“Vogliono il sangue dai cittadini per aprire un’agenzia reggiana a Bruxelles”. Boh, chi dovranno sistemare?

di Alessandro Marmiroli*

Il candidato sindaco del PD Luca Vecchi ha in mente di aprire un’Agenzia per la progettazione europea tutta reggiana con sede a Bruxelles. Dunque Non finisce mai la mania strapaesana di credersi al centro del mondo e pretendere che ogni Comune abbia la propria fiera, il proprio aeroporto, il proprio festival? Ci manca giusto un’Agenzia per la progettazione europea casareccia, quando le sedi deputate a ciò già abbondano.

Non solo infatti esistono già le sedi di rappresentanza della Regione e di numerose articolazioni dello Stato, sulle quali è opportuno dare un’ampia sforbiciata, ma esistono tanti altri spazi ove i soggetti già esistenti possono accedere ai fondi ed organizzarsi in collaborazioni alla luce del sole, senza creare carrozzoni inutili.

Ricordiamo che i soggetti già attivi, nel pubblico e nel privato, che hanno lo stesso compito istituzionale e potrebbero (e dovrebbero) dare supporto alle piccole imprese sono:

– la Regione Emilia Romagna con società apposite, come Aster, con la rete dell’alta tecnologia, con i Tecnopoli;
– lo stesso Comune di Reggio Emilia tramite la società Reggio Children srl, che ha inglobato la società Reggio nel Mondo che aveva questo scopo;

– lo stesso Comune di Reggio Emilia tramite una società di nome Reggio Innovazione;
– le Associazioni di categoria;
– l’Istituto per il Commercio Estero;

– le Camere di Commercio;

– soprattutto: società private specializzate nel dare supporto alla progettazione europea, e far incontrare domanda e offerta, incrociare diversi interessi.

Senza dimenticare che a Reggio esiste già Europe Direct, l’ufficio europeo che cura la la diffusione delle informazioni che riguardano l’UE e i finanziamenti europei.

Una volta in Europa agiremo affinchè sia impedito il riconoscimento di sedi a Bruxelles e presso le istituzioni europee che non siano riconducibili alle autonomie formalmente riconosciute dalla UE in tema di fondi pubblici, in sostanza le Regioni. Tutto il resto sarà reso privo di qualsiasi valore e verranno anzi penalizzati quegli enti pubblici che aprono sedi di rappresentanza superflue, svantaggiandoli proprio nell’accesso ai Fondi. Questo perché è inutile esigere il sangue dei cittadini europei per pagare il debito pubblico quando i loro governanti pensano solo a duplicare inutilmente le spese.

Ulteriore azione decisiva sarà quella di semplificare le regole per l’accesso e la rendicontazione dei progetti europei, al fine di favorire le piccole imprese, il Terzo Settore e i piccoli Comuni. Tagliamo alla radice l’albero dello spreco, rendiamo efficiente l’accesso ai fondi per tutti quelli che hanno buoni progetti e studiamo seri controlli per fermare lo scialacquamento delle risorse.

*Candidato al Parlamento Europeo – MoVimento 5 Stelle Reggio Emilia

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