La Dda indaga sulla lettera del “corvo” e le preferenze taroccate. I Cinquestelle: “Commissione antimafia a Reggio”

di Pierluigi Ghiggini

5/6/2014 – Ieri mattina il nuovo sindaco di Reggio Luca Vecchi ha letto due notizie di peso. Ma non proprio quelle attese da un primo cittadino ancora in luna di miele con gli elettori che gli hanno garantito il 56% dei voti e una maggioranza di lusso in Sala del Tricolore. Riguardano l’apertura di indagini da parte della Dda di Bologna (la Procura antimafia) su due questioni che lo interessano da vicino e certamente come vittima.

Un’indagine è sulla lettera anonima fatta circolare in città pochi giorni prima del voto (lettera della cui esistenza ha dato notizia per primo reggioreport.it, mettendo in moto esposti e indagini) con notizie relative a parentele della moglie di Vecchi,la dirigente dell’urbanistica in Comune Maria Sergio, con persone che sarebbero coinvolte nella criminalità calabrese.

L’altro fascicolo della Dda riguarda i presunti brogli registrati in alcuni seggi di Reggio, con preferenze per due candidati del Pd, Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti, preferenze che una stessa mano avrebbe aggiunto in schede già votate. Le presunte irregolarità, per le quali si procederà a perizia calligrafica, si sarebbero verificate in particolare nel seggio 7 di viale Montegrappa, ma anche al seggio 49 e secondo alcuni  al 65.

Il procuratore Grandinetti ha aperto un’inchiesta, affidata alla pm Isabella Chiesi, dopo aver ricevuto due esposti del Movimento 5 Stelle. A ciò si aggiunge la richiesta di procedere al riconteggio di tutte le schede del comune di Reggio avanzata dalla deputata reggiana Maria Edera Spadoni con un’interrogazione al governo.

Che la lettera del cosiddetto Corvo fosse già sul tavolo della Dda lo si dava per quasi certo alla luce del testo, del contesto e anche di un significativo no comment pronunciato dal Procuratore di Reggio.

Ciò che ha suscitato un certo scalpore è che la Dda indaghi sul caso delle schede elettorali ritenute manipolate. La vicenda coinvolge uno dei politici più in vista del Pd reggiano, esponente di spicco della comunità calabrese, dirigente dell’agenzia delle Entrate e al suo terzo mandato in Consiglio comunale.

Oggi la Gazzetta di Reggio sottolinea come l’interesse della Dda sia mosso dall’unica certezza che entrambe le vicende affondano le loro radici nella comunità cutrese di Reggio. Come se la Direzione antimafia avesse sposato le tesi, assunta sin dal primo giorno nel Pd reggiano di fronte alla lettera del “corvo”, di uno sporco tentativo maturato in ambienti calabresi, del settore costruzioni, di condizionare il nuovo sindaco.

A parte il fatto che un teorema del genere, se risultasse vero, avrebbe conseguenze devastanti sull’amministrazione e la politica reggiana, il ragionamento appare contorto: i fatti vengono comunque indagati ciascuno per quello che sono, cioè separatamente e autonomamente. Si vedrà in un secondo tempo quali possano essere gli eventuali, ma non scontati, collegamenti. Ragionare diversamente significherebbe sfuggire in qualche modo alla sostanza delle questioni.

Del resto la lettera del “corvo” non parla soltanto di Vecchi e di sua moglie, con dettagli che solo chi ha accesso a fonti interdette al comune cittadino, può conoscere. Parla anche del poliziotto molto in vista che da un telefono della Questura aveva messo in guardia esponenti della comunità albanese dal fare propaganda per Franco Corradini, candidato alle primarie del Pd. Poliziotto del quale, per la verità in modo arzigogolato, la lettera adombra lontane parentele sempre con Vecchi, nonchè amicizie in ambienti imprenditoriali molto in vista di Crotone.

