Si rivede la truffa dell’asfalto. Bloccati 4 operai rumeni, mai i capi sono irlandesi

2/5/2014 – A volte ritornano, e questa volta parliamo dei lestofanti  in stile british della “truffa dell’asfalto”, che ci hanno riprovato a Reggio. A tentare il raggiro alcuni cittadini di origine anglosassone, probabilmente irlandesi, con la collaborazione di quattro rumeni, tra i 20 e i 28 anni, ora finiti nei guai: dovranno rispondere di tentata truffa aggravata.

Tuttavia i capi dell’organizzazione, secondo i Carabinieri, sarebbero gli irlandesi che, vestiti in modo distinto, si presentano come titolari o rappresentanti di ditte che hanno terminato lavori in appalto con comuni o altri enti pubblici, a cui sarebbe avanzato del bitume disponibile per lavori di asfaltatura – di piazzali privati – a titolo gratuito. Terminati i lavori però pretendono compensi esosi anche in tono minaccioso. Un imprenditore di Reggio Emilia non è caduto nella trappola, anzi ha avvisato il 112 dei Carabinieri di Reggio Emilia il cui rapido intervento ha consentito di bloccare i quattro rumeni, tutti senza fissa dimora, chiamati a rispondere del reato di tentata truffa aggravata. All’arrivo dei Militari gli irlandesi si erano già dileguati.

La cosiddetta ‘truffa dei camion di asfalto avanzati’ viene messa a segno in tutta Italia ai danni di piccoli imprenditori, artigiani, società con capannoni purché abbiano un piazzale di proprietà in terra battuta da asfaltare. A Reggio Emilia non si ripresentava da qualche anno.

Il copione è sempre lo stesso: si presenta dal titolare un uomo elegante, che viaggia a bordo di una vettura con targa inglese, che dice di avere camion di asfalto in avanzo da fantomatici grandi lavori effettuati nei pressi, per cui, siccome i costi di smaltimento dell’asfalto non gli convengono, si offre per sistemare  il piazzale della ditta gratuitamente. Dopo l’ok, giunge sul posto un vero e proprio team di operai e macchinari che si mettono all’opera. Il lavoro viene sempre svolto nel modo più rapido e apparentemente impeccabile, ma tecnicamente fatto male con la sistemazione grossolana di tombini e avvallamenti.

Nel caso portato alla luce dai Carabinieri di Reggio Emilia grazie alla collaborazione dell’imprenditore reggiano truffato, il raggiro è consistito nel proporre gratuitamente i lavori per poi gonfiare i metri quadrati asfaltati pretendendo quindi il compenso nel caso in specie di ben 4.000 euro. Come detto i Carabinieri reggiani sono riusciti a bloccare il team di operai che ha svolto i “lavori”, finito nei guai con l’accusa di tentata truffa aggravata. E ora caccia ai capi della banda la cui fuga potrebbe avere i giorni contati.

I Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia nell’occasione lanciano l’allarme invitando tutti i reggiani che dovessero incappare in tali proposte a prendere contatto immediatamente con il 112.

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