Assemblea Iren, per la prima volta molti no. Fronda dei sindaci sul “paracadute” all’a.d.

di Pierluigi Ghiggini

18/6/2014 – Un cambio sensibile di registro nell’atteggiamento dei vertici Iren verso i piccoli azionisti, rispetto al muro contro muro che aveva caratterizzato le assemblee precedenti. E’ questa la sostanza “morale” dell’assemblea dei soci della multiutility Emilia-Torino-Genova, presieduta da Francesco Profumo, che oggi ha approvato il bilancio 2013 e le politiche di remunerazione interna.

SEDIA

Di fronte alle domande poste dai piccoli azionisti (nella sala di via Nubi di Magellano sono intervenuti Francesco Fantuzzi sul bilancio, Mario Paolo Guidetti, Luigi Bottazzi, Ettore Camozzi di Piacenza, Donato Vena e Fabio Zani) il presidente Profumo ha chiesto un break di un quarto d’ora per preparare una risposta articolata ai numerosi quesiti posti negli interventi. Una cosa del genere non era mai accaduta.

Sul caso Sinergie Italiane è stato chiarito che nel dissesto Andrea Viero non ha responsabilità, e che anzi il buco dovrebbe essere inferiore a quello previsto. Sui compensi ai consiglieri, Profumo ha confermato che rispetto al passato ci sarà un risparmio. Sulla “tariffa puntuale” per i rifiuti (si paga in base a quando si smaltisce) è stato annunciato che questo obiettivo dovrà andare in porto nel 2015.

Il bilancio 2013 è stato illustrato dall’a.d. De Santin, in maniera giudicata da molti esauriente. Non è passata la richiesta di non prevedere dividendi quest’anno, o almeno di ridurli. Iren pagherà, i comuni possono stare tranquilli.

Un risultato significativo i piccoli azionisti lo hanno ottenuto comunque, sul fronte degli emolumenti. Avevano chiesto di dividere in due la delibera, per far votare a parte il “paracadute” di due anni offerto all’amministratore delegato in caso di dimissioni prima della scadenza del triennio contrattuale. Questa proposta non è passata, tuttavia è accaduto qualcosa di mai visto prima: un buon 14% dell’assemblea ha si è astenuto o ha votato contro le politiche di remunerazione. Evidentemente il “paracadute” non piace a molti nell’epoca della spending review. Si sono astenuti numerosi sindaci, e fra questi Mammi di Scandiano. Nasce una fronda dentro Iren?

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18/6/2014 – Questa mattina alle 11 si riunisce l’assemblea dei soci del gruppo Iren, la multiutilità ex Enia ed ex Agac che controlla forniture gas, acqua e ciclo rifiuti a Reggio Emilia e in mezzo Nord.

GHIACCIO

L’assemblea, col presidente Francesco Profumo, è convocata nella sede legale di Iren, in via Nubi di Magellano a Reggio. Stranamente non sono stati emessi comunicati alla vigilia, mentre Iren ha fatto un buon battage sulla presentazione del bilancio sociale, in programma sempre oggi con Profumo, il sindaco Vecchi e l’Alleanza delle cooperative (sempre nella sala convegni di via Nubi di Magellano, ore 18,30).

Ma, battage o no, i piccoli azionisti saranno presenti in forze all’assemblea e daranno battaglia, guidati da Francesco Fantuzzi, Paolo Guidetti e altri esponenti del gruppo interprovinciale. Chiederanno di intervenire per chiedere conto sui risultati d’esercizio, l’indebitamento e altre partite come Iren Rinnovabili, il rigassificatore di Livorno, l’ultima trimestrale, le tariffe, le operazioni in derivati che provocheranno perdite per decine di milioni, le perdite che hanno portato alla liquidazione di Sinergie Italiane, etc.

Alla vigilia dell’assemblea, Francesco Fantuzzi (già candidato sindaco a Reggio) ha compiuto un’analisi impietosa, definendo Iren “tecnicamente insolvente”, tanto che i piccoli azionisti proporranno in assemblea di non distribuire dividendi. Proposta sensata ma che difficilmente passerà, vista la fame di denaro fresco dei Comuni soci.

«Il bilancio 2013 (e la trimestrale) hanno confermato purtroppo la grave situazione in cui il gruppo versa – scrive Fantuzzi, del gruppo interprovinciale piccoli azionisti -: oggi Iren è tecnicamente insolvente, in concreto non in grado di gestire eventuali richieste di rientro da parte degli istituti bancari. Il fabbisogno finanziario a breve, nonostante le dismissioni avviate, è infatti aumentato.

