controlli effettuati hanno consentito di individuare  15 lavoratori irregolarmente assunti e verbalizzare 10 imprenditori per l’utilizzo di manodopera irregolare, nell’ambito di vari settori economici, in particolare bar e commercio al dettaglio».

Infine, la preziosa presenza sul territorio: «Il servizio di pubblica utilità “117” svolto nell’intera provincia ha visto il contributo di oltre 600 pattuglie impiegate prevalentemente nel controllo economico del territorio. Lo sviluppo delle segnalazioni, effettuate dai cittadini in forma non anonima a tale servizio, ha consentito l’individuazione e la repressione di diversi illeciti economici e finanziari».

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