Strage di Cernaieto, oggi la manifestazione nel bosco. Testo di Guccini depositato sulla croce

 3/5/2014 – Oggi,  sabato 3  maggio, alle 12, nel bosco di Cernaieto Trinità, in comune di Casina, ha luogo la commemorazione dei 24 caduti della strage perpetrata dai partigiani comunisti nei giorni della Liberazione. Furono uccisi i militi della Rsi che si erano arresi a Montecchio, in cambio della promessa di aver salva la vita, ma non solo. Nel bosco furono ritrovati in periodi diversi i resti di tre donne  assassinate dai partigiani, e fra queste Paolina Viappiani di Bibbiano, che aveva dato un figlio, Paolo, a un comandante garibaldino. Furono uccisi anche dei ragazzi di 16 anni mentre un civile, anch’egli fucilato, riuscì a uscire vivo dalla fossa comune.

Davanti alla Croce di Cernaieto parlerà il consigliere regionale Fabio Filippi, che è anche candidato di Forza Italia alle elezioni Europee, e che come sempre ha organizzato l’appuntamento. Celebrerà la funzione religiosa don Vasco Rosselli, parroco di Canossa e Pianzo. Come sempre, dopo la commemorazione, momento conviviale al ristorante Notari.

La cerimonia di quest’anno assume un valore particolare, siamo arrivati alla decima commemorazione, molto è stato fatto, tanti steccati sono stati abbattuti, abbiamo avviato un serio percorso di pacificazionedichiara Filippi-. Le ricerche storiche degli ultimi mesi hanno fatto emergere nuovi particolari sulla strage. Presto uscirà un libro sui tragici eventi di Cernaieto”. 

Sempre Filippi nel suo blog politico segnala che nei giorni scorsi qualcuno ha appoggiato in una delle croci in memoria dei martiri di Cernaieto (una seconda croce è stata installata da ignoti alcuni mesi fa) il testo “Su in collina” di Francesco Guccini.

Vorrei segnalare questo gesto perché fa riflettere – nota il dirigente di Forza Italia -. Guccini con quella canzone ha voluto ricordare la morte del compagno “il Brutto”, ucciso dagli avversari prima di incontrare i partigiani ai quali avrebbe dovuto consegnare l’Unità”.

La canzone parla anche di vendetta, perché sull’asse di legno che teneva fra le mani il Brutto, c’era la scritta “Questa è la fine di tutti i partigiani”.

“Personalmente – aggiunge – non voglio intenderla come un messaggio di vendetta dei partigiani nei confronti dei Martiri di Cernaieto, anzi, la considero un “indizio” importante di chi vuol far denunciare la chiara matrice di quelle assurde uccisioni, cercando allo stesso tempo di far comprendere che chi ha commesso quella strage oggi è pentito. Forse la sete di vendetta allora era talmente profonda da spingere ad uccidere donne e fanciulli”.

“Io spero che la scelta di depositare una canzone di Guccini sulla croce in memoria dei martiri di Cernaieto – conclude Filippi – sia di auspicio per far luce definitivamente su tutta la verità di quella strage”.

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