Caso di Tbc a Guastalla. E’ uno studente del centro di formazione Bassa Reggiana. Controlli su numerose famiglie

23/6/2014 – La Direzione dell’Azienda USL informa che è stato diagnosticato un caso di tubercolosi polmonare in un alunno frequentante una classe del Centro Formazione Professionale Bassa Reggiana di Guastalla.

Il ragazzo è attualmente ricoverato all’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova di Reggio Emilia; ha iniziato la terapia specifica e le sue condizioni di salute non destano preoccupazione.

Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha già avviato tutte le procedure previste per l’individuazione dei contatti a rischio, lo svolgimento degli accertamenti sanitari necessari, la sorveglianza sanitaria dei contatti e la comunicazione alle famiglie coinvolte. Non è stato comunicato il numero delle persone sottoposte a controlli e profilassi.

“La tubercolosi – spiega in una nota l’Ausl di Reggio – è una malattia a prevalente localizzazione polmonare e si può trasmettere, da persona a persona, per via respiratoria.

La trasmissione della malattia avviene attraverso un contatto stretto e molto prolungato con il malato in uno spazio confinato nei 3 mesi precedenti l’esordio della malattia.

La trasmissione del microrganismo non avviene pertanto con facilità: sono necessarie particolari condizioni ambientali, condizioni legate alla tipologia della malattia ed allo stato immunitario del soggetto esposto. La tubercolosi non si contrae da una persona che tossisce all’aria aperta e in luoghi ben aerati; la trasmissione non avviene attraverso indumenti, oggetti personali, né con strette di mano o facendo uso di piatti o posate in comune con un soggetto malato.  Le manifestazioni cliniche caratteristiche sono rappresentate da: tosse resistente alle comuni terapie (antibiotici, aerosol, ecc.), febbricola persistente, malessere generale, stanchezza, dimagrimento, brividi e sudorazione notturna.

La malattia è curabile con terapia antibiotica specifica per un periodo congruo come previsto dai protocolli terapeutici”.

Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha già avviato tutte le procedure previste per l’individuazione dei contatti a rischio, lo svolgimento degli accertamenti sanitari necessari, la sorveglianza sanitaria dei contatti e la comunicazione alle famiglie coinvolte.

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