Grillo nuovo padrone di Reggio? Folla mai vista in piazza e un vaffa continuo

di Pierluigi Ghiggini

10/5/2014 – Una folla strabocchevole, come non si era mai vista nei tempi moderni in piazza Prampolini, ha accolto Beppe Grillo ieri sera a Reggio, in un boato continuo di applausi e di bandiere del Movimento Cinque Stelle. Il comico “che rappresenta dieci milioni di persone” ha preso il microfono alle 21,30 e non lo ha mollato per due ore buone. Un intervento torrenziale ancora più del solito, urlato a tutto spiano (a un certo punto lui stesso ha detto “mi devo calmare”), visionario, incazzato e all’insegna del vaffaculo continuo. “Bisogna rivalutare la parolaccia” ha teorizzato. “Preferisco puttana a escort. La nostra è una rabbia democratica”. La casta, i governanti, Renzi e il centro-destra ieri sera erano “pezzi di m…”, con la piazza in visibilio.

Piazza Prampolini ieri sera durante lo show di Grillo

Piazza Prampolini ieri sera durante lo show di Grillo

Ha cominciato con un colpo d’accetta a Delrio: “Aveva detto: se smetto di fare il sindaco torno a fare  il ricercatore, ma tra un po’ farà il ricercato”. E ha finito denunciando che si stanno raccogliendo dossier su di lui, la moglie e i figli, e che la sua villa è continuamente spiata: “Niente di strano, in Italia è sempre stato così. Questo è il nuovo fascismo. Nel mezzo praticamente tutto lo scibile socio-economico e politico tradotto in gergo grilliano, nello sfondo permanente dell’abbraccio tra il “nano” e l’ebetino, cioè Renzi che “a furia di leccare, anche il culo della Merkel non ne può più”. Dei “figli di troika” che hanno in mano il Paese, dei figli dei massoni che hanno preso il posto del Pci, di Napolitano “che dopo aver vinto andremo a supplicare con un milione di firme di levarsi gentilmente dai coglioni. Poi finalmente andremo a votare, quando avremo vinto metteremo sotto processo su internet tutta ‘sta gente, con tanto di fotografie e verifiche fiscali su quello che hanno accumulato negli anni in cui hanno fatto politica. E’ una soddisfazione che ci vogliamo levare”.

grillo reggio emilia

Ecco alcune pillole di Grillo

“Se la prendono con Genny ‘a carogna, mentre Napolitano al Quirinale riceve un condannato in via definitiva”.

“Mediaset perde duecento milioni al mese”.

“La Olivetti aveva 70 mila dipendenti, è arrivato  De Benedetti e l’Olivetti non c’è più”.

Matacena e Dell’Utri latitanti. “Questa gente non sa nemmeno morire da uomini. Non sanno andare dal magistrato e scontare la loro pena in galera”.

“Croce disse una cosa comprensibile a tutti: SE NON SEI ONESTO NON PUOI FARE POLITICA. Non ci sono corsi di onestà, lo si è e basta”.

“L’inchiesta Expo succede perché siamo andati noi con 40 parlamentari dentro l’area, e abbiamo scoperto che non c’era niente”.

“Le coop rosse prendono gli appalti perché fanno il 30% in meno, poi lo recuperano con le varianti in corso d’opera”.

“Metà della corruzione europea è in Italia”.

“Sindacati e politici sono responsabili della fine del lavoro. Lo dico qui dove è stato distrutto il sogno della cooperazione”. (E qui il boato della piazza è stato incontenibile).

“Riprendiamoci i miliardi che mandiamo in Europa e con questi soldi facciamo una banca di Stato per le nostre piccole imprese”.

“Mettiamo l’Iva al 25% sulle arance tunisine e al 2% su quelle siciliane”.

Montepaschi: “Il pm ha detto che l’ad e gli amministratori erano pilotati da un partito politico locale e nazionale. Chi sarà mai? La Sudtiroler Volkspartei? Il Partito Sardo d’Azione?”.

“Sono contento che l’Unità mi dia del fascista. E’ un’agenzia di collocamento del Pd. Lì non ci sono giornalisti. Una delle prime cose che faremo quando avremo vinto, e vinceremo noi, sarà togliere tutti i finanziamenti ai giornali di regime”.

“Equitalia va abolita”.

“La nostra è una rivoluzione vera: i cittadini devono diventare lo Stato,  le istituzioni non esistono più”.

grillo a reggio

Grillo ha lanciato un appello ai settantenni perché smettano di votare Berlusconi,  tuttavia è nulla di fronte alle invettive, alle accuse e alla violenza degli attacchi al Pd, vero nemico da battere.

La dedica di Adelmo Cervi (figlio di uno sei Sette Fratelli) a Beppe Grillo

La dedica di Adelmo Cervi (figlio di uno sei Sette Fratelli) a Beppe Grillo, proprio ieri

Il cuore della piazza era decisamente anti-Pd, responsabile numero uno del crollo del sogno reggiano, ed è venuto fuori “di pancia” nell’ora abbondante che ha preceduto il comizio del comico genovese. Noberto Vaccari, candidato sindaco a Reggio, ha sparato sul crac delle cooperative e sul sistema degli appalti (“Non è questa la cooperazione che vogliamo”) come su Iren, i suoi buchi e le sue bollette: “I soldi dei cittadini sono sacri”. Matteo Incerti ha bollato il  Pd come “partito dei bugiardi”, sbeffeggiando il “funerale” propagandistico organizzato sotto il forno di Cavazzoli.

Ma è stato Walter Ganapini a mandare in visibilio la piazza, con uragani di applausi quando ha raccontato dell’Italia e della Reggio alla rovescia, in cui lo Stato tratta con l’antistato e i ladri diventano guardie, delle coop in mano a manager “incapaci, troppo spesso indagati e con le mafie”, di Iren voragine di debiti e di Vecchi che si fa sostenere dai circoli di Dell’Utri. E ancora rivolto al Pd: “Troppi citano don Dossetti. Non ne avete il diritto. Non appropriatevi di un’eredità che non è vostra”. “Bisogna fare entrare aria fresca e pulita”.

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4 risposte a Grillo nuovo padrone di Reggio? Folla mai vista in piazza e un vaffa continuo

  1. dolcemetà Rispondi

    10/05/2014 alle 10:16

    …. bisognava chiedergli : la metà della corruzione d’Italia è a Reggio Emilia?
    Tanto perché questa ultimamente è l’impressione di tanti…

  2. Colleoni Rispondi

    10/05/2014 alle 10:22

    Qualcuno aggiorni Grillo cattivone su Olivetti,Mediaset,Croce,ponti di Calatrava.Ieri sera superbo Walter Ganapini,grande davvero!

    • FERRARINI2 Rispondi

      10/05/2014 alle 23:24

      gANAPINI IERI E’ STATO PIU’ CHE SUPERBO . UN GRANDE .

  3. Fausto Rispondi

    14/05/2014 alle 19:58

    Esilarante serata con Grillo a parlare dei problemi Italiani.

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