Le prospettive per il futuro sono altrettanto inquietanti, a causa di tre fattori ormai strutturali: la contrazione del giro d’affari, la riduzione del prezzo dell’energia e la revisione delle tariffe del gas introdotta da AEEG (Autorità per l’energia elettrica e il gas).
La proposta che presenteremo pertanto in assemblea è di non distribuire
dividendi, anche in vista delle ormai certe minusvalenze legate alle due operazioni OLT e Edipower.
Vorremmo poi chiedere conto della situazione dei derivati del gruppo e delle perdite potenziali di 37 milioni a oggi esistenti».

Fantuzzi ha anticipato anche altre domande che saranno poste in assemblea:
«Perchè i compensi al consiglio di amministrazione, al netto delle posizioni dirigenziali (cui ci opponiamo per l’evidente conflitto) sono complessivamente aumentati rispetto all’organo precedente?
perchè il comitato remunerazioni ha incaricato un consulente esterno?
quali sono i criteri, economici e auspichiamo sociali, cui ci si è riferiti? Un simile bilancio avrebbe consigliato maggiore prudenza…
quali sono i motivi che hanno portato alla decadenza del consigliere Firpo?
siamo insoddisfatti della risposta a dir poco pilatesca del Collegio sindacale: chi è responsabile della perdita di 30 milioni di Sinergie italiane a carico di Iren? Che dice il Presidente Profumo, cui la richiesta fu rivolta il 27 giugno 2013?
quando sarà costituito il comitato territoriale di Reggio Emilia?

Invitiamo pertanto tutti i piccoli azionisti indipendenti – conclude Fantuzzi – a far sentire la loro fondamentale voce».

MURO

IREN E SOSTENIBILITA’: DIBATTITO CON PROFUMO, VIERO, VECCHI E ALAI

“Iren, sostenibilità e territorio” è il tema della tavola rotonda promossa dal Gruppo Iren in programma giovedì 18 giugno alle ore 17.00 presso la sede Iren di Reggio Emilia in via Nubi di Magellano.

Protagonisti del dibattito saranno il presidente Iren Francesco Profumo, il vicepresidente Iren Andrea Viero, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, il docente di ingegneria industriale dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia Paolo Tartarini e il presidente dell’Alleanza delle cooperative di Reggio Emilia Giuseppe Alai.

Gabriele Franzini, direttore del TG di Telereggio, avrà il ruolo di moderatore del dibattito.

Questo evento è il primo di una serie di tavole rotonde che si terranno nelle prossime settimane in ciascuno degli altri territori di riferimento del Gruppo Iren: Torino, Genova, Parma e Piacenza.

“La tavola rotonda – si legge in un comunicato di Iren – sarà anche l’occasione per approfondire le performance economiche, ambientali e sociali di Iren e presentare alcuni dei dati più significativi contenuti nel Bilancio di sostenibilità Iren 2013, recentemente pubblicato e consultabile integralmente sul sito www.gruppoiren.it.

Oltre 2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate da teleriscaldamento, idroelettrico e fotovoltaico, raccolta differenziata al 62% (media nazionale al 40%), riduzione del 38% delle interruzioni complessive del servizio gas e del 13% delle dispersioni rilevate sulle reti, più di 100 milioni di bottiglie di plastica risparmiate grazie a 56 distributori “Acquapubblica”, oltre 576.000 parametri analizzati per acque potabili e reflue, più di 35.000 studenti coinvolti in attività di educazione ambientale, 96% dei dipendenti coinvolti in attività formative: questi sono solo alcuni dei dati significativiche emergono dal Bilancio di sostenibilità 2013 e che verranno approfonditi nel corso della tavola rotonda”.

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ACQUA BENE COMUNE: OGGI POMERIGGIO MANIFESTAZIONE DAVANTI A IREN

Il Comitato Acqua Bene comune annuncia per oggi pomeriggio una manifestazione davanti alle sede Iren (dove alle 18,30 è in programma un dibattito con Francesco Profumo e il sindaco Luca Vecchi su “Iren, territorio e sostenibilità”) e chiede come primo atto formale della nuova amministrazione di Reggio di deliberare la nascita di un’Azienda Speciale per la gestione delle risorse idriche.

