“Iren è tecnicamente in stato d’insolvenza”. Parola di candidato

7/5/2014 – “Il gruppo Iren è tecnicamente in stato d’insolvenza”. Lo sostiene Francesco Fantuzzi, candidato sindaco di “Un’altra Reggio” e rappresentante dei piccoli azionisti nelle assemblee della multiutility del Nord Ovest. Secondo Fantuzzi i debiti a breve superano ampiamente le disponibilità liquide e i crediti.

Scrive Fantuzzi: «In questi giorni alcuni candidati hanno denunciato la grave situazione in cui versa Iren, le speculazioni finanziarie e il fatto che ormai i centri decisionali siano da tempo a Torino. Qualcuno, queste cose, le denuncia da anni, ben da prima della campagna elettorale. E chiede che qualcuno se ne assuma la pesantissima responsabilità.

Il bilancio 2013 parla chiaro, ma pochi lo sanno leggere: Iren è tecnicamente in stato di insolvenza. I debiti a breve, soprattutto verso istituti bancari, superano ampiamente i crediti le disponibilità liquide (l’acid test è pari a 0,68, dovrebbe superare l’unità): ciò significa che, nel caso una banca dovesse decidere (e non è improbabile) di revocare i propri affidamenti, il gruppo non sarebbe in grado di farvi fronte. Per questo negli ultimi mesi vi sono state ben due emissioni di bond di diritto irlandese: perchè Iren in Italia non riceve più credito, anche a causa delle prospettive drammatiche del mercato energetico, che hanno portato a una contrazione del fatturato del 20%. Impossibile ridurre con queste premesse l’indebitamento complessivo, pari a oltre 2,5 miliardi di euro.

I rumors già parlano di una trimestrale a tinte fosche, ma anche questo era prevedibile, anche alla luce di bizzarre operazioni avvenute nei giorni scorsi in diversi condomini, dove il riscaldamento è stato riacceso oltre i limiti di legge e senza aver consultato gli utenti.

Il comunicato di Iren, ovviamente, non spiega nulla, se non rettificare il comunque scandaloso indebitamento del Comune di Torino: i margini dei settori idrico, teleriscaldamento e rifiuti parlano da soli».

Fantuzzi gira il coltello nella piag di “investimenti faraonici e insensati: « Oltre alla a dir poco sconcertante operazione di Torino, restano poi ancora in capo al gruppo due investimenti faraonici e insensati: il rigassificatore di Livorno, costato oltre il doppio del previsto, e l’operazione Edipower, che ha consegnato a Iren due centrali di cui una spesso ferma e che porterà a una (seconda) pesante minusvalenza di bilancio.

Una volta tanto, dunque, non posso che condividere la proposta di Iren di realizzare a Reggio un museo conclude. Esso dovrebbe narrare la parabola di chi, per fini esclusivamente personali, ha voluto questa sciagurata fusione, incassandone un dividendo politico pagato ogni mese da tutti i cittadini con bollette monopolistiche, opache e fuori controllo».

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