La morte di Don Braglia: il cordoglio di Delrio. Sabato i funerali con Don Ciotti

20/5/2014 – Nel pomeriggio di martedì 20 maggio, nella sua comunità de “La Collina” a Codemondo, è spirato don Lorenzo (Renzo) Braglia, prete dallo spirito missionario e molto impegnato nel sociale. Da alcuni anni era gravemente malato.

Era nato il 5 ottobre 1928 a Calerno e aveva ricevuto l’ordinazione presbiterale nel 1955. I suoi primi incarichi pastorali lo videro vicario cooperatore a Castellarano (fino al 1957) e quindi a San Polo d’Enza (1957-1959). Fu poi parroco a Massenzatico per un decennio (fino al 1969) e delegato per le missioni diocesane in Brasile negli anni 1968-1970, dopo che già dal 1959 si era fatto promotore del gruppo laicale missionario.

Dal 1988 al 2007 don Braglia ha esercitato il ministero pastorale festivo nella parrocchia di San Giuseppe, in città a Reggio Emilia.

Al 1973 risale l’impegno di don Renzo per i tossicodipendenti, con le basi della prima comunità di accoglienza che, nel 1975, sarebbe diventata cooperativa “La Collina”.

Don Braglia ha formato numerosi giovani alla preghiera, alla vita di comunità, al lavoro e all’amore preferenziale per i poveri, nel sud del mondo come nella nostra società. Il desiderio di costituire un sistema familiare allargato, risalente già alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, è poi sfociato in alcune attività imprenditoriali: nel solco della stessa realtà sociale sono nate in seguito anche la cooperativa “La Quercia”, nel 1980, e “La Vigna”, nel 1985.

Un momento comunitario di preghiera in suffragio del fondatore, fanno sapere da “La Collina” (in via Teggi 38/42 a Codemondo), sarà osservato in tutti i prossimi dopocena, fino al giorno delle esequie.

Il funerale  – per il quale è attesa la presenza di don Luigi Ciotti – sarà celebrato sabato 24 maggio, alle 10, nella chiesa di San Giuseppe Sposo di Maria Vergine a Reggio Emilia.

Il cordoglio di Graziano Delrio

Graziano Delrio esprime personale cordoglio per la scomparsa di don Lorenzo Braglia e “vicinanza, in questo momento, alla comunità La Collina e alle tante persone per le quali don Braglia è stato una guida nel ritrovare se stesse”.

“Don Braglia – afferma l’ex sindaco e oggi  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio – ha saputo indicare, attraverso la sua vita, la sua esperienza missionaria e pastorale, attraverso la comunità La Collina, un modo di essere più vero, percorso da un profondo rispetto per l’uomo e la terra che lo ospita. Un insegnamento che continuerà a essere radicato e fertile nella nostra città”.

Confcooperative e Consorzio Romero: “Fu l’amore senza riserve per l’uomo e le sue povertà”

“Fu l’amore senza riserve all’uomo e alle sue diverse povertà  ad animare ogni sua iniziativa e a farne anche un pioniere della cooperazione sociale reggiana: la vide come strumento di soccorso, di sostegno e di riscatto, e la sua memoria non resta solo nelle opere che ci ha lasciato, ma nello spirito di una testimonianza di premura verso i deboli che si è fatta parola, affetto, lavoro”.

Così Confcooperative e il Consorzio Oscar Romero ricordano don Lorenzo Braglia, fondatore della comunità e poi della cooperativa La Collina (1975), che a propria volta fu tra i costitutori del Consorzio Oscar Romero.

“Don Braglia – sottolineano Giuseppe Alai e Emma Davoli, presidenti di Confcooperative e del “Romero” – scelse la via della cooperazione e del lavoro per essere prossimo a tante persone in difficoltà (tossicodipendenti, in particolare), tanto che la cooperativa La Collina – che anticipò di diversi anni le cooperative sociali così definite anche dalla legislazione – nacque e ha continuato ad operare come cooperativa agricola”. “Una  scelta – proseguono Giuseppe Alai ed Emma Davoli – che ancor oggi sottolinea quale fosse l’obiettivo di Don Braglia: passare dal lavoro e dalla solidarietà per il riscatto di storie di sofferenza ed affermare una dignità umana che prescinde da ogni storia personale, dal fatto e dal non fatto”.

Grazie a La Collina sono poi nate le cooperative La Quercia (1980) e La Vigna (1985) e lo stesso Consorzio Oscar Romero, di cui fu primo presidente proprio Enea Burani, storica figura di riferimento, insieme a Don Braglia, della cooperativa di Codemondo e, tuttora, vicepresidente di Confcooperative.

“Rendere omaggio alla memoria di Don Braglia – concludono – significa ricordare tanta parte della storia della cooperazione, ma soprattutto mantenere vivi , con la stessa sobrietà che ha caratterizzato il cammino del sacerdote, quei principi di solidarietà e di passione all’uomo con i quali si costruisce il futuro della cooperazione e di ogni comunità”.

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Mario Guidetti Rispondi

    21/05/2014 alle 15:43

    …sei stato un grand’uomo ed un grande pastore di anime…ricordo quando ci incontrammo al Centro Missionario di Massenzatico e noi, ragazzi di don Creardo, un altro grand’uomo ed un altro grande pastore di anime… si accavallano i ricordi quando dalla Circoscrizione ti venivo a trovare per…. Laici o col dono della fede, ti accompagni il nostro pensiero nel tuo cammino verso il Regno dei Cieli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *