Son finiti i tempi cupi? La Manodori torna a vedere il segno più: avanzo di 7 milioni 800 mila euro

21/5/2014 – Dopo due anni di dura astinenza la Fondazione Manodori è tornata in utile. Il bilancio dell’esercizio 2013, approvato ieri dal consiglio di amministrazione, si è chiuso con un avanzo di 7.900.354 euro, con un ritorno ad un segno positivo «dopo un biennio in cui si era registrato un disavanzo legato all’andamento dei mercati finanziari investiti dalla crisi».

Il patrimonio della Fondazione ammonta oggi a 199.877.870 euro, con un incremento di oltre 4 milioni di euro rispetto all’anno scorso – riferisce un comunicato di palazzo Del Monte –  Prosegue il percorso di diversificazione del patrimonio, con la riduzione della partecipazione in UniCredit, di cui sono state vendute 5 milioni di azioni nel 2013, e si riconfermano gli investimenti in Iren, Enel e nel Banco Popolare.

La Fondazione ha investimenti anche nella Cassa Depositi e Prestiti e in numerose realtà locali, come ParCo, Studio Alfa, Reggio Emilia Innovazione, Crpa, Ifoa, Reggio Children.

Nel 2013 è stato varato un ‘Regolamento per la gestione del patrimonio’ per cui sono state recepite le indicazioni della Carta delle Fondazioni predisposta dall’Acri, l’associazione nazionale che aggrega e fondazioni di origine bancaria come la Manodori”.

Inoltre «la Fondazione, inoltre, ha redatto il bilancio d’esercizio tenendo conto delle linee guida dell’International Reporting Committee ed altri parametri nazionale ed internazionali, inserendolo in un report integrato che illustra tutta la propria attività a favore del territorio reggiano e il dialogo costante con gli interlocutori istituzionali e con la comunità. Il report integrato valuta, in particolare, l’impatto sociale prodotto direttamente e indirettamente dall’attività della Fondazione Manodori e si configura come uno strumento innovativo di trasparenza e monitoraggio dei risultati.

In linea con gli impegni presi per il futuro, sono state confermate le erogazioni nei settori considerati prioritari, assicurando il sostegno a numerose realtà che operano nel welfare, nella scuola, nella sanità, nella cultura.

Per garantire la continuità del supporto a favore del territorio, come previsto dal documento programmatico previsionale, è stato incrementato il fondo di stabilizzazione delle erogazioni che ora è di 15 milioni di euro».

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