Credito, le imprese reggiane sono più affamate delle altre. Richieste in aumento
del 21%

12/6/2014 – E’ l’autofinanziamento la prima fonte cui le imprese ricorrono per far fronte alle esigenze sul piano del credito.
La conferma viene dall’ultima indagine realizzata dal sistema camerale, presentata nell’ambito del seminario su “Il rapporto tra imprese e credito dal punto di vista delle imprese” che si è tenuto alla Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Secondo l’indagine, i principali strumenti utilizzati per reperire finanziamenti sono proprio rappresentati, per i tre quarti delle aziende, da autofinanziamento (56,9%) unitamente al capitale familiare e/o dei soci (17,4%), seguito, a una certa distanza, dai finanziamenti bancari (46,9% dei casi).

L’autofinanziamento si rileva in prevalenza per l’industria alimentare (62,7% dei casi), il commercio (61,9% dei casi) e le costruzioni (48,9% dei casi). Ai finanziamenti bancari ricorrono tutti i comparti, ma la percentuale più elevata dei casi, con il 64,2% si rileva per le costruzioni.

Dall’indagine camerale giunge anche la conferma di quanto la crisi incida sull’utilizzo del credito da parte delle imprese.

Le risorse finanziarie, infatti, sono prevalentemente destinate a far fronte alle spese correnti (82,8%) e al pagamento dei debiti (39,6%); solo in quota ridotta, dunque, prendono la via dell’innovazione di processo (6,5%) e/o di prodotto (4,1%) e dell’ammodernamento/sostituzione di macchinari e impianti (7,7%).

Rispetto alle altre imprese emiliano-romagnole, le aziende reggiane hanno anche più “fame” di credito. Lo segnala il fatto che per il 21,2% delle imprese reggiane la richiesta è aumentata, mentre a livello regionale l’incremento della domanda di credito si ferma al 13,8%.

Pur nel perdurare della crisi – sottolinea Carlo Alberto Rossi, componente della giunta camerale con incarico per il credito – il sistema imprenditoriale ha reagito, ricorrendo maggiormente anche a quei Confidi le cui attività sono state particolarmente sostenute dalla Camera di Commercio per consentire sia l’abbattimento dei tassi d’interesse si le patrimonializzazioni necessarie al rilascio di garanzie sussidiarie a sostegno delle aziende”.

L’indagine camerale si concentra poi sulle risposte del sistema bancario, che vedono la nostra provincia su livelli migliori rispetto a quelli di altre aree. Se a Reggio Emilia il credito è stato concesso in toto nel 54,2% dei casi (con una punta del 70,6% per il commercio e un picco negativo per le costruzioni, con solo il 28,6%)  ed è rimasto in fase di valutazione nel 12,5% dei casi, in regione le percentuali si attestano, rispettivamente, al 46,9% e al 20,3%

Migliore, sempre rispetto ai dati regionali, anche la situazione reggiana sul fronte delle richieste di rientro da parte degli istituti di credito, che nella nostra provincia hanno riguardato il 7,1% delle imprese (con la punta massima del 29% per le costruzioni e la minima dell’8,1% dei servizi alle imprese) contro il 13,6% di quelle presenti in regione.

Parlando di rapporti fra imprese e credito – osserva Carlo Alberto Rossi – vi sono comunque ampi spazi di miglioramento, visto che a fronte della particolare esigenza di credito da parte delle imprese  si osserva che dal 2011 al 2013 (dati Bankitalia) i finanziamenti accordati  nella nostra provincia sono scesi da 29.608 a 25.413 milioni di euro. La situazione, però, sembra destinata a migliorare, visto che le stesse imprese ritengono che, proprio con riferimento alle scarse quantità erogate dal sistema bancario, il punto minimo sia stato raggiunto nel primo semestre 2013 e sia considerabile come superato”.

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