Le Poste occupate e la balena Valentina secondo Sel

Riprendiamo dal blog di Cosimo Pederzoli*

6/5/2014 – “Occupare spazi pubblici è lecito o no? Se ci si ferma a questa domanda si è fregati in partenza. Occupare uno spazio un tempo pubblico, dove sorgerà una galleria commerciale privata, per ragionare di casa, salute, democrazia e partecipazione, è lecito? Il tutto nell’arco di 3 giorni. Senza arrecare disturbo perché lo stabile già dismesso e abbandonato. Beh allora come giovani di Sel siamo certi che l’iniziativa di Aq16, Città Migrante e Casa Bettola, sia stata uno stimolo importante per la realtà reggiana. Non abbiamo dubbi: è più illegale la povertà che si sta diffondendo a Reggio, la perdita dei diritti, rispetto all’occupazione pacifica di uno stabile abbandonato.

E non lo diciamo adottando ideologie anni ‘70, come ci rimproverano dalla Lista SvoltaRe, ma lo affermiamo perché abbiamo partecipato a queste giornate. Ascoltando, cercando di capire. I temi toccati dai centri sociali sono quelli che stanno a cuore a tutti: il diritto alla casa (gente costretta al freddo quando migliaia di appartamenti restano vuoti), la certezza di poter accedere a cure mediche e all’istruzione, l’accoglienza degli stranieri e dei più deboli, il riappropriarsi dei Beni Comuni mettendoli al centro della vita sociale.

Ci dispiace non aver incontrato i giovani candidati del Pd, forse troppo occupati a stringere la mano a Rota o smarritisi tra le gallerie del Palazzo dei Musei. Non lo sappiamo. Ma hanno preferito la balena Valentina. Qualcuno si è presentato per una birra. Epifanie democratiche. Ci dispiace che, all’incontro organizzato alle poste occupate tra candidati sindaci, Luca Vecchi non abbia partecipato, e nemmeno delegato qualcuno.

FermoPosta (titolo di un film di Brass – ndr). Questa volta a biascicare il sigaro non è Tinto. Ma l’insuperabile Matteo Iotti. Consigliere, di non si sa più cosa, in Sala Tricolore. Ha tuonato: “Non è ammissibile che nella nostra Città ci siano persone che sfuggono perennemente alle norme e che si arrogino il diritto di tenere in scacco una Città intera”. Iotti è stato eletto nelle fila della Lega Nord, poi è passato a Progetto Reggio ed ora è candidato alle Europee con “Io cambio”. Che a questo punto pare essere il suo stile di vita, più che un partito. E poco importa se continua a parlare dell’occupazione delle poste come un “atto violento”. E’ campagna elettorale.

La nostra presenza all’interno dell’occupazione è stata pari a quella dei tanti partecipanti e curiosi. Abbiamo voluto ascoltare, senza andare alla ricerca spasmodica di voti o consenso, senza portare colori. Non nascondiamo che su certi temi, certe emergenze da affrontare, i punti in comune sono tanti. Ma siamo ben consapevoli che al dibattito ‘dal basso’ deve seguire un iter istituzionale, nel quale, come partito, vogliamo avere un ruolo incisivo nella prossima amministrazione: cogliere un disagio che porta a gesti illegali (e pacifici) per trasformarlo in progetti politici a favore delle fasce più deboli.

Speriamo inoltre che le prossime occupazioni si possano svolgere pacificamente e senza arrecare danni ai cittadini. Proprio come alle ex poste. Perché il divieto di ingresso ai razzisti e agli omofobi, ben esposto all’ingresso delle ex poste, andrebbe affisso anche davanti al municipio”.

*Giovani Sel di Reggio Emilia, candidato al consiglio comunale

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