Andrea Costa, segretario Pd, esulta: “E’ anche la vittoria del gnocco fritto”. Come ai vecchi tempi

30/5/2014 – La vittoria del Pd? E’ dovuta anche all’aver negato il “paracadute ai piloti più esperti”. Il segretario provinciale dei democrat Andrea Costa lo ha scritto ben due volte in una nota di commento al voto di Reggio, a sottolineare l’operazione di rinnovamento da lui condotta come fattore determinante, insieme alla gestione unitaria del partito, del successo elettorale. Senza naturalmente trascurare la valanga Renzi, che anzi è apparsa più determinante di ogni scelta locale.  Ma a chi si riferisce, a proposito di non-paracadutati?

Questo il segretario non lo spiega, in compenso offre una battuta liquidatoria delle polemiche seguite al comizio di Renzi in piazza Prampolini: questa “è anche la vittoria del gnocco fritto”, riferendosi alle polemiche seguite al comizio di Renzi in piazza Prampolini. Ma ecco il comunicato di Costa.

“La lista del PD in comune a Reggio Emilia ha staccato il miglior risultato alle amministrative a livello nazionale tra i capoluoghi di provincia – sottolinea il segretario Costa – Il 49,86% raccolto, determinante per il successo di Luca Vecchi al primo turno, supera il 47,22% di Firenze, il 46,8% di Ferrara o Prato, il 46,3% di Forlì. E’ un dato che mette in evidenza il “fattore Reggio”, quello che si era avvertito in piazza Prampolini la sera del 17 maggio. Una pulsione popolare profonda che ha spinto anche al di fuori della scheda delle europee. Un risultato tanto più straordinario se si considera la dinamica della campagna elettorale, dove si è visto il PD da solo contro tutti.

A Reggio Emilia, rispetto anche a zone vicine, la gestione unitaria del partito ha dato i suoi frutti: superati gli incidenti di percorso delle primarie, negati i “paracadute” ai piloti più esperti, la serietà di un partito che a livello nazionale ha trionfato ha premiato anche a livello locale.  Alla base di questa straordinaria vittoria mettiamo il dialogo voluto con determinazione per confermare il Pd come l’unico grande partito popolare e cinghia di trasmissione tra cittadini e istituzioni.

Un grande laboratorio democratico, tra bisogni e risposte. Soprattutto un luogo di confronto e non di faide: la gestione unitaria del partito a Reggio – questa va detto chiaramente – ha sicuramente fatto la differenza. La dinamicità, la partecipazione, la rinnovata chiarezza del messaggio sono state le cifre che hanno caratterizzato la nostra interpretazione politica, quella che ci ha consentito di issare la vela giusta e catturare il vento di entusiasmo che il segretario nazionale Matteo Renzi ha generato in tutto il Paese e in Europa. Alle consultazioni europee il risultato delle urne reggiane supera il 55 per cento dei consensi (sono 155.304), quasi 13 punti al di sopra di quanto riuscimmo a fare nel giugno 2009.  Un dato straordinario bissato con le elezioni amministrative dove il Pd ha conquistato il 49,8 per cento dell’elettorato, quasi 41mila voti, addirittura meglio del risultato delle comunali 2009 quando la lista del nostro partito si fermò al 43,9%.

Il vento di favore verso il nostro partito andava accompagnato con scelte precise: ritengo importante aver fatto sapere alla gente che nel pd reggiano non c’erano più paracaduti per nessuno, che non ci soni dirigenti che devono stare per forza al sole, e che viene premiato il lavoro di tutti fatto tra la gente e per la gente.

Oggi nelle nostre fila in consiglio comunale a Reggio con orgoglio siederanno 9 donne e 10 uomini, rinnovandolo quasi interamente e riportando in sala del Tricolore ancora tanti giovani. Oggi i nostri sindaci iniziano a scrivere, insieme ai loro consiglieri, una nuova pagina amministrativa con l’unico obiettivo di aumentare la qualità della vita delle nostre comunità. Come abbiamo avuto modo di dire si tratta di un esercito al servizio del bene comune. Questo è il nostro Pd, un partito che continuerà a stare dalla parte della gente e tra la gente. Il partito che la gente ha scelto per farsi rappresentare.
Mi concedo una battuta finale: è stata anche la vittoria del gnocco fritto, con cui oggi molti neo sindaci stanno festeggiando insieme alle loro comunità e che per qualcuno – che non ha capito come fosse sinonimo di festa – è stato invece la pietra dello scandalo. Lo dico solo ora, ma la scelta fu questa sin dall’inizio, il ricavato di piazza Prampolini è stato devoluto in beneficienza”.

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