«Oggi Iren farà del suo meglio per decantare al mattino i suoi profitti (a uso e consumo degli azionisti) e al pomeriggio i suoi presunti meriti sociali, presentando al neo-sindaco il suo “bilancio sociale”. Chi ha a cuore la ripubblicizzazione dell’acqua dovrà invece aspettare ancora a lungo. Sono già passati 18 mesi da quando i Sindaci della provincia di Reggio hanno deciso di ripubblicizzare il servizio idrico, scorporandolo da Iren per farne una gestione interamente pubblica, ma finora si è visto molto poco, nonostante il termine fissato per la nascita del nuovo gestore fosse metà 2014.

Bisogna che il nuovo Sindaco e il suo sicuro assessore all’ambiente (Tutino) cambino marcia e facciano finalmente vedere dei passi concreti ai cittadini reggiani, come hanno promesso in campagna elettorale.

E’ abbastanza incredibile che l’indennizzo dovuto a Iren per gli investimenti non ancora ammortizzati (cioè pagati dalle nostre tariffe) sia nel frattempo lievitato dai 64 milioni  indicati un anno fa dallo stesso Presidente di Iren, fin quasi a  raddoppiare secondo i calcoli più recenti (naturalmente a partire da dati forniti da Iren…).

Su questo ci auguriamo che i Sindaci reggiani sapranno contrattare, nonostante il conflitto di interessi che li caratterizza (lo abbiamo sempre denunciato)  tra il ruolo di azionisti e quello di difensori dell’interesse dei loro cittadini/utenti.

Ma ci sono tantissime altre cose ancora da fare: decidere quali attività dovrà concretamente svolgere il nuovo gestore (non vogliamo nemmeno pensare a una ripublicizzazione di facciata che lasci in capo a Iren i servizi strategici), e quindi quali lavoratori trasferire da Iren al nuovo gestore, individuare una sede, approvare il nuovo Statuto…e decidere una volta per tutte (finora si è voluta rimandare la scelta) quale forma giuridica dare al nuovo gestore.

Il Comitato Acqua Bene Comune e 36 importanti associazioni (Arci, Acli, Anpi, Auser, Federconsumatori e tante altre) e sindacati  (Cgil, Cisl, Usb e Cobas) che rappresentano decine di migliaia di cittadini della nostra provincia hanno chiesto con chiarezza, per mettere in sicurezza la ripubblicizzazione, un’ Azienda Speciale di diritto pubblico.  Non vogliamo che il nuovo gestore sia una Spa di diritto privato che ci esporrebbe al rischio di un “ritorno al passato” della privatizzazione. Vogliamo una gestione fuori da logiche di profitto e partecipata dai cittadini e dai lavoratori del servizio.

Abbiamo imparato sulla nostra pelle che privatizzare è cosa semplice e veloce, ma ripublicizzare è un percorso a ostacoli, lento e tortuoso, con Iren che fa di tutto per remare contro (vedi ad esempio il tentativo di chiudere il servizio reggiano di telecontrollo per trasferirlo a Parma).

Per questo chiediamo ai nostri nuovi amministratori locali uno scatto di coerenza, con l’esito referendario e con il loro voto di fine 2012 , da loro stessi definito “una proposta che guarda alle nuove generazioni”.

Chiediamo che il primo atto formale del nuovo sindaco, a 3 anni dal Referendum e a 2 dall’inizio del percorso sulla ripubblicizzazione, sia deliberare la futura gestione del servizio idrico con Azienda Speciale. Oggi pomeriggio saremo davanti alla sede di Iren per ricordarglielo».

(Comunicato del Comitato Acqua Bene Comune)

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Una risposta a 1

  1. david Rispondi

    19/06/2014 alle 10:28

    In queste belle tavole rotonde non di discute mai degli imbarazzanti affari in ballo con le chiacchieratissime partecipate del sud. Vedi per esempio Acqua Enna, Iam con stesse belle facce di Fata morgana e Piana Ambiente, Undis e tante altre… Un fiume di denaro a perdere, che profuma di marcio già da un po’, lo stesso odore che fanno gli appalti assolutamente in regola e aggiudicati al massimo ribasso a imprese sicule assai discusse. Oggi le cronache riportano ormai come una prassi l’ adozione di un copione unico nel business degli appalti: li vince chi si presta agli appetiti mostruosi di mafie e politica.

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