Voto e caos schede: nuovo esposto, stavolta di Forza Italia. Intanto il Pd Scarpino querela la Spadoni (M5S) e Filippi (FI)

8/6/2014 – L’avvocato Marco Fornaciari, legale del consigliere comunale Pd Salvatore Scarpino, è intervenuto ieri sul caso della trentina di schede di voto contestate (il caso è stato sollevato per primo dal Movimento 5 Stelle, che ha denunciato presunte anomalie nelle preferenze espresse al seggio 7), di cui si parla da giorni e che è tuttora al vaglio delle autorità competenti.

«Scarpino – spiega il legale – è la vittima designata da qualcuno che ha voluto giocargli un brutto tiro. I voti della sezione in cui sarebbero state riscontrate irregolarità non gli interessano né possono interferire, perché la soglia che determina la sua elezione è ampiamente superata. E’ quindi parte lesa nelle indagini che sotto la guida sapiente del pm Isabella Chiesi smaschereranno il colpevole».

«Non sarà difficile – prosegue l’avvocato Fornaciari, come si legge sulla Gazzetta di Reggio di oggi – confrontare i voti con i votanti; occorrerà indagare altresì su chi o su coloro (all’evidenza i componenti del seggio) che hanno maneggiato le schede e raffrontare le grafie. La perizia che sarà disposta potrà così facilmente pervenire al responsabile e capire perché si è voluto colpire l’ingegner Scarpino».

E conclude: «Quanto alle frasi virgolettate e diffamatorie che l’onorevole Maria Edera Spadoni ha fatto pubblicare sui quotidiani locali, ci auguriamo che la stessa abbia a rinunciare all’immunità parlamentare, per rispondere alle accuse che le saranno rivolte, intese a ledere l’onorabilità del consigliere. Anche il consigliere Fabio Filippi dovrebbe pentirsi per le frasi diffamatorie che sono comparse su un quotidiano locale. La critica politica è un conto, la diffamazione a mezzo della stampa non può essere tollerata».

La reazione del consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi non si è fatta attendere: “Che quereli pure, non mi fanno paura. La mia è stata una critica politica, tanto è vero che l’ho fatta durante una conferenza stampa di Forza Italia – sottolinea Filippi –, invece loro ti minacciano anche quando parli politicamente».

Anche Maria Edera Spadoni ha replicato all’annuncio di querela nei suoi confronti. «Non so a quali frasi esattamente l’avvocato di Scarpino si riferisca e che ritiene possano essere state diffamatorie – dice la parlamentare, come riporta la Gazzetta – Non mi sono mai rivolta a lui direttamente e non ho mai inteso colpevolizzare o accusare nessuno. C’è una denuncia contro ignoti su possibili brogli e non mi fermerò certo qui nel chiedere che vanga fatta piena luce su un fatto».

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7/6/2014 – Anche Forza Italia, dopo i Cinque Stelle, presenterà una denuncia per presunti brogli avvenuti in alcuni seggi elettorali di Reggio Emilia. La depositeranno in settimana il reggente Fabio Filippi e i consiglieri comunali Giuseppe Pagliani e Claudio Bassi.

Riguarderà a quanto si è appreso il seggio 149 di via Premuda, uno di quelli al centro delle indagini incrociate della Procura reggiana e della Direzione distrettuale antimafia. Gli azzurri sono in possesso di una testimonianza dettagliata su presunte irregolarità. Ma altre notizie e testimonianze sarebbero arrivate agli esponenti del partito.

In ballo, è noto, per ora ci sono 45 schede – 31 al seggio 7 di viale Montegrappa e 14 al seggio 149 – che conterrebbero preferenze scritte con la medesima calligrafia, quindi dopo che 31 schede erano state votate.

Le schede del 7, provvisoriamente non attribuite e messe in una busta separata dal presidente del seggio Pietro Drammis, e tutti i plichi con le 600 schede votate nel 149 sono stati sequestrati dalla Digos su ordine della Procura. Le preferenze sospette sarebbero per due consiglieri Pd, e principalmente per Salvatore Scarpino, che si è dichiarato vittima e parte offesa e per questo ha nominato l’avvocato Marco Fornaciari quale patrocinatore legale. Al seggio 7 è comparso anche il nome di Teresa Rivetti tra le preferenze scritte, a quanto pare, dalla medesima mano.

Ma torniamo ai dirigenti azzurri, che si sono detti molto preoccupati per i presunti brogli e il sequestro delle schede: “L’ombra dei brogli nella nostra città deve far riflettere – ha dichiarato Fabio Filippi – Probabilmente Vecchi temeva molto il ballottaggio e il suo partito ha fatto di tutto, e anche di più, per far arrivare acqua al suo mulino. A noi non resta che affidarci a chi sta indagando, certi che la verità verrà a galla”.

Di certo la situazione preoccupa tutti gli schieramenti politici, anche il neo sindaco Vecchi, che ha dichiarato di “essere il primo a chiedere chiarezza”.

L’intervento della Dda ha fatto scattare l’allarme, tanto che diversi esponenti politici sarebbero propensi a congelare l’insediamento nel nuovo consiglio comunale in Sala del Tricolore, sino a quando, appunto, non sarà fatta chiarezza sulla vicenda. Il timore è che ciò che ora appaiono come fatti isolati, possano invece rivelarsi come parte di un sistema più ampio.

Intanto ieri la Digos, che cura le indagini coordinate dal Pm Isabella Chiesi, alla quale il Procuratore ha affidato lo scottante fascicolo, ha ascoltato Patrizia Domenichini, rappresentante di lista al seggio 149 per i Cinque Stelle.

Domenichini ha confermato quanto detto all’avvocato Patrizia Soragni, neo consigliera M5S che ha firmato la denuncia sui fatti di via Premuda. Quando domenica 25 maggio, alle 18, si è accorta delle schede con le preferenze scritte da quella che è sembrata essere la medesima calligrafia, ha sollecitato il presidente a chiedere l’intervento dei Carabinieri, ma questi si sarebbe rifiutato.

I Carabinieri soni poi intervenuti su richiesta della Domenichini, mentre la segretaria “che protestava perchè voleva andare a casa” aveva cominciato a riporre tutti i plichi. Questo, almeno, è quanto scritto nel verbale del seggio.

In questi giorni la Digos interrogherà entrambi i presidenti di seggio e tutti gli scrutatori.

(p.l.g.)

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