Tragedia del Magati: lo sfogo di Andrea (dal suo letto) prima di essere ucciso dal padre

18/4/2014 – La donna che stava assistendo un familiare nella stanza della tragedia avvenuta al Magati ha sentito cosa diceva Andrea Degani, 35 anni, al padre Enrico, che poi gli ha sparato e infine nel bagno si è tolto la vita con la stessa pistola.

Sul piano dell’inchiesta giudiziaria il triste caso può considerarsi risolto. Il pm Piera Cristina Giannusi valuterà se disporre autopsie, e valuterà le cartelle cliniche di Enrico Degani, 71 anni, che pare fosse gravemente ammalato.

Una situazione che potrebbe aver determinato la sua terribile decisione, dopo anni e anni di sofferenza per quel figlio che era finito schiavo della droga.

La testimone ha raccontato che il colloquio tra padre e figlio, dai quali era separata da una tendina che divideva i due letti di degenza, non ha mai assunto i toni di un litigio. Anzi, più che un colloquio si è trattato di un triste monologo di Andrea (la donna ha udito raramente la voce del padre): il giovane si lamentava dei propri problemi, ai quali si era aggiunto anche il diabete per il quale si trovava ricoverato nell’ospedale scandianese, e dal quale sarebbe stato presto dimesso.

Si rendeva conto di essere un problema, una volta a casa. La donna non ha ascoltato attentamente tutto quello che il giovane ha detto: non poteva certo pensare che quello sfogo sarebbe stato il preludio di un dramma.

La persona che lei stava assistendo stava dormendo. Un rumore assordante al di là della tendina, una detonazione a distanza ravvicinata che l’ha lasciata per un attimo stordita. Poi ha visto Enrico Degani che andava verso il bagno e l’istinto l’ha spinta nel corridoio a gridare aiuto.

Lo sparo era stato udito da tutti, gli infermieri stavano già accorrendo quando si è sentito un altro raggelante sparo. Hanno trovato Enrico Degani seduto per terra, ancora vivo, mentre il figlio, per il colpo, era stato sbalzato dal letto ed era disteso sul pavimento.

La rivoltella usata da Degani era regolarmente denunciata, come anche il fucile che teneva nella sua abitazione di San Faustino di Rubiera.

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17/4/2014 – Tragedia in ospedale a Scandiano, reparto Medicina, intorno alle 20,30 di questa sera. Un uomo di 71 anni, Enrico Degani di San Faustino di Rubiera, è entrato nel reparto di Medicina dell’ospedale Magati (secondo piano) e ha sparato con una pistola al figlio Andrea, di 35 anni, uccidendolo sul colpo.

Subito dopo aver ucciso il figlio, Enrico Degani si è tolto la vita con un colpo di pistola. Il personale ospedaliero è subito accorso, richiamato dalle urla di una donna ricoverata in una stanza vicina, ma ormai non c’era più niente da fare. La tragedia era compiuta.

Ospedale Magati: la stanza della tragedia

Ospedale Magati: la stanza della tragedia

Il genitore prima è entrato nella stanza in cui si trovava suo figlio, ricoverato a quanto sembra per problemi di diabete e che doveva essere dimesso domattina, poi ha estratto un’arma da fuoco ed ha sparato fino ad ucciderlo, mentre questi dormiva. Quindi si è recato nel bagno, dove si è tolto la vita. Un paziente che si trovava nella stessa stanza è stato svegliato dai colpi (e successivamente, quindi, trasferito in un’altra stanza).

Il giovane era ricoverato al Magati per problemi di diabete. Dalle prime indiscrezioni raccolte sembra anche che sullo sfondo della tragedia di stasera abbiano pesato i problemi di tossicodipendenza del figlio. 

Sul posto sono arrivate la madre (moglie) e il fratello Stefano, col quale Andrea fino a un po’ di tempo fa gestiva l’Art Cafè, locale cool nel centro di  Reggio.

La notizia ha subito fatto il giro dei network nazionali, tanto che a tarda serata c’erano già i primi servizi nei notiziari tv. Questo perché un 35enne è stato ferito a morte, ammazzato a colpi di arma da fuoco dal padre settantenne, che a sua volta ha deciso di farla finita sparandosi un colpo (con una pistola regolarmente detenuta), e tutto ciò è avvenuto nelle corsie di un ospedale pubblico.

Sono intervenuti i carabinieri. Numerose persone sono accorse nella notte al Magati, fra queste il sindaco Mammi e i consiglieri comunali Giuseppe Pagliani e Fabio Ferrari. La dinamica dei fatti è stata riferita dalla direttrice del Magati, Messori.

L'ingresso principale del nosocomio scandianese

L’ingresso principale del nosocomio scandianese, teatro della tragedia

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