ariosto

BIBLIOTECA “A.GENTILUCCI”

RASSEGNA “L’ORECCHIO DEL SABATO”

dedicata a Ludovico Ariosto

in occasione del 540° anniversario della nascita

SABATO 31 MAGGIO

ore 17,30

«…che delle furie è sol cagion’Amore»

la fortuna musicale di Ariosto nel Sei-Settecento

Interverranno:

 

Alessandro Roccatagliati, relatore

Allievi del Corso di Canto rinascimentale e barocco di Monica Piccinini

Ioana Carausu, clavicembalo

Il quinto appuntamento della Rassegna “L’Orecchio del Sabato” ad ingresso gratuito promossa dalla Biblioteca “A.Gentilucci” presso l’Auditorium “G.Masini” dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Peri – Merulo” di Reggio Emilia e dedicata a Ludovico Ariosto, si svolgerà  sabato 31 maggio alle ore 17,30 presso la sede della biblioteca stessa ed avrà come titolo «…che delle furie è sol cagion’Amore» – la fortuna musicale di Ariosto nel Sei-Settecento e vedrà la partecipazione del relatore Alessandro Roccatagliati e degli allievi del Corso di Canto rinascimentale e barocco di Monica Piccinini accompagnati al cembalo da Joana Carausu.

Storie e personaggi ariosteschi nel Melodramma di Sei-Settecento

Nell’anno delle celebrazioni per il 540° anniversario della nascita di Ludovico Ariosto, promosse da Palazzo Magnani, anche la Biblioteca “A. Gentilucci” dell’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia porge “L’Orecchio del Sabato” all’ascolto “D’armonie dolci e di concenti buoni… e diversi altri dilettevol suoni”. La citazione ariostesca è il titolo di questa terza edizione d’incontri che svolge il tema del rapporto dei versi del Furioso con la materia sonora. L’evento di sabato prossimo 31 maggio è stato concepito in stretta collaborazione con il Corso di Canto Rinascimentale e Barocco tenuto presso l’Istituto Musicale nei mesi di marzo, aprile e maggio da Monica Piccinini.

Il fascino degli eroi della poesia epica di Cinque e Seicento continua a nutrire l’immaginario di poeti e musicisti impegnati nella produzione del teatro d’opera del Sei-Settecento. Tracce dell’eredità ariostesca nella tradizione drammatica francese sono alla base della collaborazione di Lully-Quinault per l’opera Roland (1685). Mentre Vivaldi si cimenta per ben tre volte col protagonista del poema ariostesco (Orlando Furioso 1713, Orlando Finto Pazzo, 1714 e Orlando Furioso, 1727)  i personaggi di Orlando, Rinaldo, Alcina e Ariodante, rivisitati tra il 1710 e il 1736 in altrettante omonime opere händeliane, mostrano i lineamenti propri della trasfigurazione operistica in virtù delle convenzioni drammaturgiche e musicali. Magia, follia, sonno, prigionia, deus ex machina guidano i librettisti nella ricerca di episodi e intrecci di sicuro favore e gradimento.

Esecuzioni:

 

Georg Friedrich Händel

 

Dall’opera Alcina HWV 34

– Recitativo e aria di Oronte: M’inganna. Un momento di contento

Giulio Ferretti, tenore

– Aria di Alcina: Dì, cor mio, quanto t’amai

Erica Rondini, soprano

 

Dall’opera Rinaldo HWV 7

– Aria di Rinaldo, Cara sposa, amante cara

Francesco Perrini, contralto

– Aria di Almirena, Lascia ch’io pianga

Maria Teresa Casciaro, soprano

 

Dall’opera Orlando HWV 31

– Aria Sorge infausta una procella

Marco Bernabei, basso

 

Ioana Carausu, clavicembalo

 

Luogo: Biblioteca “A. Gentilucci” dell’Istituto Superiore di Studi Musicali di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti

via Dante Alighieri, 11

Ingresso libero, senza prenotazione, fino ad esaurimento posti disponibili

 
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