Appalti Expo: Il Giornale sbatte Delrio in prima pagina

13/5/2014Il Giornale di Milano questa mattina ha sbattuto, come si dice, in prima pagina una fotografia rigorosamente in pullover del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio a illustrazione dell’articolo “Expo, appalti e tangenti: la sinistra spunta ovunque”. E’ il secondo riferimento in pochi giorni a Delrio nel contesto politico giornalistico dell’inchiesta sugli appalti milanese. Venerdì sera Beppe Grillo in piazza Prampolini aveva lanciato una battuta un po’ maligna e un po’ inquietante verso l’ex sndaco: “Altro che ricercatore, fra un po’ sarà ricercato”. Ma in campagna elettorale è, noto, se ne sentono di tutti i colori.

Perchè Delrio? Perchè il suo nome è il più vicino al premier Matteo Renzi fra quelli entrati sia pure molto di striscio nell’inchiesta milanese, attraverso una frase intercettata all’ex amministratore della Dc meneghina Gianstefano Frigerio (il quale figura fra gli arrestati della “cupola”, ed è stato insieme ai Greganti uno dei protagonisti di Mani Pulite).

«Però Guerini è un buon… adesso non so se lo porta al governo … forse lo lascia … al partito i suoi giri … uno è Delrio e l’altro Guerini». Per la cronaca, Lorenzo Guerini è il portavoce del Pd. Cosa volesse dire Frigerio parlando di lui e Delrio, non si capisce proprio. “Riferimento fumoso”, scrive il Giornale, ma tanto basta per pubblicare uno foto formato lasagna.

E’ certo che i riferimenti al contesto reggiano sono numerosi e diversificati: nella voluminosa ordinanza del Gip è citato – ma non indagato – l’ingegner Carlo Chiesa, già dirigente del comune di Reggio, coordinatore delle opere dell’Alta Velocità, poi passato con il consenso di Delrio ai vertici di Expo 2015, di cui è uno dei responsabili del procedimento.

C’è poi il coinvolgimento di Filippo Lodetti Alliata, con le intercettazioni a proposito della gara per i servizi di mobilità dell’Expo: Lodetti ne ha parlato a pranzo a Milano, il 7 gennaio, con il direttore Pianificazione dell’Expo Angelo Paris (arrestato) e con Sergio Cattozzo (imprenditore ligure, Udc, pure lui arrestato). Cattozzo è quello che nel corso di una perquisizione ha tentato penosamente di nascondere dei post-it nelle mutande. Ai pm di Milano ieri ha dichiarato: “I biglietti che ho cercato di nascondere erano quelli su cui ho annotato la contabilità delle tangenti”.

Quella colazione di lavoro non ha portato bene all’imprenditore palermitano dei parcheggi, sposato a Reggio e interessato al business Expo: Filippo Lodetti ha subito delle perquisizioni, in particolare nella sede della società Reggio Emilia Parcheggi che costruisce il park Vittoria e la cui concessione era stata assegnata dall’amministrazione Delrio. Al Carlino Reggio ha dichiarato: “Al momento non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. Ho solo subito una perquisizione: hanno portato via due computer, non so altro. Non sono nella cupola degli appalti e non capisco tutta questa attenzione mediatica”.

C’è infine sull’asse Reggio-Expo la venuta di Primo Greganti ( per i pm dell’inchiesta Expo sarebbe il garante delle cooperative di area Pd) a Correggio, nel dicembre 2012, per una riunione riservata al capezzale della En.Cor.

Ma dall’indagine è emersa almeno un’altra riunione attinente agli appalti milanesi proprio a Reggio città: il riferimento è nell’ordinanza del Gip.

(p.l.g.)

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