Cosa ci faceva Primo Greganti alla En.Cor? Rimbombano echi dello scandalo Expo

11/5/2014 – Appaiono sempre più estese le relazioni tra la maxi inchiesta di Milano sugli appalti di Expo 2015 e le reti politico-affaristiche dell’Emilia.

In particolare con Reggio, dove nell’inchiesta sono coinvolti Filippo Lodetti Alliata (a.d. della società che costruisce il Park Vittoria, la cui sede è stata perquisita dalla Guardia di Finanza) e l’uomo d’affari correggese Angelo Morini, quest’ultimo per l’assegnazione di un appalto novennale da 34 milioni nel settore ospedaliero: un bando vinto nel 2013 da un’Ati formata da Manutencoop (indagato anche l’amministratore Claudio Levorato) e da Coopservice di Cavriago attraverso la controllata Servizi Italia, Spa quotata in Borsa.

Il nome di un altro reggiano, non indagato, compare nelle 612 pagine dell’ordinanza del Gip di Milano: è un noto ex dirigente del comune di Reggio, già responsabile del procedimento delle opere Tav, ora ai vertici degli apparati tecnico-operativi dell’Expo.

Nell’inchiesta sulla “cupola” politico-affaristica dell’expo sono finiti in carcere alcuni personaggi di spicco: il direttore acquisti e pianificazione dell’Expo, Paris, l’ex senatore Luigi Grillo (che ora produce vino nelle Cinque Terre), Antonio Frigerio e Primo Greganti, il celebre compagno G protagonista di Mani Pulite, che oggi i pm di Milano ritengono essere il garante delle coop di area Pd nel giro degli appalti lombardi.

Ora si apprende che Primo Greganti avrebbe compiuto diverse, discrete passeggiate nel reggiano. Alla fine del 2012 avrebbe visitato un impianto della En.Cor di Correggio, la società energetica ex pubblica partorita dalla pancia affaristica del Pd reggiano e andata a gambe per aria portando il Comune di Correggio sull’orlo del fallimento: in base alle lettere di patronage sottoscritte verso le banche, l’ente a guida Pd sarà chiamato a rifondere ben 28 milioni di euro, o giù di lì.

Dunque, Greganti per affari a Correggio. La notizia è pubblicata da Andrea Zambrano su Prima Pagina Reggio in edicola oggi.
Greganti avrebbe partecipato a una riunione riservata (non c’era l’ex sindaco Iotti) in una saletta della centrale Eva di via Pio La Torre. Non si conoscono gli argomenti dell’incontro, ma si sa che l’incontro è avvenuto.

Era il momento, quel dicembre 2012, in cui il comune di Correggio stava cercando una via d’uscita attraverso la vendita della En.Cor ai privati. Tentativo sfociato nel bando di gara del 2013 che ha portato all’ingresso della holding svizzera Amtrade, con gli esiti che sappiamo.

Tuttavia Greganti non è il solo legame tra l’affaire En.Cor e l’inchiesta di Milano. Una traccia non propriamente labile porta anche a Lodetti Alliata attraverso la Ecologia Servizi Ambiente di cui è vicepresidente la moglie Giorgia Iasoni, ex presidente dei giovani industriali reggiani. Società che del resto ha sede a Bibbiano allo stesso indirizzo della Reggio Emilia Parcheggi, concessionaria del Park Vittoria e di cui Lodetti è amministratore delegato.

La Ecologia Servizi Ambiente non è estranea alle vicende della En.Cor. La società della Iasoni, infatti, aveva dato vita proprio in quel periodo una joint venture col comune di Correggio, la Soer, finalizzata sulla carta a interventi di gestione o acquisizioni degli impianti energetici. Ci furono anche emissioni di fatture.

(P.L.G.)

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2 risposte a Cosa ci faceva Primo Greganti alla En.Cor? Rimbombano echi dello scandalo Expo

  1. insomma... Rispondi

    12/05/2014 alle 10:07

    …basta con questi ‘mostrini’ soliti-noti in prima pagina..suvvia…
    ormai sono da passare in seconda…
    😉

    VERGOGNATEVI KOMUNISTI MAGNONI

  2. mariano claudio vettori Rispondi

    18/05/2014 alle 21:21

    Da che il Partito comunista si disfece di Gramsci l’idea divenne scopertamente ideologia e questa, si sa, è funzionale al potere quello strano oggetto di desiderio che cammina sulle gambe degli uomini più ambiziosi. Per questo, quando mi parlano di Berlinguer e della sua questione morale…sorrido e mi chiedo a chi mai parlasse Enrico (che pure sapeva tutto del bottegone).-Strano ma piano piano emerge una singolare analogia con l’economia post sovietica: li’ e qua da noi il patrimonio immenso del partito (fatto anche di lucrose opportunità e di utilissime conoscenze) non è andato disperso ma è stato raccolto dai pochi oligarchi che oggi si concedono lussi che un tempo venivano bollati come “boiarismo”.- Povero Cipputi quel gran credulone di sempre.

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