Tegola inaudita su Walter Ganapini. Dovrà pagare più di un milione a causa di un funzionario troppo furbo

29/5/2014 – Una tegola di pesantezza inaudita è piovuta sulla testa di Walter Ganapini, autorevole esperto di questioni ambientali, già presidente di Greenpeace Italia, ex assessore all’emergenza rifiuti nella giunta regionale della Campania (presidente Bassolino).

Ganapini è un difensore delle ragioni dell’ambiente e della trasparenza anche a Reggio, la sua città, e non le manda a dire ai potentati, esponendosi senza timori anche sulla gestione di Iren. Tutti lo conoscono come un uomo integerrimo: a Napoli, dove evidentemente aveva messo il naso in questioni che scottano, ha anche subito un attentato di cui porta ancora i segni addosso.

La tegola riguarda proprio il periodo in cui era assessore nella giunta Bassolino. Walter Ganapini è stato condannato dalla Corte dei Conti della Campania al risarcimento erariale ben 9 milioni di euro, in solido con due dirigenti della Regione, Generoso Schiavone e Luigi Rauci. La sentenza è stata emessa sulla base di indagini della Guardia di Finanza di Napoli, che ha già eseguito il sequestro conservativo di cespiti per 2 milioni di euro. Sequestro di cui intanto è stata disposta la trasformazione in pignoramento. L’ex assessore, a quanto si è appreso, dovrebbe pagare 1 milione 81 mila euro più gli interessi di mora.

Naturalmente Ganapini non si è messo in tasca un centesimo. La condanna riguarda la mancata riscossione delle sanzioni relative a violazioni del codice dell’ambiente elevate tra il 2002 e il 2007. Ganapini è stato condannato per l’omessa sorveglianza su fatti di cui probabilmente non era neppure a conoscenza. Nel 2007 il coordinatore del settore Ecologia della Regione, con proprio provvedimento, soppresse l’Unità operativa incaricata di istruire e determinare le sanzioni pecuniarie. Tuttavia non fu individuata una struttura alternativa, cosicchè sono finiti in prescrizione più di mille verbali di accertamento con relative sanzioni. La sentenza, depositata il 5 maggio, ha ritenuto sussistente un danno erariale cagionato alle casse della Regione Campania per un importo di 9 milioni 81 mila 87 euro. (p.l.g.)

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