Coopservice, fatturato 382 milioni e utile netto a 1,5. Il gruppo ha superato i 16 mila dipendenti

27/6/2014  Coopservice ha chiuso un 2013 positivo, nonostante il perdurare della crisi e la riduzione del giro d’affari dovuto ai tagli della spesa pubblica (-15 milioni di euro nel solo settore dei servizi di igiene e sanificazione prestati agli ospedali e alle strutture sanitarie).

Una nota del colosso cooperativo di Cavriago riferisce alcune cifre del bilancio 2013, che sarà sottoposto all’assemblea dei soci domenica 29 giugno, al Teatro delle Muse di Ancona, città dove Coopservice conta 330 occupati e dove di recente ha ottenuto l’appalto dei servizi dell’Asur 4 Marche, una trentina di siti compresi sette ospedali. All’assemblea parteciperà il nuovo presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti. Le assemblea territoriali hanno già dato il “semaforo verde” al documento contabile.

Il bilancio 2013 – riferisce la nota – «si è chiuso con un fatturato di 382 milioni di euro, sostanzialmente in linea con i risultati del 2012.

Il risultato finale  presenta un utile netto pari a 1,436 milioni di euro, superiore a quello conseguito nel 2012 e ottenuto dopo aver accantonato 5,8 milioni per imposte e tasse, 6,7 milioni per ammortamenti e dopo aver riconosciuto ai soci un ristorno di 800mila euro.

«Si tratta – ha commentato il presidente di Coopservice, Roberto Olividi performance per nulla scontate e ancora più significative se lette alla luce della crisi economica. Se a questi risultati aggiungiamo la solidità finanziaria e patrimoniale (il patrimonio netto complessivo di Coopservice ha superato i 94mln di euro, 113 mln il patrimonio del Gruppo), si può sostenere che la cooperativa gode di buona salute e ha le carte in regola per affrontare le nuove sfide che l’attendono sulla strada dello sviluppo. Un percorso impegnativo che affrontiamo nel segno dell’innovazione, investendo risorse in nuove attività ad alto contenuto tecnologico come la logistica del farmaco e il facility management».

Il capitale sociale nel 2013 ha toccato quota 14,118 milioni di euro; il prestito dei soci è ammontato a 5,745 milioni di euro, remunerato con tassi netti fino al 3,34%.

Dei 289, 474 milioni di euro di valore aggiunto globale – la ricchezza creata da Coopservice nel 2013 – il 49% è andato ai soci (retribuzioni e vantaggi sociali); il 41% ai dipendenti non soci (retribuzioni); il 4% all’impresa (ammortamenti e accantonamenti); il 2% allo Stato (tasse e imposte); lo 0,6% alla cooperazione (contributi, promozione nuove cooperative); lo 0,4% alle comunità locali a sostegno di iniziative solidaristiche, culturali e sportive».

Nel complesso il Gruppo Coopservice ha generato ricavi per 614 milioni di euro (+4,5 milioni sul 2012). “Ottimi risultati” ha conseguito Servizi Italia, società quotata sul segmento Star della Borsa Italiana e principale controllata di Coopservice, che ha chiuso lo scorso esercizio con 212 milioni 215 mila euro di ricavi e un utile netto di 9 milioni 66 mila euro, rafforzando la sua leadership nel mercato italiano dei servizi integrati di noleggio, lavaggio, sterilizzazione di materiale tessile e strumentario chirurgico per le strutture ospedaliere. Lo scorso anno Servizi Italia ha rafforzato la sua presenza in Brasile, attraverso l’acquisizione di due lavanderie industriali, la Maxlav S.a. e la Vida S.a., nello Stato di San Paolo. Una strategia di espansione all’estero che recentemente ha visto Servizi Italia affacciarsi sui mercati di Turchia e India.

Buoni anche i risultati della controllata Archimede, l’agenzia per il lavoro che nel 2013 ha realizzato ricavi per 27 milioni 652 mila euro, in crescita del 3%, con un utile di oltre 470 mila euro, confermando la propria capacità di stare su un mercato, quello della somministrazione di lavoro, che ha pesantemente risentito della crisi economica.

A fine 2013 il Gruppo Coopservice occupava 16.022 persone, in netta crescita rispetto ai 15.064 occupati del 2012. Coopservice conta 5.257 soci, 3.084 donne (il 59%) e 2.173 uomini (41%). Una parte significativa dei soci, 911, il 17% del totale, è di nazionalità non italiana e proviene da oltre 80 paesi diversi. L’età media dei soci è di poco inferiore ai 45 anni.

Un 2013 buono, nonostante i guai giudiziari (primo fra tutti il coinvolgimento con il mega appalto da 130 milioni nello scandalo del Policlinico di Modena e le sponsorizzazioni alle società di promozione che avrebbero fatto da casseforti di presunte mazzette) e anche sul fronte sindacale, con la rivolta a Bologna dei dipendenti della Biblioteca Digitale e della portineria dell’Università per i tagli ai salari.

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