“Vecchi, i conflitti d’interesse valgono solo per Berlusconi?”

di Giacomo Giovannini

7/5/2014 – “Un silenzio travolgente ed inquietante quello del PD sulla crisi del sistema cooperativo che ha travolto tragicamente il sistema economico reggiano.

Oltre un anno fa avevamo chiesto una discussione pubblica in Commissione consiliare sulla crisi di un pezzo così importante della nostra economia, ma il Pd ha ignorato volutamente la cosa. Non ha proprio nulla da dire Vecchi sull’errore fatale che ha trasformato le cooperative in centrali finanziarie? O come spesso gli capita è distratto?

E sugli stipendi d’oro di quei dirigenti che le hanno portate al fallimento causando centinaia di esuberi? Non crede Vecchi che i vantaggi fiscali di cui gode il sistema cooperativo impongano un livello di trasparenza assai maggiore rispetto a quello attuale?

Temo che non avremo mai risposta perché il PD e Vecchi si sono ormai caratterizzati per la strenua difesa dei propri circoscritti interessi di bottega.

Resta il fatto che fa molto pensare il connubio tra cooperazione e sindacati che ha garantito un silenzio altrettanto assordante rispetto al rapporto tra le paghe in certi casi letteralmente da fame dei lavoratori cooperativi e quelle dorate dei mega dirigenti.

In tal senso il silenzio di Vecchi non ci stupisce, poiché dovendo rappresentare politicamente la perfetta sintesi di quei due mondi non ha la libertà di pensiero che dovrebbe caratterizzare un leader vero, specie quando una parte di quei mondi lo ha coperto di incarichi unicamente per una precisa affinità politica.

Non sono certo le liste civiche ma è il Pd ad avere politici in carica con mogli, madri, parenti alle dipendenze del Comune, ad avere appalti o convenzioni con lo stesso o, come nel caso di Vecchi ad essere o essere stato pagato da chi ha ed avrà rapporti molto stretti con l’Amministrazione in termini di appalti e lavori pubblici.

E’ chiara la difficoltà di un candidato sindaco che vorrebbe derubricare la questione politica dei conflitti d’interesse a fatto secondario, così com’è chiaro che ciò non gli accadeva quando il destinatario di tale questione era Berlusconi.

Abbia almeno la decenza di risparmiarci la favola del “candidato sindaco di tutti”, perché la sensibilità sua e del suo partito alle istanze di molta parte dei cittadini e dell’imprenditoria reggiana inascoltata l’abbiamo saggiata negli ultimi dieci anni in cui ha malgovernato assieme all’oligarchia renziana”.

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