Il procuratore Giorgio Grandinetti aveva indicato indirettamente un possibile protocollo d’indagine: “Nella lettera non sembrano emergere ipotesi di diffamazione: contiene notizie note e altre da verificare”. Non c’è ragione di credere che la Direzione Distrettuale Antimafia, oltre a cercare di dare un nome al corvo, non intenda nel frattempo verificare compiutamente i fatti.

Intanto il Movimento 5 Stelle ha rinnovato la richiesta alla presidente Rosy Bindi di organizzare a Reggio Emilia, Modena e Parma una seduta straordinaria della commissione parlamentare Antimafia.

“Le inchieste della Direzione distrettuale antimafia di Bologna sui brogli sulle preferenze denunciati in due sezioni di Reggio Emilia dal Movimento 5 Stelle – afferma il vicepresidente della commissione Antimafia Luigi Gaetti – confermano la serietà degli esposti presentati dalla parlamentare Maria Edera Spadoni , dei nostri rappresentanti di lista e neo consigliere comunali Alessandra Guatteri e Paola Soragni“.

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GAETTI (M5S): URGENTE RIUNIONE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA A REGGIO

Le inchieste della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sui brogli sulle preferenze denunciati in due sezioni di Reggio Emilia dal Movimento 5 Stelle, confermano la serietà degli esposti presentati dalla parlamentare Maria Edera Spadoni (M5S), dei nostri rappresentanti di lista e neo consigliere comunali Alessandra Guatteri e Paola Soragni.

Come riportato sulla stampa locale di Reggio Emilia oggi “le preferenze ritenute sospette affondano le radici nella comunità cutrese che vive a Reggio Emilia”. Da qui l’inchiesta.
E’ da fine gennaio che su proposta della parlamentare reggiana Maria Edera Spadoni ho richiesto alla presidente della Commissione Antimafia Bindi e all’ufficio di presidenza della Commissione stessa di organizzare una seduta straordinaria a Reggio Emilia,  Modena e Parma.

La richiesta di organizzare un incontro a Reggio Emilia è stata avanzata  dal sottoscritto anche all’interno dalla  sotto-Commissione sulle infiltrazioni mafiose al Nord.

Ancora tutto è fermo e non è stata fissata una data! E’ ora di agire immediatamente!

Luigi Gaetti, Vice Presidente Commissione Antimafia Movimento 5 Stelle

LA DDA INDAGA SULLE ANOMALIE  RISCONTRATE E  DENUNCIATE DAL  M5S SULLE PREFERENZE.

INTANTO IN PARLAMENTO HO PRESENTATO UN’INTERROGAZIONE AL GOVERNO

La Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna sta cercando di fare chiarezza sull’inchiesta aperta dalla Procura di Reggio Emilia volta ad indagare – con il sostituto procuratore Isabella Chiesi – le anomalie riscontrate dal Movimento nelle preferenze.
Questo va a sottolineare la serietà degli esposti da noi presentati.
Rilievi e denunce sottoscritte per quanto riguarda il seggio 7 di viale Montegrappa anche dai rappresentanti di lista del Pd e della lista civica “Un’altra Reggio”.
Prova che non c’è nessuna volontà da parte nostra di attaccare  il Pd: come ho già ribadito, tutte le forze politiche devono opporsi a qualsiasi broglio elettorale. Qui non c’ entra l’appartenenza ad un gruppo politico e la legalità deve essere abbracciata da tutti coloro che ricoprono cariche istituzionali.

MARIA EDERA SPADONI: RICONTEGGIARE LE SCHEDE DI TUTTI I SEGGI

Ho presentato agli uffici legislativi competenti un’interrogazione  rivolta al Governo affinché siano controllate tutte le schede di tutti i seggi per riscontrare eventuali altre anomalie. E’ dal 2008 che denunciamo con forza le infiltrazioni mafiose nel reggiano. Sono oramai 5 mesi che attendiamo che la Commissione parlamentare Antimafia, come richiesto ufficialmente dal vice presidente Luigi Gaetti (M5S) e dalla sottoscritta, convochi una seduta straordinaria a Reggio Emilia.

Maria Edera Spadoni – Cittadina alla Camera dei Deputati Movimento 5 Stelle

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