E se i brogli servissero per danneggiare l’immagine di un candidato?

di Salvatore Salerno*

Gentile Direttore,

in questi giorni, sui quotidiani locali, tiene banco la vicenda dei possibili brogli elettorali avvenuti in corrispondenza delle scorse elezioni comunali. Non intendo entrare in merito alla vicenda. Sarà la magistratura a pronunziarsi.

Mi interessava, invece, dare un contributo all’individuazione di eventuali problematiche che potrebbero verificarsi in corrispondenza della prossima campagna elettorale. I meno giovani ricorderanno che in passato si potevano esprimere più preferenze mediante l’apposizione dei numeri associati ai candidati della lista. Questa modalità generava delle permutazioni (P=n! – enne fattoriale – es. per 4 preferenze: 4x3x2= 24 permutazioni) che ponevano il problema del controllo del voto in quei territori dove forze organizzate potevano imporre la propria volontà.

Nel tempo siamo passati ad esprimere una singola preferenza mediante l’apposizione del Nome e Cognome del candidato. In questa tornata elettorale, invece, per garantire la rappresentanza di genere, si potevano esprimere alle comunali due preferenze. Nel qual caso, esse dovevano riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda.

Ebbene la legge non esplicita che i due cognomi debbano essere apposti con la stessa forma di scrittura. Questa indeterminazione potrebbe portare ad una situazione del genere: un certo numero di elettori dello stesso seggio o di seggi diversi potrebbero accordarsi per esprimere la prima preferenza in stampatello e la seconda in corsivo, o viceversa, con l’intento di danneggiare l’immagine di uno o più candidati per possibili brogli.

Provo ad immaginare lo scenario che ne potrebbe scaturire e mi chiedo: “E’ valida la scheda? Le preferenze sono valide? E’ valido il voto di lista? Oppure si griderà ai brogli?”.

*Ingegnere

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