In duemila al corteo del Primo Maggio. Dal palco chiesto applauso per Carlo Giuliani “ucciso dalle forze dell’ordine”

1/5/2014 – Un lungo corteo molto colorato di rosso (anche se in testa c’erano i segretari con uno sventolio di bandiere di Cgil, Cisl e Uil) ha percorso la via Emilia, oggi pomeriggio, in occasione del Primo Maggio. Quasi duemila persone dietro le bandiere sindacali, in un centro di Reggio inondato di sole e pieno di gente. C’era anche la Fiom a differenza di Bologna (dove i metalmeccanici di Landini hanno dato vita a una manifestazione separata) ma non lo striscione degli esodati reggiani.

In tono minore invece il comizio in piazza Martiri del 7 luglio che ha preceduto il concerto di Eugenio Finardi: molta gente ha preferito sciamare in città dove in piazza Prampolini si svolgeva la fiera Pollicino delle associazioni non profit.

Dal palco, dove hanno parlato Luigi Tollari (Uil), il segretario provinciale della Cgil Guido Mora e Pietro Cerrito segretario nazionale della Cisl, a un certo punto è stato chiesto un applauso per Aldrovandi, ucciso “dalle forze dell’ordine”, e per sua madre, e per Carlo Giuliani anche lui “ammazzato dalle forze dell’ordine”. In realtà Giuliani morì (colpito da una pallottola) mentre stava lanciando un bombola contro una camionetta, nel pieno della guerriglia che mise a ferro e fuoco il centro di Genova in occasione del G8.

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Bologna: tafferugli alla manifestazione sindacale con gli attivisti “no coop”. Corteo separato per la Fiom

Primo Maggio pieno di manifestazioni a Bologna, con Cgil-Cisl-Uil in Piazza Maggiore, ma studenti e lavoratori critici con i sindacati confederali si sono dati appuntamento in zona universitaria. Presidio diverso per la Fiom regionale, in piazza San Francesco con un po’ di Anpi e i comitati per Acqua pubblica e scuola pubblica. Il sindacato di base Usb e alcuni collettivi comunisti hanno scelto le Due Torri, i centri sociali Piazza dell’Unità e gli anarchici lo storico Circolo Berneri.

Qualche momento di tensione in Piazza Maggiore quando un gruppo degli attivisti che da settimane protestano contro il trattamento dei lavoratori, negli appalti di servizi pubblici alle cooperative, è riuscito a raggiungere l’area della manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Le bandiere bianche e rosse degli attivisti ‘no coop’ spiccavano accanto a un gazebo della Cgil. E’ volato qualche spintone e qualche insulto, critiche a una insufficiente azione sindacale a tutela dei lavoratori. E’ stato anche acceso qualche fumogeno, ma nessuno si è fatto male.

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