Addio a Priama Gelati, ultimo simbolo della Reggio popolare. Domattina i funerali

29/5/2014 – Se n’è andata a 76 anni Priama Gelati, ultimo simbolo della Reggio popolare. Tutti la conoscevano per la sua carica umana, il suo impegno civile di pacifista incrollabilmente dalla parte dei palestinesi, per la sua militanza storica nel Pci. E’ spirata per un collasso al Santa Maria Nuova, dopo una lunga malattia.

Reggio la saluterà domattina, venerdì, alle 9, con partenza dalle camere ardenti del Santa Maria Nuova per l’inumazione, in forma civile, al cimitero di Coviolo.

Priama Gelati era nata il 23 aprile 1983 in via Francotetto, un vicolo tra via Bell’Aria e via Filippo Re, scomparso con un pezzo del vecchio quartiere negli anni 50 per far posto all’istituto Scaruffi. Era nata nel Popol Giost e al Popol Giost è sempre rimasta fedele: Priama era una delle ultime persone capaci ancora di parlare lo slang antico del popol Giost, fatto di parole pronunciate alla rovescia.

E’ stata un’esponente fra le più note del popolo comunista, sempre in prima file nelle battaglie politiche e a favore degli oppressi. Ma è stata anche una figura emblematica, anche se non riconosciuta, di quella Reggio “comunità educante” che finì sulla copertina di Newsweek con la scuola materna Diana, “l’asilo più bello del mondo”. Visse quell’esperienza sin dall’inizio come cuoca e bidella, quando cuoche e bidelle erano pilastri delle scuole, mamme e nonne di tutti: nell’anniversario dell’apertura dell’asilo Robinson portò in Sala Del Tricolore il paiolo bene infiocchettato col quale aveva preparato, tanti anni prima, il suo primo ragù per i bambini.

Poteva chiedere di più in nome della militanza e della sua presenza, ma non lo ha fatto: ha voluto chiudere la carriera lavorativa come ausiliaria nelle scuole, e lei rivendicò sempre con orgoglio quella scelta.

Era bella da ragazza, animata da una passione politica tipica della sua generazione. Aveva fatto la mondina a quindici anni nelle risaie del Vercellese e due anni di emigrazione in Svizzera prima di tornare definitivamente a Reggio, per lavorare nel sistema scolastico comunale. Nel 1990 prese il coraggio a quattro mani e insieme ai figli Francesco e Barbara aprì il primo ostello della gioventù  in via dell’Abbadessa, poi per un certo periodo si occupò del nuovo ostello alla Ghiara, oggi affidato a una cooperativa. Priama Gelati è stata molto più di quanto non volle mai apparire.

(p.l.g.)

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Ai figli Francesco e Barbara le più sentite condoglianze da reggioreport.

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“Reggio saluta un pezzo importante della sua storia. Con la scomparsa di Priama Gelati se ne va una testimone della storia della nostra città, della sua generosità, del suo impegno e della sua attenzione verso i più deboli e umili. Dal viso e dalle parole di Priama questa storia era orgogliosamente evidente.  Era l’orgoglio di chi sa di avere ottenuto conquiste importanti per se e per la propria terra. Oggi salutiamo una protagonista delle lotte migliori e un esempio per tutti”.

Andrea Costa – Segretario provinciale Pd

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Una risposta a 1

  1. CHANGE Rispondi

    30/05/2014 alle 13:08

    La Priama Cara, voce antica ed autentica di una sinistra, oggi invece, degenerata ed obsoleta.
    Buon viaggio donna!

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