L’armadietto di Rombaldi, in ospedale, era misteriosamente vuoto: fecero sparire tracce del delitto?

di Pierluigi Ghiggini

facce12/6/2014 – L’armadietto del dottor Rombaldi, al Santa Maria Nuova, era vuoto. Perché? Perché non si è indagato su una circostanza così rilevante? Perché non si è indagato sulla “pista Olp”? Sono interrogativi rilanciati dall’avvocato Giancarlo Tarquini all’indomani dell’assoluzione con formula piena di Pietro Fontanesi dall’accusa di aver assassinato il dottor Rombaldi, 22 anni fa. Accusa per la quale il pm Maria Rita Pantani aveva chiesto l’ergastolo.

E’ la prima volta che si parla del giallo dell’armadietto vuoto. Tarquini ne ha accennato nella sua arringa di martedì mattina, ed è tornato sul tema in un’intervista apparsa questa mattina su Prima Pagina. “L’idea che mi sono fatto di questa storia – afferma l’ex procuratore capo di Brescia – è che si dovrebbe continuare a indagare su altre piste”.

neriSulla pista palestinese (“Molti medici erano al corrente della storia di un esponente dell’Olp ricoverato sotto falso nome all’Arcispedale”), ma non solo su quella: “Bisognerebbe capire perché non si approfondirono certe cose che non hanno mai avuto una spiegazione”.

Per esempio? “L’armadietto di Rombaldi era vuoto. E’ nei verbali della Polizia. Eppure è anomalo che l’armadietto di un chirurgo nel quale solitamente sono costuditi il camice e altri effetti personali di servizio fosse compleamente vuoto. Questo fatto avrebbe dovuto incuriosire all’epoca gli inquirenti. Evidentemente alla cosa non fu data importanza, ma la pista potrebbe essere ancora verificabile con una capillare indagine in seno all’ospedale. Bisognerebbe cercare i documenti dell’epoca, ascoltare il personale di quegli anni: è tutto ancora possibile, ma se ci si intestardisce a perseguire una pista sbagliata…”.

A proposito della pista Olp, bisogna aggiungere che il contesto dell’epoca rende plausibile che a Reggio – città dove i combattenti palestinesi e l’Olp hanno sempre goduto non solo di simpatie diffuse, ma di sostegni politici e finanziari, oltre che di basi logistiche – fosse ricoverato sotto falso nome un militante palestinese ferito, che il chirurgo Rombaldi lo avesse scoperto e per questo fosse stato ucciso.

Il delitto avvenne all’apice della guerra che si era scatenata tra le formazioni palestinesi esattamente nell’aprile 1992, un mese prima del delitto, quando un aereo con a bordo Arafat precipitò in Libia e il capo dell’Olp rimase gravemente ferito. In conseguenza dell’attentato si scatenò una guerra all’interno del movimento e gli agenti delle varie formazioni palestinesi: i morti e i feriti furono parecchi in tutta Europa.

La guerra interna cessò l’8 giugno, esattamente un mese dopo la fine di Rombaldi, con l’uccisione del capo dei servizi d’informazione dell’Olp. Non sono mai state cercate le prove che un militante fosse ricoverato al Santa Maria Nuova, nonostante le voci diffuse in ambito ospedaliero, tuttavia alla luce del contesto di quei giorni l’ipotesi appare più che plausibile.

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