Scandalo En.Cor, nuova grana sotto elezioni: la Bnl chiede 13 milioni al comune di Correggio

23/5/2014 – Una nuova grana targata En.Cor è scoppiata in faccia al Pd proprio alla vigilia delle elezioni. Dopo la Banca Popolare San Felice 1893, anche la Bnl ha chiamato in causa il comune di Correggio per il pagamento dei debiti della En.Cor garantiti dalle lettere di patronage emesse dall’amministrazione comunale targata Pd, e mai revocate.

La società energetica che doveva trasformare Correggio in un paradiso verde, era stata ceduta alla holding svizzera Amtrade (che non aveva mai emesso nuove garanzie a favore delle banche creditrici) ed è finita in fallimento all’inizio di quest’anno.

La Bnl, scrive oggi la Gazzetta di Reggio, chiede ben 13 milioni 552 mila 250 euro. La citazione è arrivata al Comune il 10 aprile scorso. Manca ancora all’appello la richiesta del Banco Popolare, col quale a fine 2010 era stato contratto un mutuo di 9,6 milioni di euro. In totale il Comune ha emesso a favore degli istituti di credito, a garanzia dei debiti En.Cor, lettere di patronage di primo livello per circa 28 milioni di lire.

Una cifra capace di portare l’ente alla bancarotta. Il nuovo sindaco avrà una bella gatta da pelare.  Il Comune intanto si è affidato agli avvocati Giovanni Bertolani e Giorgio Barbieri.

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