Bilancio Unieco, ancora lacrime e sangue. Perdita di 60 milioni, ma il fatturato sale a 450

21/6/2014 – Unieco ha chiuso anche il 2013 con un bilancio molto pesante, approvato venerdì pomeriggio dall’assemblea dei soci riunita al Centro Loris Malaguzzi, anche se il Gruppo intravede sintomi di ripresa nell’andamento di conti e fatturati.

Il 2013 si è chiuso con una perdita netta di 60 milioni di euro e un fatturato in crescita a 450 milioni rispetto ai 402 del 2012. La perdita ha comportato la riduzione del patrimonio sociale a 150 milioni. Ne esce il quadro di una Unieco più magra, ancora in difficoltà ma probabilmente meno fragile di due anni fa, quando la cooperativa di costruzioni di Reggio si preparava a portare i libri in Tribunale (l’azienda è tornata in bonis con un accordo coi creditori che prevede il saldo al 100% dei debiti in un quinquennio).

La perdita deriverebbe da una robusta pulizia del portafoglio (leggi svalutazione delle partecipazioni) più che mai necessaria per i rapporti con le banche e soprattutto in vista della maxi fusione con Coopsette, l’altra grande malata – e con parecchi guai giudiziari – della cooperazione reggiana.

Anche se circolano voci di rallentamenti nel processo di integrazione, che dovrebbe vedere la luce in autunno. Vedremo.
“Se sommiamo i ricavi delle partecipate – ha detto il presidente Mauro Casoli – arriviamo a 600 milioni di giro d’affari. La redditività operativa è tornata positiva anche se a prezzo di molti sacrifici.
Poi abbiamo dovuto scontare un ulteriore abbattimento dei cespiti e delle partecipazioni. Da qui un risultato netto negativo significativo, di 60 milioni di euro, che intaccano il patrimonio il quale resta comunque positivo per 150 milioni”.

Corre l’obbligo di rilevare che il comunicato ufficiale diffuso questa mattina da UNIECO non fa il minimo cenno alla perdita di 60 milioni, evidenziando invece che “il reddito operativo prima degli oneri finanziari e delle imposte è tornato in reddito positivo (+0,350 milioni)”, vale a dire 350 mila euro. Ma fra questa cifra e l’ultima riga del bilancio, cioè la sentenza vera sull’andamento dell’anno, ce ne corre.

Ancora una volta, si deve oggettivamente registrare un tentativo di accreditare informazioni parziali all’opinione pubblica sul reale andamento di una società. (P.L.G.)

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PUBBLICHIAMO DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO DIFFUSO DA UNIECO

“L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2013. Ritrovata la piena operatività, i risultati confermano la validità delle strategie definite dal piano industriale”.

UNIECO: “CAMBIARE PER COSTRUIRE IL FUTURO”

Avviati i nuovi piani di sviluppo in tutte le aree di business: costruzioni, immobiliare, ambiente, laterizi e lavori ferroviari

REGGIO EMILIA, 21 giugno 2014 – Le nuova fondamenta di Unieco sono un punto di partenza ed il bilancio 2013 approvato dai soci riuniti venerdì pomeriggio al centro Loris Malaguzzi è la conferma che il processo che è avviato va nella direzione giusta. Il fatturato della capogruppo nell’anno appena concluso si è attestato a 450 mln di euro (402 mln nel 2012) con un reddito operativo (prima degli oneri finanziari e delle imposte) tornato in terreno positivo (+ 0.35 mln) segnando uno stacco netto rispetto alla perdita (- 35 mln) registrata nel 2012.

A livello di bilancio consolidato il totale delle attività raggiunge i 525 mln (contro i 595 del 2012) ma è cambiato il perimetro: nel 2013 è uscita dall’area di consolidamento la CLF di Bologna che con le attività nei lavori ferroviari vale oltre 109 mln di volume d’affari (la quota di partecipazione di Unieco è scesa dal 60% al 40%).

Il conto economico della capogruppo ha poi risentito delle svalutazioni, prevalentemente legate agli asset immobiliari, tese a riallineare i valori alle attuali indicazioni del mercato.

Svalutazioni, accantonamenti, e la componente finanziaria pesano per circa 60 mln sul 2013.  Il risultato d’esercizio rimane quindi negativo (– 60,7 milioni di euro) ma il patrimonio netto si attesta a 145 mln di euro, quindi su una dimensione ancora importante.

Gli stessi parametri che trovano conferma anche nel bilancio consolidato.
“Unieco ha scelto la strada del rigore e ha adottato criteri rigidi di valutazione, ma era una scelta necessaria per garantire massima trasparenza ed avere certezza circa le basi su cui contare per ripartire. La crisi del settore costruzioni rimane grave ma Unieco rimane un player di primo livello”, commenta il presidente Mauro Casoli.

Il settore costruzioni ha infatti recentemente terminato due lotti all’interno di Porta Nuova a Milano, intervento di riqualificazione dell’area Varesine, sta completando i lavori della autostrada Brebemi ed è impegnata su altre grandi opere.

Il settore ambiente, anche e soprattutto attraverso la controllata Unirecuperi, ha chiuso un 2013 positivo e sono in crescita anche le  prospettive per il 2014 grazie all’acquisizione di commesse importanti.
Il settore ferroviario attraverso CLF ormai da anni esprime una forte vocazione verso l’estero che potrà rivelarsi sinergica con le attività di Unieco.

Il settore laterizi, particolarmente colpito dalla crisi dell’edilizia, ha allo studio piani di riposizionamento innovativi.
I soci di Unieco hanno approvato il bilancio e condiviso le scelte di sviluppo proposte dal Presidente e anche le azioni intraprese al fine di contenere i costi e innestare il cambiamento ivi compreso i pesanti impegni che questi comportano.

Unieco è una società di persone e sul mantenimento dei livelli occupazionali è in atto un lavoro complesso ma produttivo. Ad oggi l’occupazione rimane sostenuta anche se si è dovuto ricorrere all’utilizzo di ammortizzatori sociali.

Nel corso della relazione Mauro Casoli ha affrontato il tema delle integrazioni tra cooperative e di alcune possibili alleanze industriali di cui si è parlato nei mesi scorsi, affermando che “in relazione ai processi di integrazione e alle possibili alleanze industriali rimane confermata e valida l’indicazione presentata ed approvata in sede di budget” stiamo lavorando per la creazione in un arco  di tempo limitato di un player cooperativo nel settore delle costruzioni che sia in grado di  proporsi in modo importante nella sfida dell’internazionalizzazione dando così una giusta dimensione e valore all’intera cooperazione reggiana.

“Un nuovo protagonista capace di  aprire la strada verso nuovi orizzonti come accadde in passato con la creazione di cooperative capaci di affrontare il mercato nazionale partendo da realtà locali. Un player che potrà rappresentare anche un riferimento importante per recuperare le diffuse esperienze di saper fare presenti  nella nostra realtà e che la crisi epocale del settore delle costruzioni rischierebbe di disperdere”.

All’assemblea di bilancio di Unieco ha portato un contributo Mauro Lusetti presidente di Legacoop nazionale e della Alleanza delle Cooperative Italiane che ha espresso apprezzamento per lo sforzo che hanno fatto e stanno compiendo i soci di Unieco ed il suo gruppo dirigente per reagire alle difficoltà che ha colpito la cooperativa e l’impegno al cambiamento in atto che si basa sulla solidarietà fra soci, sui valori cooperativi ed è finalizzato a recuperare competitività per riproporre la cooperativa Unieco nel posto che ha conquistato nel panorama imprenditoriale italiano.

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