La lettera su Vecchi e altri. Petardo di Olivieri, che chiede un “rapido chiarimento sui contenuti”

di Pierluigi Ghiggini

17/5/2014 Matteo Olivieri, il consigliere uscente del Movimento 5 Stelle a Reggio, si è tolto la soddisfazione di un atto politico rilevante, pur a pochi giorni dalla chiusura della legislatura comunale. Un gesto che non poteva non riguardare ciò di cui tutti parlano in questi giorni: la famosa lettera, arrivata su molti tavoli in diverse versioni (una delle quali, probabilmente il testo originale, niente affatto anonima, bensì firmata con nome, cognome e indirizzo mail).

Olivieri ha presentato un’interrogazione al prosindaco Ugo Ferrari per le sue affermazioni molto pesanti: Ferrari ha parlato di “inquietante episodio intimidatorio” e si è spinto a definire la lettera come un parto dei poteri malavitosi. Una presa di posizione perentoria, che forse si spiega anche con il desiderio di difendere la moglie di Luca Vecchi, che è stata sua collaboratrice quando era assessore all’Urbanistica.

E’ noto ormai che lo scritto tira in ballo più persone, in particolare il candidato sindaco del Pd Luca Vecchi e sua moglie, addirittura spingendosi – come ha dichiarato lo stesso Vecchi – a insinuare sue parentele con persone ritenute in odore di mafia. Da notare che il giorno dopo le dichiarazioni di Ferrari (e la denuncia presentata da Vecchi, preceduta tuttavia dalla consegna del documento ai Carabinieri da parte di Giacomo Giovannini) il procuratore Grandinetti ha detto di non ravvisare né ipotesi di reato né tanto meno, a prima vista, diffamazioni e che, anzi, alcuni elementi erano già noti, mentre altri meritano verifiche. Inoltre Grandinetti non si è pronunciato sull’invio della lettera alla Dda di Bologna.

Olivieri, dunque, con l’interrogazione diffusa oggi, mette in graticola Ugo Ferrari, chiedendogli numerosi chiarimenti; rivela di aver letto una versione della lettera ma di non aver trovato traccia di intimidazioni, e ricapitola i passaggi importanti di una vicenda che, se da un lato preoccupa, dall’altro spinge a volerne sapere di più.

Ecco di seguito il testo.

«In questi giorni è emersa la vicenda di una lettera, spedita a diversi destinatari in maniera verosimilmente anonima, che tratta questioni concernenti il consigliere comunale e capogruppo del PD Luca Vecchi;

tale lettera è stata oggetto, da parte del Vecchi, di una denuncia volta alla tutela della propria persona in quanto ritiene il contenuto “diffamatorio” e “intimidatorio” nei confronti di sé e di componenti della propria famiglia;

a tale notizia il Sindaco vicario Ugo Ferrari ha reagito esprimendo “vicinanza e solidarietà a Luca Vecchi e alla sua famiglia per l’inquietante episodio intimidatorio”, non specificando se ha preso visione del documento in questione, arrivando ad affermare che “i tempi e i temi trattati, il metodo usato, fanno pensare a una regia oscura di poteri malavitosi”;

il sottoscritto ha preso visione di questa lettera e ne ha letto e riletto il contenuto, non riscontrando alcun elemento intimidatorio rivolto al consigliere comunale e alla sua famiglia, ma un semplice elenco di notizie, della cui veridicità non mi è dato averne al momento riscontro;

Considerato che:

il sottoscritto non è riuscito a rilevare elementi che possano ricondurre i tempi e il metodo usato ad una regia oscura di poteri malavitosi, mentre sui temi trattati emerge in effetti un richiamo ad ambienti della criminalità organizzata;

un particolare che rende provvisorie tali considerazioni è quanto affermato dal Procuratore capo Giorgio Grandinetti, secondo cui del documento “ne esistono diverse versioni, ma i contenuti sono i medesimi. Io ne ho ricevuto copia prima dalla polizia, poi dai Carabinieri”;

il procuratore aggiunge che “da una prima lettura non emergono ipotesi di reato a carico di Vecchi, e non sembra di rilevare contenuti diffamatori, trattandosi di collage di notizie già note, o comunque da verificare”;

Rilevato che:

al momento mancano le condizioni oggettive per poter definire il documento intimidatorio e potenzialmente legato ad ambienti della malavita;

Compresa altresì l’azione legittima del Vecchi a tutela della propria immagine e onorabilità, e con essa dell’Istituzione che rappresenta in qualità di consigliere comunale;

Ritenuto che:

il comportamento più opportuno per il massimo rappresentante della nostra Istituzione sia quello di rilasciare dichiarazioni nella pienezza di cognizione, specificando sempre quali elementi conoscitivi stanno alla base delle proprie affermazioni, e ciò in particolare riguardo agli ipotizzati legami del documento con la malavita;

un rapido chiarimento della vicenda, che riguarda un rappresentante del nostro Comune, sia consono ad un corretto rapporto con la cittadinanza, che ha diritto alla necessaria trasparenza e chiarezza delle informazioni;

L’interrogante chiede al Sindaco vicario:

se ha preso visione del documento, in una delle versioni in cui è stato diffuso;

in caso affermativo, se non ritiene che manchino elementi per ritenere intimidatoria la lettera;

sempre in caso affermativo, quali sarebbero gli elementi che fanno pensare ad una regia della malavita, e se non ritiene che sia Suo specifico doverli illustrare alle Autorità competenti;

sempre in tal caso, se non ritiene che in merito al contenuto della lettera sia doveroso un rapido chiarimento, al fine di garantire la necessaria trasparenza e correttezza delle informazioni per i cittadini e per l’onorabilità dell’Istituzione;

in caso negativo, cioè che Lei non abbia preso visione del documento, se non ritiene – conclude Olivieri , ndr – che alcune conclusioni siano state alquanto affrettate, anche alla luce di quanto affermato dal Procuratore Capo, secondo cui “non sembra di rilevare contenuti diffamatori, trattandosi di collage di notizie già note, o comunque da verificare”.

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