L’onorevole rock sfonda anche sul Corsera
A Motti la musica fa meglio dell’Udc

12/5/2014 – Più di cinquantamila cliccate su Youtube per il video del singolo La Verità. Nella top 20 italiana con l’album appena uscito “Siamo tutti assolti” (dodici canzoni inedite) davanti a Emma, Mina e Robin Williams. E scusate se è poco. E domenica anche l’intervista al Corriere della sera. Inutile tergiversare: l’onorevole rock ha sfondato. Dite quello che volete, dite che fa troppo il verso al Vasco, però Tiziano Motti piace. Evidentemente la gente sente che lui è proprio così, altro che clone commerciale.

La copertina dell'album di Tiziano Motti "Siamo tutti assolti"

La copertina dell’album di “Siamo tutti assolti”

L’articolo sul Corsera firmato da Giovanna Cavalli scava in questo personaggio, politico e reggiano doc, che ha subito imboccato una nuova strada dopo la rinuncia a ricandidarsi al Parlamento Europeo, dov’era stato eletto nell’Udc. Era diventato un caso mediatico e sociologico per essersi imposto attraverso una campagna massiccia, un attacco preventivo con migliaia di manifesti cubitali in tutto il nord, ma senza alcun simbolo di partito: “Sono come voi, votate per me”. Ora l’imprenditore delle guide gratuite e dei pulmini per disabili gratis stupisce il mondo dello spettacolo e gli osservatori di costume perché alla tenera età di 48 anni riesce anche ad affermarsi nel rock.

Nell’intervista lui si schermisce, più per dovere che per piacere: “Durerà poco, è l’effetto curiosità, anche se è rarissimo che un esordiente parta così bene, erano esterrefatti pure quelli della Universal, la mia casa discografica”. Racconta nelle canzoni talvolta di amori, ma soprattutto della politica e delle sue panzane. Anche il titolo del cd, Siamo tutti assolti, in piena appaltopoli dell’Expò milanese, sembra fatto apposta. Praticamente preveggenza.

“Nooo, non c’entra niente, però con il mio singolo sono stato un buon veggente, in effetti”, risponde alla Cavalli. “La corruzione è nella natura umana, però i politici non sono tutti ladroni, le mele marce ci sono ovunque, quando a 18 anni facevo il cameriere c’era chi si fregava le mance”.

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